I Boston Celtics hanno concluso la stagione 2014-15 con un record complessivo di 40 vittorie e 42 sconfitte ed un parziale di 20 vittorie e 10 sconfitte nelle ultime 30 gare giocate. La conquista della settima piazza della Eastern Conference e la conseguente partecipazione al primo turno della post-season che ha visto i bianco-verdi eliminati dai Cleveland Cavaliers di LeBron James in 4 gare sono sicuramente merito (in gran parte) dell’operato del genio di Brad Stevens, head-coach dei Boston Celtics che ha preso il posto di Doc Rivers sulla panchina della franchigia più titolata della NBA e, nonostante un roster in continuo mutamento, ha saputo tratte il meglio dai propri uomini motivandoli a dovere in ogni partita e spingendo tutti a dare il 110% in campo.
Riuscirà il General Manager e President of Basketball Operations dei Boston Celtics Danny Ainge ad aggiungere a questo roster una superstar che faccia tornare ai vertici della NBA la franchigia del trifoglio oppure il processo di ricostruzione dovrà attraversare vari Draft NBA prima di trovare il franchise player adatto a riportare l’anello nella Beantown?
Analizziamo ora più nel dettaglio come è trascorsa finora l’offseason dei Celtics:
Giocatori in entrata dal Draft:
Terry Rozier (PG, 6’2″, from Louisville)
R.J. Hunter (SG, 6’6″, from Georgia State)
Jordan Mickey (PF, 6’8″, from University of Louisiana)
Giocatori in entrata dalla Free Agency:
Amir Johnson (PF, 6’9″, from the Toronto Raptors)
Giocatori in entrata tramite trade:
Perry Jones III (SF/PF, 6’11”, from the Oklahoma City Thunder)
David Lee (PF, 6’9″, from the Golden State Warriors)
Giocatori in uscita:
Brandon Bass (ai Los Angeles Lakers tramite Free Agency)
Gerald Wallace (scambiato ai Golden State Warriors, girato ai Philadelphia 76ers)
Luigi Datome (al Fenerbahçe tramite Free Angency)
Le mosse sin qui compiute dalla dirigenza, nella persona di Danny Ainge, si sono rivelate si opportune (il General Manager biancoverde ha scaricato il contratto oneroso di Wallace) ma non del tutto all’altezza di ciò che avrebbe voluto la società: mesi addietro, in un’intervista rilasciata ad Adam Himmelsbach del Boston Globe, Ainge dichiarò di volere fortemente un giocatore in grado di dare l’upgrade necessario a questo roster, già pieno di buonissimi giocatori secondo il GM bianco-verde, per fare il definitivo salto di qualità. Così però non è stato, si è andati alla ricerca del potenziale franchise player sin dalla notte del Draft, quando Ainge fece di tutto (rendendosi disposto a sacrificare anche un elemento fondamentale per la difesa dei verdi, come Marcus Smart) per accaparrarsi una scelta più alta e mettere nel mirino Justise Winslow, esterno poi finito in casacca Heat. L’acquisto che sinora potrebbe rivelarsi più utile è Amir Johnson, che dovrebbe contribuire a migliorare la difesa del pitturato in casa Celtics, aspetto del gioco che sinora si è rivelato deleterio per la banda di Brad Stevens. L’ala ex Raptors può dare anche dei minuti di sostanza occupando la posizione di centro, ed in questo senso potrà essere molto utile all’head-coach dei C’s. David Lee invece potrà dare molta esperienza, magari in uscita dalla panchina, in attesa che ritorni ai livelli da All-Star ai quali eravamo tanto abituati.

Amir Johnson, neo acquisto dei Boston Celtics tramite Free Agency, ritratto con la casacca dei Toronto Raptors
Un altro punto sul quale bisogna focalizzare l’attenzione è il reparto guardie, più che mai folto. L’aggiunta di Terry Rozier e R.J. Hunter fanno sì che il reparto guardie è ora così composto:
PG: Terry Rozier, Marcus Smart, Isaiah Thomas
SG: Avery Bradley, R.J. Hunter, James Young
Con tre point guard e tre shooting guard il reparto guardie si trova inevitabilmente sovraffollato, ed è così che bisogna porsi due interrogativi:
Possono coesistere due personalità forti come Marcus Smart ed Isaiah Thomas?
Due giocatori molto diversi, il primo si è trovato a dover partire in quintetto titolare dopo soli due mesi dal suo debutto tra i professionisti, a causa della cessione dell’ex PG titolare Rajon Rondo. Dotato di ottime doti difensive e di un discreto tiro dall’arco dei tre punti, Smart si è ben comportato nella sua stagione da rookie, pur mostrando (com’è normale) qualche limite di troppo in alcune scelte di tiro troppo azzardate. Il secondo, al contrario, un piccoletto sotto i sei piedi di altezza in grado di dare la sferzata decisiva all’attacco bianco-verde, è arrivato tramite trade durante la deadline dello scorso anno ed è stato utilizzato principalmente come sesto uomo (il primo ad uscire dalla panchina), peraltro con ottimi risultati. Ora, se Thomas continuasse ad accettare di buon grado il ruolo di sesto uomo (al contrario di quando giocata a Sacramento o a Phoenix, dove ricopriva il ruolo di titolare), il binomio Smart-Thomas può portare davvero grosse soddisfazioni a Brad Stevens.
Come si integreranno R.J. Hunter e James Young in questo roster?
R.J. Hunter è stato scelto con la chiamata numero 28 del Draft 2015, dopo aver colpito gli osservatori dei Celtics per le sue capacità di essere un buonissimo tiratore dalla lunga distanza e di essere anche un gran clutch shooter. Se Hunter riuscisse ad entrare in ritmo sin dalle prime gare di regular-season, potrebbe rappresentare l’arma in più in uscita dalla panchina dei C’s, e potrebbe togliere quei minuti che sono mancati anche lo scorso anno a James Young, relegato in D-League con i Maine Red Claws data la giovane età. Young potrebbe così finire fuori dalle rotazioni, data la brutta attitudine ad infortunarsi spesso e il carattere non proprio tra i più forti, forse dettato anche dalla tenera età.
Le strade da percorrere ora sono davvero molte, ed è lecito aspettarsi qualche mossa da parte di Ainge che si è messo in condizioni di poter tentare il colpaccio, accumulando per la stagione che verrà circa 8 chiamate al primo giro del Draft e 10 al secondo. Il reparto guardie potrebbe venire coinvolto, un pacchetto di giocatori e scelte potrebbe essere utilizzato per arrivare finalmente ad un nome di spicco che faccia fare il definitivo salto di qualità a questo roster. Ora occhi puntati sui rookie, sui sophomore e sulla prossima stagione. Se i ragazzi di coach Stevens sapranno lavorare come hanno fatto sinora la prossima stagione potrà riservare
qualche buona sorpresa, ma non illudetevi tifosi Celtics, allo stato attuale delle cose sarebbe positivo riconfermare la partecipazione alla post-season e riuscire a far crescere con successo i giovani.
Ainge è sempre stato piuttosto imprevedibile, che stia preparando il colpo che nessuno si aspetta? La speranza è l’ultima a morire.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)



















