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Cavaliers-Pacers: decide LeBron, da trascinatore assoluto

di Enrico Nolfo

“A vincere senza pericolo, si trionfa senza gloria” (Pierre Corneille). La frase dello scrittore francese descrive al pieno l’avvincente serie Cavaliers-Pacers: il team dell’Ohio è uscito vincitore dalla contesa, buttando così fuori gli avversari dopo 7 combattutissime partite.

Lance Stephenson vs Jeff Green

Lance Stephenson e Jeff Green in azione.

 

In questa testa a testa le due squadre hanno giocato un basket che rispecchia molto le caratteristiche tecnico-tattiche che hanno mostrato per tutto l’anno; i Pacers, reduci da un ottima stagione, si sono meritati il rispetto di tutta la lega dando il massimo per sconfiggere i Cavs e il semidio LeBron James. Una squadra giovane con un organizzazione altissima e una ferrea difesa, ma soprattutto un ottimo attacco guidato da Victor Oladipo (22.7 punti, 8.3 rimbalzi e 6 assist di media ) e uomini affidabili come Myles Turner, Domantas Sabonis e Bojan Bogdanovic.

Coach Nate McMillan ha saputo far girare bene la squadra, portandosi a casa gara 1 gara 3 e gara 6 sfruttando in primis le lacune difensive dei Cavaliers e approfittando il mismatch tra l’esplosivo Oladipo e l’altalenante JR Smith e quello tra Kevin Love nel ruolo di centro e i vari Sabonis,Turner,Young. Per quanto riguarda l’aspetto difensivo l’obiettivo principale era raddoppiare LeBron, in modo da limitarlo e lasciare liberi i suoi compagni sperando che sbagliassero. Ci son riusciti pure in alcuni momenti della serie, allungandola fino a gara 7 (la prima gara 7 di James di tutta la sua carriera al primo turno di playoff), ma il lavoro non è stato sempre efficace, dato che il prescelto anche con due giocatori addosso ha dimostrato di saper  trovar sempre la soluzione ottimale, scaricando il pallone ai compagni o andando a canestro.

 

Analizzando la serie dei Cleveland Cavaliers si nota sempre più quanto essi siano dipendenti dall’andamento del King (33.4 punti,10.1 rimbalzi e 8.4 assist in questi playoff), diventando all’istante senza la sua presenza in campo una squadra disorganizzata, priva di idee in attacco e con un approccio difensivo svogliato, quasi come se sentissero di non essere all’altezza della situazione.James non è mai stato così solo in una serie di playoff come quest’anno: le statistiche lo identificano come l’unico giocatore dei Cleveland in tutte e sette le partite ad aver raggiunto i 20 punti, guidando la sua squadra in punti,rimbalzi e assist (241 punti, 71 rimbalzi e 54 assist), praticamente il 35% di tutto quello che producono i Cavs.

 

Bojan Bogdanovic e LeBron James a duello.

James, pur risultando devastante, non si è mai trovato in difficoltà come in questa stagione. Il supporting cast dal rendimento incostante lo aiuta a tratti, e non solo; nessun giocatore dei Cavs è mai stato in serata una volta, eccetto Kyle Korver che per gara 4 e gara 5 ha toccato rispettivamente la quota 18 e 19 punti con canestri decisivi in momenti importanti della partita. Nessuno dei suo compagni è in grado di creare gioco senza il suo zampino: le difese avversarie ormai sanno che il loro unico compito è dover limitare LeBron.

Quest’anno per i Cavaliers l’anello sembra così lontano, dal momento che dovranno affrontare squadre più preparate e con roster ben più lunghi e forti. Tuttavia resta difficile scommettere contro il 23, perlomeno in vista di un suo nuovo approdo alle NBA Finals.

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