Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiI 10 motivi per seguire la stagione NBA 2024-25

I 10 motivi per seguire la stagione NBA 2024-25

di Stefano Belli

7. Diventerai un All-Star

Per i Cavs, un ottimo viatico per uscire da questa fase di stallo sarebbe la definitiva esplosione di Evan Mobley. Già oggi uno dei migliori difensori NBA, al lungo da USC manca ancora qualche progresso in attacco, per massimizzare il suo enorme potenziale. Nel caso riuscisse a compiere quei passi mancanti, Mobley si guadagnerebbe con ogni probabilità l’esordio all’All-Star Game. La prima convocazione tra le stelle sarà pure un riconoscimento simbolico, ma testimonia un salto di qualità tale da cambiare gli orizzonti della franchigia di appartenenza. Il fatto che ogni edizione dell’evento dia il benvenuto a qualche debuttante dimostra anche che la NBA può guardare con estremo ottimismo al futuro. Oltre a Mobley, chi altro può ambire a una chiamata? Alcuni candidati si possono trovare tra i suoi compagni di draft. Due di loro giocano negli emergenti Houston Rockets, che promettono di fare rumore a Ovest; Alperen Sengun, che dopo un grande avvio di 2023/24 si è dovuto fermare per un infortunio, e Jalen Green, protagonista di un roboante finale di regular season. Dopo aver firmato una ricca estensione contrattuale e aver guidato la sua Germania in una grande cavalcata olimpica, Franz Wagner è pronto ad affiancare Paolo Banchero tra gli All-Star; per farlo dovrà però trovare continuità, che spesso è mancata in passato, e sperare che gli Orlando Magic si mantengano ai piani alti della Eastern Conference. Sempre nel 2021 sono stati scelti Jonathan Kuminga, la cui esplosione sarebbe una decisiva chiave di volta per i Golden State Warriors, Trey Murphy, che potrebbe trovare sempre più spazio e responsabilità a New Orleans, Josh Giddey, che dopo l’incoraggiante spedizione olimpica spera in una rinascita con la nuvoa maglia dei Chicago Bulls, e Cade Cunningham, che in quel draft è stato chiamato prima di tutti.

Nella disastrosa stagione passata, Cade ha confermato potenzialità da All-Star, ma per sperare nella convocazione sarà necessario che i Detroit Pistons riescano a dare una forma al grezzo agglomerato di talento a loro disposizione. Anche tra i giocatori arrivati nella NBA l’anno dopo non mancano le aspiranti stelle. La crescita di Chet Holmgren e Jalen Williams sarà fondamentale per le ambizioni da titolo degli Oklahoma City Thunder, mentre nell’Indiana si osserveranno con attenzione i progressi di Bennedict Mathurin, che rientra da un lungo infortunio, e di Andrew Nembhard, reduce da un inatteso exploit durante gli scorsi playoffs. Ci sono poi quei giocatori da cui il salto di qualità è atteso da tempo, ma che per un motivo o per un altro non sono ancora riusciti ad alzare quanto basta l’asticella. E’ il caso di Mikal Bridges; nei primi mesi passati a Brooklyn sembrava sul punto di esplodere, poi la mediocrità in cui sono sprofondati i Nets ha finito per risucchiarlo. L’approdo in una squadra competitiva come i Knicks potrebbe rivelarsi l’occasione giusta per la definitiva consacrazione. Il cambiamento d’aria potrebbe rappresentare una miccia importante per RJ Barrett, che nella prima stagione intera con i Toronto Raptors cercherà di dar seguito a un’ottima Olimpiade. L’ascesa di Tyler Herro è stata ostacolata anche da qualche infortunio di troppo, ma a Miami sembrano esserci i presupposti affinché lo spazio e le responsabilità possano crescere sempre più. Sempre che Tyler non venga inserito in una trade per arrivare a qualche star, che in Florida non disdegnerebbero. Per Desmond Bane servirà che i Memphis Grizzlies tornino a macinare vittorie e che la salute sia finalmente dalla sua parte, anche se la concorrenza nel ruolo lascia poco spazio ai sogni stellati, Una concorrenza che fin qui ha precluso una convocazione a Jamal Murray, apparso peraltro in pessime condizioni a Parigi. A proposito di Francia, colui che ha le maggiori possibilità di esordire alla kermesse di San Francisco è Victor Wembanyama. Le meraviglie mostrate nel suo anno da rookie sembrano solo il preambolo di una carriera che promette di raggiungere molto presto picchi di eccellenza inesplorati.

8. Welcome to the NBA

Nella classe di matricole 2024-25 non c’è un nuovo Victor Wembanyama, e nemmeno un Cooper Flagg, probabilissima prima scelta del prossimo draft. Malgrado le scarsissime aspettative (basti pensare che il giocatore più atteso alla vigilia era indubbiamente Bronny James), sarà come sempre interessante osservare l’approdo nella NBA di una nuova infornata di talenti. La prima occasione per scoprire qualcosa in più su un gruppo di prospetti così misterioso è stata la Summer League. Un torneo che va sempre preso con molta cautela, in cui comunque alcuni dei nuovi arrivati hanno fatto un’eccellente figura. Su tutti spicca Reed Sheppard, versatile guardia scelta con la terza chiamata dagli Houston Rockets. I suoi primi passi da professionista promettono bene, anche se non sarà facile trovare il giusto spazio in una squadra in cui il talento e il potenziale non mancano di certo. Negli eventi di Salt Lake City e Las Vegas hanno brillato anche Stephon Castle, nuova point guard dei San Antonio Spurs che potrà contare su un mentore d’eccezione come Chris Paul; Dalton Knecht, meno pubblicizzato di Bronny ma decisamente più importante per il futuro dei Los Angeles Lakers, e Kel’el Ware, giovanissimo lungo pescato con l’ennesima grande intuizione dai Miami Heat. Intrigante Cody Williams, esterno scelto dagli Utah Jazz, il quale però dovrà farsi largo in una rotazione troppo affollata. Da rivedere gli headliner del draft: Zaccharie Risacher ha mostrato lampi di talento, ma il suo ruolo in una squadra dalle prospettive indecifrabili come gli Atlanta Hawks è tutto da valutare. Alex Sarr, lungo chiamato per secondo dagli Washington Wizards, è uscito piuttosto male dalla Summer League, ma è presumibile che nel cantiere aperto della capitale statunitense avrà spazio e modo per mettersi in luce. Tra i rookie sui quali vertevano le maggiori curiosità prima del draft, un occhio di riguardo verrà riservato per Donovan Clingan, centro da UConn che rinfoltisce il reparto lunghi dei Portland Trail Blazers, Zach Edey, centrone vecchia scuola che presidierà l’area dei Memphis Grizzlies, Matas Buzelis, nuovo talento grezzo dei Chicago Bulls, e Rob Dillingham, guardia su cui i Minnesota Timberwolves hanno deciso di investire asset notevoli.

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