No, non è noto quanti scongiuri abbiano fatto in quel di El Segundo, per quante settimane Mitch Kupchak non abbia chiuso occhio la notte. Ma una cosa è nota: i Los Angeles Lakers sono riusciti nel loro scopo (non del tutto per opera loro), ossia mantenere la scelta per il prossimo draft. Infatti, la lottery ha sentenziato che i gialloviola sceglieranno uno dei giovani prospetti disponibili con la seconda chiamata assoluta, dopo i Philadelphia Sixers e prima dei Boston Celtics (via Brooklyn Nets). Spazzato via l’incubo di uscire dalla top 3, il che avrebbe significato perdere una pick fondamentale per la rebuilding.
Manca ancora un po’ all’evento, è impossibile fare delle previsioni su chi sarà il prescelto. Tuttavia, nessuno scomoderà dai primi due posti Brandon Ingram e Ben Simmons, i talenti più puri di questa tornata. Uno dei due finirà certamente nella Città degli Angeli: tutto dipenderà da che intenzioni avranno i Sixers, che avranno il compito non facile di selezionare uno e lasciare andare l’altro. In entrambi i casi, i Lakers si sfregherebbero le mani, anche se le implicazioni sono diverse.

Brandon Ingram: i Los Angeles Lakers potrebbero assicurarselo con la loro scelta.
Il primo scenario vedrebbe il prodotto di LSU a in Pennsylvania e Ingram alla corte di Luke Walton. Alto 206 e dotato di un’ottima apertura alare, Ingram è dotato di un discreto atletismo e e di una grande rapidità grazie alla quale riesce a lasciare sul posto l’avversario. Uno dei suoi punti di forza è la versatilità offensiva: il suo range di tiro gli permette di essere pericoloso praticamente su tutto il fronte d’attacco, col jump-shot e nel catch and shoot. Al college ha messo in scena anche la sua abilità negli isolamenti, in quanto Mike Krzyzewski l’ha utilizzato come principale opzione per l’attacco. Affidabile dal tiro da 3 (la percentuale si attesta al 41%), il suo ball handling è sopra alla media e il potenziale in difesa è tanto, visto che grazie alle sue lunghe braccia può rubare il pallone per poi catapultarsi in contropiede. Senza troppi giri di parole, il giocatore occuperebbe la casella di ala piccola, andando a nozze col sistema simil-Warriors che vuole impartire l’assistant coach di Steve Kerr. Uno scorer puro, prolifico, l’uomo giusto al posto giusto. Con D’Angelo Russell in cabina di regia e Julius Randle nello spot di power forward, formerebbe uno dei terzetti più interessanti in chiave prospettica nella NBA.

Ben Simmons.
Ma Ingram farebbe comodo anche al team di Philadelphia, per questo le possibilità che Simmons vesta la canotta lacustre non sono proprio basse. Rispetto al rivale, è già praticamente pronto al grande salto, grazie alla sua potenza fisica e al suo strabordante atletismo. Simmons è un all around con un ruolo ancora da definire (è un’ala di 208 cm per 109 kg) ma dal playmaking eccelso e dalla grande intelligenza cestistica: senza troppe difficoltà, è in grado di gestire la manovra e di innescare con la sue doti di passatore. Spesso si cimenta nei classici coast to coast dove arriva ad attaccare il ferro dopo aver raccolto il rimbalzo difensivo; inoltre è un buon difensore sulla palla e si è dimostrato bravo nel saper leggere le varie situazioni di gioco. Deve però ancora sviluppare un tiro credibile, soprattutto dal perimetro. Un fattore sicuramente migliorabile con un accurato lavoro. Se ai Lakers toccherà effettivamente chiamarlo, bisognerà necessariamente rivedere i piani di mercato. Randle potrebbe essere sacrificato per arrivare ad altri asset e per far spazio ad un jolly che giocherebbe da 4 nel tanto in voga small ball: plasmarlo nel ruolo di small forward potrebbe richiedere troppo tempo e non è detto che si otterrebbero i frutti sperati. Da tener conto anche il fatto che le sue peculiarità di regista potrebbero risaltare le capacità realizzative del play Russell, che potrebbe muoversi maggiormente senza palla.
Ingram o Simmons, Simmons o Ingram: saranno i Sixers, in un certo senso, a scegliere per i Lakers, che dal canto loro dovranno solo prendere atto delle conseguenze ed integrare al meglio un importante paletto per la risalita agli antichi fasti.

