Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppCavaliers, tra assenti ingiustificati ed errori banali: cosa non è andato in gara 3

Cavaliers, tra assenti ingiustificati ed errori banali: cosa non è andato in gara 3

di Marco Tarantino
Thompson vs Thompson

In Ohio è tempo di riflettere, errori ce ne sono stati tanti, compiuti sia dalla dirigenza, che dai giocatori in gara 1, gara 2 e gara 3. E’ vero i Warriors sembrano essere di un altro livello, sono degli avversari davvero troppo forti ad ora per essere affrontati da chiunque, ma anche i Cavaliers hanno delle colpe, non marginali, e non solo in game 1 completamente lasciata alla franchigia della Baia ma anche e soprattutto in una gara 3 che poteva essere vinta per riaprire queste Finals. Quali sono stati? Andiamoli a scoprire insieme.

Punto uno il problema originario: l’assenza di LBJ dal campo e la gestione degli ultimi possessi

Riguardate gara 3, appena esce il Prescelto dal campo con i Cavaliers in controllo del match che rispondevano punto su punto ai Warriors, un cambio di tendenza netto. Crolla la difesa in transizione, palle perse, cattiva gestione della palla, no spaziature offensive, difesa a dir poco da rivedere. In due parole: mancanza di concentrazione. Senza il loro condottiero in campo i Cavs affondano e The Ringer oggi lanciava una provocazione: in gara 4 il Prescelto dovrà essere in gara per tutta la durata della sfida per riuscire a vincere almeno una sfida? Al momento questa sembra essere l’unica reale possibilità per battere i Warriors.

Anche la gestione degli ultimi possessi è stato un fattore da non sottovalutare che ha portato i Warriors alla vittoria finale: poche idee, palla del possibile pari consegnata in un isolamento complesso a Kyrie Irving (fino ad allora 0 triple messe a referto e resteranno 0). Non sembra esserci veramente una idea precisa di come costruire una azione da schema per liberare un tiratore e provare a rientrare in gara. Idee confuse a dir poco…

Secondo problema>>>

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