
In queste settimane Kyle Lowry si sta dimostrando molto partecipe dalla panchina, sempre prodigo di consigli per i suoi compagni.
Le partite giocate da questa nuova versione dei Toronto Raptors sono state appena 6; non abbastanza per giungere ad alcun tipo di conclusione, ma comunque sufficienti per soffermarsi sulle prime impressioni di questo nuovo e temporaneo roster.
Perché temporaneo? Ovviamente perché nei playoffs i canadesi con buona probabilità riavranno a disposizione Kyle Lowry, momentaneamente indisponibile a seguito dell’intervento al polso destro.
Fino ad ora Toronto non ha sofferto troppo le aspettative vincendo 4 dei 6 match post Allstar weekend, riuscendo anche a battere Boston e Washington, le principali rivali nella corsa al 2° posto di Conference. Proprio l’obiettivo della piazza d’onore alle spalle di Cleveland potrebbe rappresentare la spinta necessaria a finire la regular season in crescendo, arrivando alla postseason già mentalmente pronti.
Da metà gennaio in poi, quando i Raptors sembravano gli unici a poter impensierire (seppur minimamente) i Cavaliers, la situazione – come sapete – è drasticamente cambiata. Ad approfittare della crisi di Toronto sono stati i Celtics e i Wizards, che hanno improvvisamente spinto sull’acceleratore superando di slancio i balbettanti canadesi.
Le acquisizioni di Serge Ibaka (oltre 17 punti e 7 rimbalzi di media) e PJ Tucker stanno dando i loro frutti, e sebbene si senta la mancanza di Lowry nella metà campo offensiva (3.6 assist in meno rispetto alla media stagionale della squadra), i punti subiti in media si sono abbassati fino a quota 101, dato molto simile a quello dei migliori team difensivi (Grizzlies, Spurs e Jazz tra gli altri) della lega.
Coach Dwane Casey ha distribuito i minuti del numero 7 fra il sempre più affidabile Norman Powell (10.7 punti di media in queste ultime due settimane) e il sorprendente Delon Wright, temprato dall’infortunio di inizio stagione e apparentemente maturato a seguito dell’esperienza in D-League.
Più prevedibile invece l’apporto di Cory Joseph, che è stato da subito il logico sostituto di Lowry in quintetto: per lui ci sono 11.8 punti e 4.7 assist, col minutaggio che è vertiginosamente salito del 50% rispetto a quello abituale.
A prescindere da quello che riuscirà a fare questo gruppo, vicino sia al 2° che al 5° posto occupati rispettivamente da Boston e Atlanta (entrambi a 3 partite di distanza), l’aggiunta di Kyle Lowry non potrà che avere effetti positivi, col solo piacevole enigma di capire come si amalgamerà il tanto atteso Big 3 che andrà a formare assieme a DeMar DeRozan e Serge Ibaka.

