Nel Draft di ieri notte, i Los Angeles Lakers, nella persona di Mitch Kupchak, General Manager dei giallo-viola, hanno speso la loro seconda chiamata per D’Angelo Russell, point guard versatile uscita da Ohio State University, passando Jahlil Okafor, che sembrava il candidato ideale alla seconda scelta assoluta. Questa decisione da parte della dirigenza Lakers, ha stupito non pochi insiders della NBA, che hanno incominciato a porsi domande riguardo l’operato che la società dovrà affrontare durante la free agency, che si aprirà il prossimo 1 Luglio 2015.
La scelta di D’Angelo Russell può significare molte cose, ma c’è un segnale che balza subito all’occhio di chi abitualmente segue la pallacanestro oltreoceano: i Lakers sono carenti nel reparto lunghi, dove il solo Randle in coppia con Sacre non da certo le garanzie per tornare ad essere una contender in tempi ragionevoli. Come riporta Jack Jorgensen in un articolo pubblicato su fansided.com, questo fa pensare che la direzione in cui si muoverà la franchigia di Los Angeles sarà volta al reparto lunghi e, a questo proposito, la free agency 2015 è ricca di nomi interessanti: su tutti LaMarcus Aldridge, ormai in rotta con i Blazers (la PF ha fatto sapere alla dirigenza di Portland che non intende proseguire la sua carriera in Oregon) e Kevin Love, il quale potrebbe non esercitare la player option sul proprio contratto e firmare un contratto ancora più oneroso altrove.
I rumors che circolavano nella giornata di Mercoledì scorso riguardavano anche un altro nome, uno dei top-center della NBA, DeMarcus Cousins, in forza ai Sacramento Kings ma spesso in conflitto con il nuovo head-coach George Karl. La pista Cousins, però, sembra difficilmente percorribile, quindi la dirigenza dei Lakers starebbe valutando la possibilità di formulare quanto prima un’offerta per LaMarcus Aldrige, che con Kobe Bryant e D’Angelo Russell potrebbe andare a formare un trio davvero interessante. Su Aldridge ci sarebbero anche Spurs, Mavs e Celtics, con Spurs e Mavs in vantaggio su tutte le altre pretendenti. Uno degli ostacoli che potrebbe impedire l’approdo di Aldridge in giallo-viola è l’età: l’ala nativa di Dallas ha già 30 anni, età non propriamente congrua ad una rebuilding a medio-lungo termine, come quella intrapresa dai Lakers. Attenzione inoltre al fattore “luogo di nascita”: Dallas è la città natale di Aldridge, e il caso vuole che la franchigia texana sia anche una delle meglio attrezzate e con sufficiente spazio salariale per potersi aggiudicare il giocatore ex Blazers.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)



