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Darussafaka-Stella Rossa: sfida senza domani

di Luca Grassetti

Ad Istanbul, si affrontano nell’ultimo turno della regular season Darussafaka Dogus (15-14) e Stella Rossa (16-13). In virtù del successo dei turchi nella gara di andata, la vincente della sfida guadagnerà l’ultimo posto utile per i playoff. Abbiamo quindi chiesto a Luca Grassetti ed Andrea Ranieri di analizzare a fondo la gara. Per loro, la palla a due sta per essere alzata.

DARUSSAFAKA-STELLA ROSSA: THE INTERVIEW

AR: Ciao Luca! Siamo arrivati al match chiave della stagione, un vero spareggio playoff sia per noi sia per voi. Indipendentemente da come finirà la partita di stasera (cioè con la vostra eliminazione), come valuti la campagna europea del tuo Darussafaka?”

LG: Caro Andrea, per come si erano messe le cose è già un piacere essere qui con te ad analizzare il match. Giungere fino a qui è stato un susseguirsi di alti e bassi degno delle montagne russe del Vialand (noto parco divertimenti di Istanbul). A forza di farci girare la testa però ci è stata regalata la possibilità di disputare una vera e propria finale: o dentro o fuori. Non nascondo però che una qualificazione più tranquilla e ottenuta con qualche giornata di anticipo sarebbe stata più che gradita. Quando David Blatt era sbarcato sulle rive del Bosforo, il sogno di poter competere con le storiche Big 4 della competizione riempiva le nostre fantasie. E’ però ovvio che le squadre vincenti non si costruiscono in poco tempo e solo con i grandi nomi, quindi giudico comunque sufficiente il percorso della nostra squadra.

– Tu invece? Pensi di aver tenuti alti i colori della Serbia, come unica squadra partecipante a questa edizione di Eurolega?

AR: La stagione per noi della Stella Rossa è stata sicuramente sorprendente. Partivamo un po’ come la cenerentola della competizione, non avendo grandi nomi nel roster. Poi, basandoci sulla difesa e la coesione del gruppo, siamo riusciti a ottenere grandi risultati. Certo, soprattutto nelle partite in casa i tifosi danno una grande mano al team, incutendo anche timore negli avversari. La stagione, alla fine, non potrà che essere valutata positivamente, ma ci rifiutiamo di essere eliminati da una squadra che gioca in cima ad un centro commerciale.

Panathinaikos BC

Il vero elemento in più della Stella Rossa: la coesione di squadra.

-Voi eravate partiti in modo altalenante in questa stagione, vincendo spesso lontano da casa e quasi mai davanti al vostro pubblico; poi, dopo un periodo di difficoltà, avete trovato una certa costanza. Quali pensi che siano i punti di forza che vi permetteranno di batterci, ammesso che ne siate in grado, e quelli cui invece dovrete prestare maggiore attenzione?

LG: Sicuramente la mano di Blatt, come di ogni grande allenatore, si fa sentire soltanto dopo la prima parte di stagione: è un sacrificio che va accettato quando si affida un roster completamente nuovo ad un coach esperto. Ora però, grazie al lavoro svolto egregiamente in allenamento, i nostri ragazzi sembrano aver capito cosa realmente si pretende da ognuno di loro. Come avrai capito considero Blatt la chiave della nostra squadra: se riesce a tirare fuori il meglio da ogni giocatore e trasmettergli la sua mentalità ci si potrà togliere grandi soddisfazioni. L’incredibile rimonta di Bamberg e la rincorsa che ci ha portati fino a questa gara dimostrano che la voglia di crederci fino all’ultima sirena scorra ormai nelle sangue del Darussafaka. Per vincere dovremo saper sopperire all’assenza, ormai prolungata, del nostro pilastro sotto canestro Marcus Slaughter. Non sarà facile perché i serbi fanno dalla loro esperienza nelle competizioni continentali e della solidità sotto le plance i loro punti di forza. Affidarsi esclusivamente all’estro del giovanissimo, seppur predestinato, Ante Zizic potrebbe non essere sufficiente.

Ante Zizic: i 210 cm del classe 1997 basteranno a garantire ai turchi i playoff?

-Considerando che il vostro americano più talentuoso è Charles Jenkins, che i miei cari amici milanesi ricordano più per le serate in Corso Como che per la vena realizzativa, quale è il segreto che vi ha spinto fino ad arrivare ad un passo dai playoff?

AR: “Uno dei punti di forza dei serbi sono sicuramente i tifosi, sempre numerosi e calorosi al palazzetto; anzi,  la Stella Rossa per loro viene quasi prima di tutto. In Serbia la pallacanestro è lo sport nazionale e il fatto che questa squadra sia composta perlopiù da talenti nostrani ha generato una coesione nello spogliatoio che in pochi possono vantare, oltre ad un attaccamento alla maglia che difficilmente trovi nell’americano di turno. Dal punto di vista tecnico, certamente il nostro punto forte è la difesa: è la seconda migliore dietro solo a quella dell’Olympiakos. In particolare, i nostri esterni riescono a mettere sempre grande pressione sul perimetro, senza farsi facilmente battere in uno contro uno; questo permette anche ai nostri lunghi di grande stazza, come Kuzmic, di farsi trovare pronti a presidiare l’area. La nostra debolezza probabilmente sta nella cifra di talento per nulla elevata. Forse la mancanza di una vera e propria stella, di un realizzatore che si prenda la squadra sulle spalle nel momento del bisogno è ciò che più ci sta mancando in questo finale di stagione.”

– Come hai detto, sappiamo che il Darussafaka è invece una squadra molto diversa da noi. Avete grande talento offensivo, soprattutto sugli esterni, reparto in cui annoverate americani di prim’ordine a livello europeo; tra i lunghi potete contare sulla forza di un giovane come Zizic. Ma secondo te, qual è il vero giocatore chiave? Oppure, avete un giocatore a cui un pubblico freddo come il vostro si sia addirittura affezionato?

LG: Ad inizio anno l’asse play-pivot era ritenuto la colonna portante della squadra. E come negarlo. Con uno tra i play americani maggiormente migliorati degli ultimi anni ed un centro che aveva assaggiato i pitturati dei palazzetti di mezz’europa, l’accoppiata Wanamaker-Slaughter sembrava poter garantire certezze. Mentre il talento ex Pistoia ha mantenuto le attese, purtroppo l’infortunio del centro ex Real Madrid lo ha tenuto lontano dai parquet per molte giornate. La sua assenza a mio avviso non è però stata rimpiazzata al meglio. Zizic è sì un buon giocatore ma non garantisce quella solidità necessaria al Darussafaka per fare il salto di qualità nella competizione. Tra gli altri credo che oltre agli americani già citati da te anche la precisione di Harangody e Bertans siano state le armi maggiormente utili a congelare i risultati in nostro favore in un palazzetto già freddo di suo.

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Brad Wanamaker: MVP della scorsa giornata di Eurolega; riuscirà a ripetersi anche venerdì?

-Per voi tifosi della Stella Rossa, noti per essere il sesto uomo in campo, quale è invece il compagno di squadra nel quale avete più fiducia ed assegnereste a occhi chiusi il possesso della vittoria?

AR: “Per quanto riguarda la Stella Rossa, parlare di un giocatore chiave sarebbe riduttivo. Ovviamente alcuni giocatori rivestono un’importanza maggiore. Penso a Jovic, senza il quale il nostro attacco fatica tremendamente a girare. Simonovic poi è il nostro miglior realizzatore ed il nostro tiratore principale da tre punti. Lui è qui da diverse stagioni ed è per in una vera bandiera. Però il giocatore in cui, dagli spalti, ci si immedesima di più è proprio Charles Jenkins: dà sempre tutto, marca l’avversario più pericoloso e porta punti in attacco, si getta su ogni pallone, per noi è serbo di adozione e lui si sente a casa a Belgrado. Forse questi tre sono i giocatori davvero imprescindibili per la Stella Rossa, soprattutto nei momenti importanti.

Jenkins: il serbo adottato carica i suoi tifosi

 

– Una partita quindi tra due squadre agli antipodi, unite però da un grande obiettivo comune, quali pensi possano essere le chiavi che potrebbero condurvi alla vittoria?

LG: Ritengo che ormai le squadre si conoscano a memoria e che in questa settimana si siano studiate a lungo tatticamente. Difficilmente la star assoluta della squadra sfodererà una prestazione monstre. Credo infatti che siano state preparate apposite letture difensive e cambi sistematici per limitare la pericolosità di Wanamaker. Come dimostrano buona parte dei confronti decisi in un gara ”spareggio”, per vincere è necessario ottenere il massimo anche dall’ uomo “che non ti aspetti”. Penso che i tanto bistrattati giocatori europei presenti nel nostro roster possano esserci utili. Oltre ad essere abituati al metro arbitrale usato in questi tipo di gare, sono apparsi in un buono stato di forma nelle ultime apparizioni. Sono fiducioso: Moerman è reduce dalla doppia di Bamberg e la mano di Bertans e Harangody potrebbe non tremare quando davvero conta.

– Come sarà vedere un giocatore croato come Zizic battersi contro una squadra come la vostra, che fa della provenienza serba di buona parte del roster uno dei punti di forza? Cercherete di metterla in rissa dalla palla a due o avete già escogitato qualche modo per tenerci testa?

AR: Noi dovremo naturalmente partire dalla difesa, come sempre. Limitare giocatori come Wilbekin, Clyburn e soprattutto Wanamaker è il primo passo verso i playoff. Zizic potrà essere contenuto dalla fisicità di Kuzmic. Una volta fermati questi quattro, possiamo permetterci di rischiare sfidando un po’ gli altri elementi del vostro roster, meno talentuosi e poco abituati a gestire i palloni che scottano. In attacco dovremo cercare di correre, quando possibile, per punire la vostra difesa pigra. Quando ciò non risulterà possibile, sarà importante attaccare e caricare di falli i vostri migliori attaccanti, sapendo anche che in partite di tal peso i tiri liberi sono oro colato e non devono essere sprecati.

– Abbiamo analizzato la situazione attentamente, come finisce questo scontro?

LG: Chiaramente propendo per il Darussafaka, con tutti i milioni spesi quest’estate per il mercato un’eliminazione cosi prematura farebbe più male di una gomitata di Kuzmic sotto canestro.

-Un tuo pronostico invece?

AR: Chiaramente io mi sbilancio a favore della Stella Rossa, perché queste sono partite che si vincono in difesa e noi lo sappiamo fare bene. Poi, dopo una stagione simile, un’eliminazione sarebbe più brutta della meccanica di tiro di Harangody!

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