I Boston Celtics avranno la scelta numero 3. E’ questo il verdetto della scorsa notte, durante la quale si sono assegnate le pick per ogni franchigia che non ha preso parte ai playoffs attraverso la lottery. La scelta ha rispettato, come successo per tutte le altre squadre, i pronostici statistici e, con ogni probabilità, ha fatto sfumare il sogno di vedere di bianco-verde i due prospetti più interessanti del prossimo draft, Ben Simmons e Brendon Ingram.

Il draft 2016, oltre i due sovra citati, sarà ricco di talento, di giovani di grandi prospettive  ma forse questo non basta alla dirigenza dei Celtics che, ormai da due anni (si veda il caso Kevin Love ), sta cercando di portare al TD Garden una stella, un campione che possa far tornare la squadra ad essere competitiva per la vittoria finale. Il progetto Celtics è, però, molto forte e solido e di sicuro non manderà tutto all’aria il fatto di non aver preso una prima o una seconda scelta.

L’intelligenza del gm Danny Ainge è stata proprio nel capire che il valore di una scelta non  si misura solo in base al giocatore che prendi con essa ma anche dalla forza contrattuale che la tua franchigia assume se possiede una pick di altissimo livello. Nelle ultime ore, infatti, era anche circolato un rumor che dava Ainge in cerca di “acquirenti” per la scelta del 2016, anche perché i Celtics, sempre via Nets, avranno un’ottima posizione al primo giro anche nei draft 2017 e 2018. Qualsiasi cosa  decida di fare la dirigenza celtica è da applausi: l’esser riusciti a conciliari un buon andamento della squadra (i Celtics sono due anni consecutivi che si qualificano ai playoff ), un roster competitivo, un’ottima scelta al draft  e un ampio spazio salariale.

Oklahoma City Thunder v Washington Wizards

Kevin Durant

Proprio quest’ultimo elemento è il tassello fondamentale nella progressiva ascesa al “trono “ NBA. Nonostante, infatti, come detto, la squadra sia già formata da ottimi giocatori (Thomas su tutti ), c’è la possibilità economica di firmare, in estate, un free-agent di altissimo profilo, quel giocatore in grado di far fare il salto di qualità, un Kevin Durant, ad esempio. Proprio la stella dei Thunder è il sogno probito del gm Ainge ( e non solo ) che farebbe di tutto per averlo. Durant, però, potrebbe anche ri-firmare con i Thunder un contratto annuale (con annessa player option), in modo da andare in scadenza nel 2017 insieme al suo compagno ed amico Russel Westbrook.

Il sistema Celtics ( sistema inteso come complesso di scelte organizzative societarie ) è, però, così collaudato che anche nel caso in cui non si riuscisse ad arrivare Durant, ci sarebbero “piani di riserva “ altrettanto validi. Uno fra tutti potrebbe essere quello di attendere la Free-Agency 2017, magari facendo crescere il prospetto preso con la pick di quest’anno, e puntare ai vari giocatori in scadenza in quell’anno (Westbrook, Griffin, Ibaka, Hayward, Chris Paul ). Insomma il futuro dei Celtics sembra essere stato progettato al meglio per poter arrivare, nel giro di qualche anno,  fra le contenders NBA. Il piano ideato e pensato dalla dirigenza è quanto di più affascinante ci possa essere attualmente fra le varie franchigie, soprattutto se si pensa che nasce dalle “ceneri” dell’assurda dei Brooklyn Nets di voler vincere subito e senza piani alternativi, idea agli antipodi della filosofia Celtics.

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