Che la serie tra Golden State Warriors e Portland Trail Blazers fosse sbilanciata a favore dei californiani era opinione più o meno unanime ma che potesse addirittura finire con uno sweep non era poi così scontato. Eppure la serie era iniziata con una promettente gara 1 dove i guerrieri di coach Kerr avevano avuto la meglio (121-109 all’Oracle Arena) solo nel finale, con Lillard e soprattutto McCollum (autore di 41 punti) mai domi. Con l’avanzare della serie pero’, Curry e compagnia hanno preso il timone della serie e non si sono più voltati indietro, soffrendo solo un po’l’orgoglio di Portland in gara 3,comunque poi portata a casa.
La serie dei Warriors
Golden State ha giocato la serie che ci si attendeva: aggressivi fin da subito, pallacanestro fluida ed attacco in continuo movimento, difesa solida nei momenti chiave dei match e controllo dei tabelloni e di conseguenza del ritmo. In gara 1 Portland aveva mostrato di poter dare del filo da torcere ai Warriors, ma nel proseguire della serie questa sensazione è svanita del tutto. Curry difensivamente ha avuto grosse difficoltà solo nella prima gara,dove in effetti ha subìto parecchio il duo Lillard-McCollum e per questo è stato tirato in ballo anche in svariati pick and roll tra guardie dai Trail Blazers. Da gara 2 in poi la musica è cambiata e Portland non è più riuscita a trovare il bandolo della matassa e mettere in difficoltà i vicecampioni NBA. I Warriors hanno anche dovuto fare a meno di Kevin Durant in gara 2 e gara 3 per un problema ad un polpaccio e addirittura di Coach Kerr in gara 4, che rischia i playoff e non solo per nuovi problemi legati alla schiena.
L’impatto di Curry sulla serie è stato da vero MVP in carica: 29.8 punti di media e quasi 5 triple realizzate a partita in 33.8 minuti di utilizzo. La vera sorpresa però di questo primo turno di playoff in casa Warriors è stato JaVale McGee autore di una serie veramente ottima sia dal punto di vista del numeri (9.8 punti,4.3 rimbalzi e 2.3 stoppate in 12.3 minuti di utilizzo) che dell’atteggiamento in campo. McGee è molto più pericoloso al ferro di Pachulia, e se riesce a confermare il suo buon momento,potrebbe essere l’arma in più per lo staff dei californiani nella corsa all’anello.

La serie dei Trail Blazers
Portland ha iniziato questa serie con il giusto entusiasmo e con grande concentrazione,trovando anche le chiavi tattiche per mettere in difficoltà gli avversari in gara 1 e andando anche vicina all’impresa all’Oracle Arena. Poi però il vento è cambiato e Lillard e compagni non sono più riusciti a far bene come nella prima gara, anzi, sono stati veramente surclassati per gran parte della serie. Portland non è mai riuscita a fermare l’attacco di Golden State,non è mai riuscita ad arginare il flusso delle transizioni e tutto quello che ne consegue. I continui tagli,la palla sempre in movimento e il talento dei giocatori californiani hanno fatto a fette la difesa di coach Terry Stotts.
McCollum dopo una strepitosa gara 1 da 41 punti non è più stato capace di essere continuo, segnando 59 punti nei restanti 3 episodi della serie; Lillard è stato più costante ma mai devastante come ci si sarebbe aspettato. Sicuramente è pesata e non poco l’assenza di Nurkic,autore di uno splendido finale di stagione e che sotto la plance sicuramente si sarebbe fatto sentire. E’ rientrato per gara 4, ma visibilmente in difficoltà e sicuramente non al massimo della condizione. Non bisogna dimenticare che oltre al sopracitato Nurkic, Portland aveva out anche Ed Davis e Festus Ezeli e quindi il pacchetto lunghi era davvero ridotto all’osso.

In fin dei conti, è pur vero che di fronte c’era la prima potenza della Western Conference, nettamente superiore sia a livello tecnico che fisico, però qualcosa in più dai Portland era lecito aspettarsela.


