9. MVP
Il repentino ricambio generazionale a cui stiamo assistendo potrebbe interessare anche la corsa per il premio di MVP stagionale. Tra i principali candidati al trofeo 2025 ci sono innanzitutto coloro che l’hanno sfiorato nel 2024; Luka Doncic, che dopo aver guidato alle Finals i Dallas Mavericks deve ancora compiere l’ultimo passo per prendersi il trono della lega, e Shai Gilgeous-Alexander, leader incontrastato degli arrembanti Oklahoma City Thunder. L’ennesima estate da protagonista con Team USA ci avverte che forse è già arrivato il momento di Anthony Edwards; durante gli scorsi playoffs ha alternato prestazioni da dominatore assoluto a fisiologici dolori di crescita, ma il talento e la fame del ragazzo potrebbero spingerlo al top più in fretta del previsto. Sarebbe incauto escludere a priori dalla corsa Ja Morant. Prima di affondare nella spirale negativa delle sospensioni e degli infortuni, la point guard dei Memphis Grizzlies stava emergendo tra i nuovi volti della NBA. Qualora lui e la squadra riuscissero a ritrovare subito la retta via, la Western Conference e l’intera lega avrebbero un notevole problema di cui occuparsi. Tra gli outsider è doveroso citare Jalen Brunson, che avrà al suo fianco una delle migliori squadre dell’Est, e Donovan Mitchell, le cui straordinarie performance sono state spesso messe in ombra dai mediocri risultati dei suoi Cleveland Cavaliers.
La presenza di un’altra star in squadra potrebbe rivelarsi un limite, in ottica MVP, per Devin Booker, fenomeno dei Phoenix Suns, e per la coppia d’oro dei Celtics, Jayson Tatum e Jaylen Brown, che dopo aver vinto il loro primo titolo NBA potrebbero ambire alla definitiva consacrazione individuale. Al netto della gioventù che avanza, per mettere le mani sul premio più ambito bisognerà prima spodestare gli ex-MVP. Non sarà facile spiegarlo a Giannis Antetokounmpo, arso dalla voglia di riscatto dopo tre stagioni compromesse dagli infortuni. Se i Milwaukee Bucks riuscissero finalmente a trovare stabilità, per il fuoriclasse greco si presenterebbe l’occasione giusta per sollevare la sua terza statuetta. Un tris riuscito quest’anno a Nikola Jokic, il quale però dovrà fare i conti con le incognite legate ai suoi Denver Nuggets e con il probabile desiderio dei votanti di premiare nuovi protagonisti. Joel Embiid avrà a disposizione una versione dei Philadelphia 76ers forse superiore a quelle passate, ma la soglia minima delle 65 partite, introdotta l’anno scorso, abbassa inevitabilmente le quotazioni di un atleta che non è mai riuscito a trovare continuità dal punto di vista fisico.
10. Espansione in arrivo?
Oltre a ciò che succederà sui parquet, a catturare parte dell’attenzione degli appassionati NBA nei prossimi mesi sarà un progetto che per decenni è stato una mera suggestione, ma che ora sembra a un passo dal concretizzarsi: l’espansione della lega. Il faraonico rinnovo dei contratti media raggiunto in estate porterà nelle casse di Adam Silver e soci 76 miliardi di dollari nell’arco di undici stagioni. Una pioggia di denaro che comporterà innanzitutto un progressivo ma significativo innalzamento del salary cap, ma che getta anche le basi per la fondazione di nuove franchigie. L’ipotesi di un allargamento del novero delle squadre avrebbe potuto generare scetticismo fino a qualche anni fa, quando la conseguente dispersione di talento avrebbe comportato un brusco calo del livello medio, ma l’abbondanza raggiunta nella NBA attuale, in cui ci sono squadre che non riescono a trovare spazio per dei prospetti con enorme potenziale, fa sì che i tempi siano decisamente maturi. Come annunciato da Adam Silver, le discussioni su un’eventuale espansione verranno avviate in autunno. Alla fine della stagione 2024-25 potremmo quindi sapere con certezza che la famiglia NBA è destinata ad allargarsi. Le ipotesi più realistiche parlano di un ritorno dei SuperSonics a Seattle e dell’inaugurazione di una franchigia a Las Vegas, ma le città pronte a farsi avanti per ospitare ulteriori squadre non dovrebbero mancare.

