Il coach dei Golden State Warriors Steve Kerr ha abbracciato la tanto discussa ‘politica del riposo’ dei suoi titolari durante alcune partite, cosi come diversi altri suoi colleghi all’interno della lega, e non sarà di certo lo scetticismo di un suo ex compagno di squadra a fargli cambiare idea. Il compagno in questione è la leggenda dei Chicago Bulls Dennis Rodman, che di recente ha dichiarato che i giocatori d’oggi sono deboli, affermando che sua maestà Michael Jordan non avrebbe mai riposato se fosse stato in grado di giocare.
Kerr però, non pensa che Rodman possa essere il giocatore più indicato per discutere di questa questione.
Ho sentito Rodman lamentarsi al riguardo, e questa cosa mi fa molto divertire. In ogni caso Dennis veniva espulso per almeno quindici partite durante la stagione. Voleva sempre riposare, o andare a Las Vegas, oppure a Wrestlemania. Faceva sempre tutto quello che voleva, quindi non può lamentarsi proprio di nulla.
Questa la risposta di coach Kerr al suo ex compagno di squadra, raccolta dal giornalista Anthony Slater e trasmessa attraverso il proprio profilo Twitter. Andando ad analizzare i suoi tre anni nei Chicago Bulls, Rodman ha saltato ben 47 partite, ma di preciso nessuno sa quante di queste sere passate lontano dai campi di gioco abbia trascorso a Las Vegas o a Wrestlemania. Quindi, Kerr ha perfettamente ragione quando consiglia al suo ex compagno di non pretendere che i giocatori di oggi giochino tutte e 82 partite di regular season.

