Boston Celtics: “Go West”

di Eugenio Petrillo

“Andiamo ad ovest” (“Go West”). Così i Village People, nel 1979, intitolavano un celebre singolo che poi sarebbe diventato negli anni oggetto di numerose cover da parte di diversi artisti e gruppi, su tutti i Pet Shop Boys nel 1993.
Anche i Boston Celtics, in questi ultimi giorni, hanno abbandonato la parte orientale degli States e si sono recati più in prossimità del Pacifico, ospiti di ben quattro squadre della conference occidentale: in ordine, Sacramento Kings, Portland Trail Blazers, Utah Jazz e Dallas Mavericks.

Subito doccia fredda per i Boston Celtics

Dunque il “mini-tour” da quattro partite ad ovest, per i Celtics si è concluso con un bilancio decisamente positivo: tre vittorie e una sola sconfitta.
L’unica delusione è arrivata proprio nel primo impegno, quello contro i Kings, per distacco gli avversari più abbordabili viste le pesanti assenze di Cousins, Gay, Casspi e Temple.
Quella di Sacramento è una sconfitta che poteva pesare perché interrompeva la striscia di sette vittorie consecutive e poteva, in qualche modo, abbattere l’ambiente.
I 108 punti concessi ad una squadra priva dei migliori terminali offensivi, simboleggia l’approccio alla partita sbagliato e superficiale: sono state commesse troppe disattenzioni specialmente nell’ultimo e decisivo quarto.
La strada per ottenere l’ottavo successo filato non era così spianata come sembrava. Occorre subito invertire la rotta.

Gerald Green in palleggio

Immediato riscatto, ma si può ancora fare meglio

Coach Brad Stevens, dopo l’esito bruciante della notte prima, riporta tutti all’ordine e all’attenzione: c’è il back to back contro i Portland Trail Blazers.
In Oregon arriva una W importantissima. Guadagnarsi il referto rosa voleva dire riacquistare quella fiducia che, per qualche ora, era venuta meno.
L’ultimo quarto è stato dominato dalla coppia Isaiah Thomas (non sarà mica una novità) e Marcus Smart.
Da sottolineare, infine, che oltre ai 34 punti del ‘folletto di Tacoma’, altri sei giocatori sono andati in doppia cifra: se i Celtics ne mettono 120, non c’è da stupirsi.
Nonostante il buon risultato, qualche accorgimento è doveroso farlo. Anche contro Lillard e McCollum si sono visti tanti, troppi cali di tensione che hanno dato la possibilità (non sfruttata) ai padroni di casa di ritornare in partita.

Terry Rozier attacca il ferro

Chiusura in bellezza con due prestazioni maiuscole

Grande prova di forza dei Celtics a Salt Lake City contro gli Utah Jazz.
Un meraviglioso 112-104 permette ai verdi di portare a casa l’incontro sicuramente più proibitivo dei quattro.
I Jazz, attualmente al quinto posto della Western Conference, non hanno potuto fare nulla contro il solito Thomas e l’ottimo apporto fornito dalla second unit dei ragazzi di Stevens: Kelly Olynyk è autore di 19 punti, Gerald Green di 16 e James Young di 10.
Lodevole inoltre la precisione al tiro (60% contro una delle difese più arcigne della lega), l’intensità difensiva e l’aggressività a rimbalzo che hanno concesso ai Celtics anche qualche piccolo passaggio a vuoto, che in altre situazioni sarebbe potuto costare caro.

Pick and roll Thomas-Horford contro gli Utah Jazz

Non c’è due senza tre dicono. I Boston Celtics infatti, concludono questo ‘poker‘ di trasferte ad ovest, con un’altra brillante vittoria.
Isaiah Thomas e compagni contro i Dallas Mavericks hanno condotto l’incontro dall’inizio alla fine, con forza, intelligenza e senza nessun particolare black-out.
Smart, ancora braccio destro del numero 4, e i Celtics hanno arginato i tentativi di rimonta di Yogi Ferrell, Dirk Nowitzki e Harrison Barnes in maniera impeccabile.
La stoccata finale, come già successo con i Jazz, arriva con Olynyk e Young sul parquet. Coach Stevens infatti, con questa scelta, ha lanciato un messaggio importante: tutti gli effettivi sono fondamentali.

Isaiah Thomas vs Yogi Ferrell: che sfida

Ultime considerazioni

Ora si ritorna ad est. Prima della sosta per l’All Star Game, i Boston Celtics dovranno vedersela con Philadelphia al TD Garden e Chicago in Illinois.
Non saranno due impegni facili, ma arrivare alla pausa con cinque vittorie consecutive e un buon margine di vantaggio su Washington, Atlanta e Toronto (che speravano in qualche passo falso in più in queste quattro partite), permetterebbe di gestire al meglio le energie nella seconda parte di regular season.
Il weekend delle stelle arriva al momento giusto per i Celtics. In questo periodo rifiateranno e recupereranno dagli acciacchi tutti gli infortunati: Avery Bradley su tutti ma anche Jae Crowder e Jaylen Brown che hanno saltato alcune delle ultime partite.
Ora non si scherza proprio più, si inizia a fare sul serio!

 

 

You may also like

Lascia un commento