Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsUna poltrona per tre: chi affiancherà Irving nel backcourt dei Celtics?

Una poltrona per tre: chi affiancherà Irving nel backcourt dei Celtics?

di Daniele Guadagno
Smart e Kyrie Irving dei Boston Celtics

A Boston, dopo anni di delusioni e sconfitte, è finalmente partita la caccia al titolo: mai come quest’anno i Celtics hanno le carte in regola per impedire a LeBron di conquistare la sua ottava finale consecutiva. Durante la free agency il GM Ainge ha probabilmente infatti colmato il gap con i Cavaliers grazie all’innesto di Gordon Hayward e soprattutto Kyrie Irving. Il play di origine australiana è stato strappato agli acerrimi rivali in cambio di Crowder, Zizic ed Isaiah Thomas oltre alla scelta del 2018 dei Nets. Tuttavia la trade Bradley-Morris di metà luglio, atta a finalizzare il trasferimento di Hayward, ha privato coach Stevens del suo miglior difensore, nonché guardia titolare. La dirigenza, invece di ricorrere al mercato, ha deciso cosi di cercare la soluzione in casa per sopperire a questa pesante perdita.

Irving ed Hayward dei Boston Celtics

Irving ed Hayward dei Boston Celtics

Marcus Smart, il beniamino del Garden

Una delle scelte possibili. Smart finora si è contraddistinto più che per la fase offensiva (10 punti di media in carriera), per tenacia e spirito di sacrificio. Grazie alle sue eccellenti prestazioni difensive si è infatti guadagnato la stima e l’affetto dei fans del TD Garden che lo hanno spesso acclamato nell’ultima postseason. Ora, dopo tre stagioni trascorse subentrando dalla panchina, finalmente l’occasione della vita: prendere il posto di Bradley e affiancare Irving nel backcourt titolare. Smart forse non sarà mai una superstar come Kyrie, ma ha dimostrato di essere il migliore per impegno e dedizione tra le file dei Celtics.

Jaylen Brown, il diamante grezzo

Jaylen Brown, Shawn Long

6.6 punti e 2.8 rimbalzi in 17.2 minuti di media a partita. Con tali statistiche si è conclusa la prima stagione NBA di Brown. Numeri non proprio esaltanti per una terza scelta, anche se non è stato tutto da buttare: Brown ha mostrato buone doti difensive e offensive, soprattutto nel tiro da fuori. Dovrà invece notevolmente migliorare il passaggio e i tiri liberi (appena il 50% quest’anno). I Celtics hanno tra le mani una pietra preziosa, ma ancora grezza, che avrà bisogno di tempo e attenzioni prima di diventare uno splendido diamante. Stevens quindi probabilmente non lo schiererà subito al fianco di Irving, per evitare di sottoporlo a forti pressioni, ma lo farà partire dalla panchina. Prima o poi arriverà il suo momento, è solo questione di tempo.

 Terry Rozier, l’uomo di Stevens

Selezionato con la scelta numero 16 all’NBA draft del 2015 dai Boston Celtics, Rozier è uno degli indiziati numero uno per prendere il posto di Bradley come “cane da guardia” al fianco di una point guard, come era Thomas ed ora è Kyrie Irving per i Celtics, dalle spiccate doti offensive. Il giocatore from Louisville è uno dei giocatori “intoccabili”: ha giocato solo 39 gare nel suo anno da rookie per poi aumentare a 74 nella passata stagione con il minutaggio raddoppiato da 8.5 a 17 minuti di media. Migliorato anche sotto il profilo delle percentuali da tre punti (da 22% al 31%) ma anche in palle rubate (0.6) e soprattutto punti (da 1.8 a 5.5).

 

You may also like

2 commenti

Giorgio 27 Settembre 2017 - 9:54

Brown per me è già pronto per essere la stella difensiva della squadra e l’arma segreta in attacco, visto che probabilmente verrà marcato dal più scarso dei difensori esterni avversari, che si concentreranno su Irving e Hayward. Nessun rookie che giochi in una squadra che lotta per raggiungere le finals ha avuto subito grandi statistiche, a parte Magic Johnson e qualche altra leggenda. Inoltre ai playoff ha già dimostrato di essere un giocatore su cui poter contare anche nei momenti più difficili, ha contenuto abbastanza bene Lebron James e ha già fatto valere il suo straordinario atletismo.
Smart come sesto uomo è una garanzia, ma se riuscisse ad avere percentuali al tiro di un certo tipo, potrebbe scavalcare Brown nelle rotazioni.
Rozier è un cambio, non si può pensare che una squadra che punta alle finals lo schieri come titolare. E’ uno degli intoccabili di Ainge per via del suo contratto basso e valore bassissimo come moneta di scambio nelle trade, rispetto alle sue potenzialità effettive come giocatore, che al suo terzo anno in NBA potrebbe fiorire e diventare un pezzo importante della panchina dei Celtics.

Risposta
Daniele Guadagno 15 Ottobre 2017 - 20:24

Concordo su Rozier, Smart secondo me sarà il titolare per maggior esperienza. Brown è un talento cristallino e giovane. Verrà il suo momento, non carichiamolo con eccessive pressioni. Il pubblico del Garden è tanto caloroso quanto esigente

Risposta

Lascia un commento