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Italbasket al bivio, Eubanks subito o DiVincenzo poi?

di Stefano Sanaldi

L’Italbasket è sempre alla prese con la questione dei passaportati, un problema che da anni affligge la nostra Nazionale. A dire il vero la FIP ci ha provato con Bachero prima e Thompson poi, ricevendo solo due di picche. Nell’ultimo periodo, però, si sono fatti avanti due giocatori NBA con chiara intenzione di poter giocare con Italbasket. Si tratta di Donte DiVincenzo, guardia dei New York Knicks, e Drew Eubanks, ala-centro dei Phoenix Suns.

Italbasket, perché puntare su Drew Eubanks?

Drew Eubanks è vicino a diventare il passaportato che Italbasket potrà schierare, come già anticipato da Gianni Petrucci qualche settimana fa e confermato dallo stesso giocatore a La Gazzetta dello Sport.

Un punto a favore è sicuramente il ruolo che ricopre il 27enne di Starkville. Da anni ormai in Italia si va all’annosa ricerca di un lungo in grado di contrastare i colossi sparsi per il globo. Dai tempi dell’argento olimpico di Atene 2004, quando a difendere il ferro azzurro c’erano Roberto Chiacig e Denis Marconato. Dalla fine di quel ciclo ci si è sempre arrangiati per sopperire alla mancanza di un lungo di nome e di fatto. A ricoprire il ruolo ci hanno provato Mason Rocca, Andrea Bargnani, Danilo Gallinari e Nicolò Melli, ma nessuno ha le caratteristiche che tutti gli altri hanno: altezza, stazza e fisicità.

Eubanks, 208 cm per 111 Kg, potrebbe essere la risposta alle big mondiali sotto canestro. Un giocatore che vanta una notevolissima esperienza in NBA (oltre 300 gare), che ha fisico e muscoli per fare la lotta sotto i tabelloni. Non solo, darebbe alla nostra nazionale una dimensione più interna che manca, aprendo così gli spazi ai temibilissimi esterni di cui il nostro basket può disporre.

L’unico problema è capire le intenzioni del ragazzo: nell’intervista ha parlato di Olimpiadi, restando sul vago per il futuro. Ecco, su questo una riflessione va fatta, perché l’Italbasket ha bisogno di un giocatore che possa dare continuità nella sua disponibilità, non di uno spot player.

Perché Donte DiVincenzo?

Se si parla di continuità e futuro, allora viene in soccorso Donte DiVincenzo. La guardia dei Knicks, infatti, si è detta disponibile per un progetto di ampio respiro. Nel suo caso pare difficile possa concludersi l’iter burocratico entro il Preolimpico, ma la volontà del ragazzo c’è e lo si evince anche dalle parole rilasciate sempre a La Gazzetta dello Sport: “Voglio dare la mia disponibilità nel medio-lungo termine, non mi interessa fare un’estate in Nazionale e poi salutare tutti, voglio mettermi a disposizione per i prossimi anni. Da tanto considero l’idea di giocare in Nazionale nella come una grande opportunità per me e intendo farlo a lungo, se ne avrò la possibilità”.

“Ovviamente penso alla stagione con i Knicks ma devo dire che ho una gran voglia di misurarmi con la pallacanestro FIBA e sarebbe davvero stupendo poter rappresentare il Paese originario di buona parte della mia famiglia. L’idea di rappresentare l’Italia a una competizione FIBA, comunque mi ha sempre allettato, ne avevo parlato spesso anche con Nico Mannion. Abbiamo avuto contatti in prospettiva EuroBasket 2022, ma il Covid ha rallentato tutto. L’anno dopo mi sono dovuto operare alla caviglia, poi è arrivata la free agency, ha dichiarato DiVincenzo che ha il papà di origini abruzzesi.

A livello di gioco, DiVincenzo è un ottimo tiratore da oltre l’arco e sarebbe un perfetto ingranaggio nel meccanismo di gioco italiano, che sfrutta molto questa soluzione offensiva. Anche per lui ci sono oltre 300 gare in NBA ma, a differenza di Eubanks, a New York è un pezzo importante del sistema di Tom Thibodeau tanto è vero che gioca oltre 27 minuti di media.

Mettendoci nei panni dello staff tecnico azzurro, molto meglio avere abbondanza e poter scegliere che rimanere nella situazione attuale e doversi confrontare con nazionali che possono schierare giocatori non formati nel loro Paese e dover sempre trovare delle soluzioni tattiche e strategiche per sopperire alle mancanze della selezione azzurra.

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