Los Angeles, sponda Lakers. Si potrebbero dire tante, tantissime cose su una squadra che fa parte di diritto della storia dell’NBA, ma oggi vorremmo soffermarci su un giocatore in particolare, un ragazzo che farà senz’altro parlare di sé: Julius Randle. Ma partiamo dall’ultimo game.
Una rondine non fa primavera, ma la vittoria dei Los Angeles Lakers su una squadra come i Memphis Grizzlies potrebbe rappresentare un vero turning point per la stagione dei gialloviola. Aver rifilato ben 116 punti alla terza miglior difesa di tutta la lega fa capire come questa franchigia abbia un potenziale da non sottovalutare. Il mix di veterani con esperienza decennale come Lou Williams, Luol Deng, Nick Young e giovani dal futuro più che roseo come D’Angelo Russel, Brandon Ingram e Julius Randle ha reso entusiasti i tifosi che hanno dovuto sopperire alla mancanza di Kobe Bryant dopo due decadi di (meravigliosa) attività. Come spesso accade in queste situazioni, il Team aveva bisogno di un nuovo uomo chiave, un simbolo, un perno centrale su cui far ruotare l’intero organico (nell’atto pratico e soprattutto mentale); molti lo stanno trovando in Mister “Ice in my veins“, tendendo troppo spesso a far passare in secondo piano le prestazioni di Julius Randle. Il prodotto di Kentucky, fin qui, si sta esprimendo ad ottimi livelli nonostante la squadra non stia rendendo secondo le aspettative che aveva creato ad inizio stagione: 13.6 punti a partita, 8.7 rimbalzi e il 50% al tiro; ma dopo l’ultima sfida dobbiamo aggiungere una nota di merito sul suo curriculum cestistico.
Il record di Julius:
Nella vittoria per 116-102 allo Staples Center contro la squadra di coach Fizdale, Randle ha messo a referto 19 punti, 14 rimbalzi e 11 assist, arrivando a quota tre triple doppie in carriera dopo 115 presenze. Negli ultimi 20 anni solo altri venti giocatori hanno raggiunto tale traguardo in questo lasso di tempo o meno: Lamar Odom, Chris Paul, Michael Carter-Williams e Hassan Whiteside. Pezzi da novanta, senza ombra di dubbio. Insomma: numeri degni di un buon giocatore, destinato a diventare grande entro pochi anni.
Dopo questa prestazione, Los Angeles sale a quota 13 vittorie in stagione ed è in piena corsa per l’ottavo seed ad Ovest. Memphis per ora ha un posto assicurato nei prossimi playoffs, ma le 6 sconfitte nelle ultime 10 partite potrebbero suonare come un primo campanello d’allarme da non sottovalutare.

