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From The Corner #16: Teodosic sbarca nella NBA

di Raffaele Camerini

Da ottimi fruitori cestistici, altresì vista la sede direi “appassionati”, non possiamo non rimanere sbalorditi dalle gesta mirabolanti del campionato di Eurolega. Una competizione che è cresciuta molto nell’ultimo periodo, nonostante la nuova arringa della Champions League di basket, per ora alquanto bistrattata. Tra gli interpreti che più di tutti abbiamo imparato ad apprezzare, c’è lui, l’eterno secondo, quel Milos Teodosic che con la palla in mano è come Jimi la chitarra in mano: FA-VO-LO-SO.

Milos Teodosic.

Non scherziamo, ad oggi il miglior interprete del pick & roll in tutta Europa.
Esteta del gioco dalla visione periferica spaziale. Faccia da pusher alla stazione Santa Maria Novella di Firenze, mani da liutaio, mente veloce e coordinazione occhio-mano senza uguali nel Vecchio Continente cestistico.
Dopo gli anni dell’Olympiakos incappa nella crisi economica greca ed è costretto ad emigrare in Russia,precisamente a Mosca, sponda e cultura CSKA. Già MVP dell’Eurolega nel 2010, anno in cui abbinò anche il titolo di miglior giocatore FIBA, è riuscito a condurre alla vittoria della massima competizione cestistica europea il suo CSKA nella stagione 2015/2016, battendo in finale il Fenerbache di Gigi Datome, al termine di un incontro meraviglioso finito solo dopo un tempo supplementare.

Ora però le strade tra Teodosic ed il CSKA si devono dividere ed il trentenne di Valjevo, piccola cittadina nella Serbia centrale a non più di 90 km da Belgrado, ha deciso che la prossima fermata del suo train de vie sarà Los Angeles, da quei Gringos che dicono di giocare tanto bene a basket (ed in realtà ci ha anche perso in finale Mondiali 2014 con la sua Serbia), ma che magari due cosine gliele può ancora spiegare. Alla maggior parte dei playmaker soprattutto. Il contratto firmato con i Clippers gli permetterà di intascare 12 milioni e 300 mila dollari in due anni. Poi si vedrà se continuare nella terra dei liberi e dei coraggiosi o tornare al Vecchio Continente. Ovvio, dal punto di vista fisico ci sono dei grossi limiti che vanno limati, dovrà contare sui molti aiuti al ferro di DeAndre Jordan. Ma vuoi mettere lui e Blake in campo aperto? O lui e DeAndre in pick & roll alto? Altra materia da romanzo.

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