Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland Cavaliers#123ragioni per cui i Cleveland Cavs possono vincere subito

#123ragioni per cui i Cleveland Cavs possono vincere subito

di Luca Fazzini

L’arrivo di LeBron James ai Cavs ha scatenato nella città di Cleveland un entusiasmo mai visto prima: “Sono qui per una missione, voglio portare un titolo in Ohio. Non so se ci riuscirò, la mia scelta va oltre il basket”. Questa la lettera rilasciata a SportsIllustrated a metà luglio, dove il Prescelto annunciava ufficialmente il suo ritorno alla Quicken Loans Arena. Riuscirà a vincere? Ecco tre motivi per cui la risposta potrebbe essere sì:

Kyrie Irving e LeBron James

Kyrie Irving e LeBron James

1) MIX DI ESPERIENZA E DI GIOVENTU’: la rosa dei Cavs presenta cinque giocatori di grande esperienza. Tre sono scesi in campo contemporaneamente nelle Finals del 2012 e 2013 e si tratta di LeBron James (4 volte MVP, al decimo anno nella Lega), Mike Miller (tredicesima stagione, 913 gare complessive) e James Jones (decima stagione, con gli Heat ha giocato oltre 250 partite). Questi tre giocatori potranno certamente garantire esperienza nei playoff, e sangue freddo. Inoltre, assicureranno tiri e buone medie, vista la precisione al tiro di JJ e dell’ex Grizzlies. Altri due giocatori esperti sono Shawn Marion (ha iniziato la carriera NBA nel 1999) e Anderson Varejao, che con LeBron James ha attraversato il momento d’oro dei Cavs prima dell’addio del King. A questi giocatori si aggiungono due talenti pronti a sbocciare: Dion Waiters e Kyrie Irving: il mix è servito toccherà a Blatt assemblarlo nel miglior modo possibile.

2) CONCORRENZA A EST NON ELEVATA: come ormai accade da qualche anno, la Western Conference è decisamente più competitiva della Eastern, tanto che puntualmente ad aprile squadre con un record positivo restano fuori dalla post-season solo perchè si trovano a ovest (vedi Phoenix Suns nell’ultima stagione), mentre al contrario franchigie dal record negativo approfittano della debolezza dell’est e accedono ai PO. Anche quest’anno, nonostante il rafforzamento di Chicago, l’unica forse insieme a Washington in grado di dare qualche grattacapo ai Cavs, Miami&Indiana hanno perso qualcosa, così come Brooklyn. Altre franchigie come invece Charlotte, Atlanta e New York non sembrano all’altezza.

Love Irving James

Kevin Love, Kyrie Irving e LeBron James

3) I BIG THREE E L’ENTUSIASMO: l’abbiamo detto, l’ondata di gioia provocata dal ritorno del nativo di Akron è ancora viva in città e a questo si aggiunge un arrivo, quello esplosivo di Kevin Love. L’ex ala di Minnesota va così a formare un trio immarcabile. In regia la brillantezza, l’esplosività, la concretezza e l’imprevedibilità di Kyrie Irving saranno fondamentali per i Cavs, che puntano sul miglior play dell’ultimo Mondiale. In ala, LeBron James sarà il faro della squadra, mentre sotto le plance Kevin Love garantirà rimbalzi, punti nel pitturato, ma anche da fuori, lasciando così possibilità al gioco in post basso di Tristan Thompson e Adnerson Varejao.

Cleveland può vincere, ma, con queste carte in mano, sarebbe più giusto dire che deve vincere. Lo scambio tra K-Love e Andrew Wiggins è la dimostrazione di come la franchigia dell’Ohio non possa aspettare troppo a vincere, avendo acquistato un talento già formato, preferito ad uno totalmente da formare a livello NBA.

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