MALCOM BROGDON E LE VITTIME ILLUSTRI
Mercoledì, Malcom Brogdon ci ha dimostrato ancora una volta per quale motivo dovremmo indicare il suo nome come miglior Rookie dell’anno.
Il numero 13 di Milwaukee ha messo a segno, negli ultimi 2 minuti della partita contro i Boston Celtics, 6 punti e 2 assist che sono risultati fondamentali per la vittoria della sua squadra che si è imposta con il risultato finale di 103-100.
Una sconfitta amara per i Boston Celtics che, facendo un salto nel passato, avevano intenzione di draftarlo , salvo poi cambiare idea per orientarsi su giocatori più esperti per far partire il progetto che oggi li vede in prima posizione a Est.
A spendere due parole sul ragazzo, ci sono Jae Crowder e coach Brad Stevens che non può fare altro che dichiarare la sua ammirazione per uno come Malcom: “Non è un Rookie, lo si capiva già dalla sua esperienza al college che sarebbe stato un protagonista in questo campionato”.
Mentre Jae Crowder dichiara: “E’ un ragazzo di talento e il cervello non gli manca, penso che potrà fare grandi cose”.

#15 MALCOM BROGDON VIRGINIA COLLEGE
MALCOM BROGDON PER I BUCKS
Brogdon ha conquistato l’ambiente di Milwaukee grazie alla sua esperienza, totalmente atipica per un Rookie come lui, che gli ha permesso di ottenere più minuti sul pitturato.
ESPN fa notare come uno dei suoi punti di forza siano i minuti finali delle partite dove, solitamente, scendono in campo i campioni per risolvere le situazioni più spinose.
Brogdon, grazie alla sua freddezza ed esperienza, si è conquistato in casa Bucks il soprannome “The President”, già utilizzato per altro dai suoi ex compagni di college in Virginia.
L’innesto del ragazzo nelle rotazioni dei Bucks ha permesso alla squadra di giocare con molte più opzioni offensive tra le mani.
Fa notare sempre ESPN come il ragazzo possa dividersi i compiti con Giannis Antetokounmpo e Matthew Dellavedova nelle vesti di playmaker o point-guard, viste le sue incredibili doti atletiche.
Brogdon è stato scelto come scelta numero 36 ed oggi compete per il titolo di Rookie of the Year: una crescita incredibile, verrebbe da dire, ma per molti, a quanto dicono le agenzie americane, il ragazzo sembrava esser destinato ad avere un posto di spicco nel campionato NBA.
Attualmente il ragazzo ha una media di 10,3 punti e 4,3 assist per partita che hanno aiutato più volte i suoi Bucks a vincere, ma questo basterà per essere davanti a tutti gli altri candidati al ROTY?

