Per il Flying Men di oggi abbiamo deciso di rimanere in tema playmaker, tornando però indietro di qualche anno.
Il giocatore che esamineremo, nell’arco della sua carriera NBA, ha fatto vedere grandi cose, soprattutto in maglia Houston Rockets al fianco del gigante cinese Yao Ming.
Sto parlando di Steve Francis, giocatore dalle immense capacità e dotato di un incredibile atletismo.
Il ragazzo, nativo del Maryland, dovette affrontare ben presto la perdita della madre malata di cancro, nel 1995, a soli 18 anni: questo episodio segnerà in maniera indelebile la vita di Steve, che smetterà addirittura di giocare a basket per ben 2 anni.
Dopo aver cambiato per 2 volte college, passando prima per San Jacinto e successivamente per l’Allegany College, Francis si stabilisce alla Maryland University nel 1998.

Steve Francis vola durante lo Slam Dunk Contest
Il suo impatto sulla squadra è davvero notevole: i Terrapins guadagnano subito le attenzioni della Lega e scalano la classifica delle università guadagnandosi il 2° posto nel rank nazionale.
Francis chiuderà la sua stagione a Maryland con 17 punti di media, 4.5 assist e 2.8 palle recuperate.
Nell’estate del 1999 si dichiarerà eleggibile per il Draft NBA e verrà selezionato dai Vancouver Grizzlies con la 2^ scelta assoluta al primo turno subito dietro ad Elton Brand della Duke University e prima di Baron Davis di UCLA.
Il suo primo contatto con la NBA non è certo dei migliori: Steve Francis infatti annuncia subito in una conferenza di non voler giocare per i Grizzlies, squadra troppo lontana dalla sua città natale.
La squadra si vedrà infatti costretta in un certo senso ad avviare delle trattative prima dell’inizio della stagione NBA e alla fine i desideri di Francis verranno accontentati.
Il playmaker verrà scambiato con gli Houston Rockets in una trade che coinvolgerà ben 11 giocatori, fra cui Michael Dickerson, Othella Harrington e Antoine Carr, diventando di fatto la più grande trade della storia della NBA a quel tempo (la terza ad oggi).
La sua stagione da rookie fu di ottimo livello: partì titolare in tutte le 77 gare disputate quell’anno, segnando in media 18 punti a partita con 5.3 rimbalzi e 6.6 assist, numeri che gli valsero il premio di Rookie Of The Year del 2000, a pari merito con Elton Brand.
Nello stesso anno Francis venne votato per partecipare allo Slam Dunk Contest che si svolse ad Oakland: dopo aver affascinato milioni di fan con le sue prodezze aeree, verrà però battuto dall’immenso Vince Carter.
Un breve mix delle sue migliori giocate:
Nel corso della stagione 2001-02 i suoi numeri crebbero in maniera significativa, i punti diventarono 21.6 (il suo massimo in carriera) e addirittura catturò in media 7 rimbalzi a partita giocando 41 minuti.
Durante il Draft 2002, i Rockets selezionarono il centro asiatico Yao Ming, da molti sottovalutato per la sua stazza enorme, ma il centro si dimostrò all’altezza degli standard NBA ed insieme a Francis formò unna coppia davvero temibile.
Nella stagione 2003-04 Houston giocò molto bene e, nonostante il rendimento individuale di Francis fosse calato, la squadra riuscì per la prima volta dal 1999 ad approdare nuovamente ai Playoffs.

Steve Francis e Yao Ming
Questa sarà l’unica esperienza di post-season in tutta la carriera del nostro uomo.
Nonostante i suoi 19.2 punti, 8.4 rimbalzi e 7.6 assist, i Rockets vennero eliminati al primo turno dai favoriti Los Angeles Lakers in appena 5 gare.
In estate Steve pensò di cambiare aria e passò agli Orlando Magic, dove rimase per 2 stagioni: nel corso della prima si dimostrò ancora capace di un ottimo gioco, mettendo a referto 21.3 punti di media, ma la squadra non riuscì ad arrivare ai Playoffs.
Il 22 Febbraio del 2006, un giorno prima della chiusura degli scambi, Francis venne scambiato con i New York Knicks in cambio di Trevor Ariza e Penny Hardaway.
Qui per la prima volta Francis dovette indossare il numero 1 poichè il uso solito numero, ovvero il 3, era già assegnato alla superstar della squadra, Stephon Marbury.
In quella stagione, a causa di un infortunio al ginocchio, chiuse con appena 11.3 punti.
La notte del Draft NBA 2007, i Knicks lo scambieranno, insieme a Channing Frye, coi Portland Trail Blazers, in cambio di Zach Randolph, Dan Dickau e Fred Jones.
Francis però non giocò mai per i Blazers: il 20 Luglio, infatti, dopo essere stato corteggiato dai Miami Heat, dai Dallas Mavericks e dagli Houston Rockets, decise di rifirmare proprio con i Rockets un contratto di 2 anni a 3 milioni a stagione.
Nella sua ultima avventura NBA, Coach Rick Adelman lo utilizzò in media 20 minuti a gara: Francis purtroppo non era più quello dei primi Rockets e disputò soltanto 10 partite, sempre a causa di un infortunio al ginocchio, segnando 5.5 punti di media e raccogliendo 2.3 rimbalzi.

Francis con la maglia dei Beijing Ducks
Nel Novembre del 2010 tentò la strada della CBA (Chinese Basketball Association), firmando un contratto con i Beijing Ducks (squadra del suo vecchio compagno ai Knicks, Stephon Marbury), ma anche qui le cose non andarono per il verso giusto.
Francis giocò appena 4 partite entrando in campo per soli 3.4 minuti e segnando l’incredibile media di 0.5 punti.
Decise quindi di tornare negli Stati Uniti e di mettere la parola fine alla sua carriera da giocatore professionista.
Ricordiamo di lui il grandissimo atletismo e la voglia di lottare in campo, fu per molti anni il simbolo degli Houston Rockets e in qualche modo avviò la rinascita della squadra insieme a Yao Ming.
Di sicuro entra di diritto nella nostra lista dei Flying Men anche se a malincuore dobbiamo riconoscere che purtroppo non è mai riuscito a vincere nulla di importante a livello NBA (escluso il ROY) ed NCAA.















