Thunder

Che Russell Westbrook sia sempre stato il leader emotivo degli Oklahoma City Thunder lo si sa da secoli. Ed ora il numero 0 è pronto a prendersi definitivamente anche le redini tecniche della squadra visto che Kevin Durant, il suo compagno di merende, ha deciso di firmare per i Golden State Warriors. Qualche dubbio al riguardo però aleggia nell’aria, lasciando la porta aperta a nuovi scenari.

Il problema grosso infatti è che lo stesso Westbrook entrerà nel contract year, divenendo a fine stagione free agent. E qui sorge l’amletico interrogativo: meglio trattenere la point guard per un altro anno per poi rischiare di perderla (come accaduto con KD) oppure imbastire una trade per ricevere asset utili in ottica ricostruzione?

Russell Westbrook.

Russell Westbrook.

I rumors su una sua possibile cessione sono iniziati a circolare subito dopo l’addio di Durant. Secondo le ultime, i Boston Celtics sarebbero pronti a sferrare l’assalto nel caso in cui i Thunder optassero per questa strada. Effettivamente fare una stagione senza raccogliere nulla di soddisfacente potrebbe spingere Westbrook, nell’estate 2017, a fare le valigie. E il team così lo perderebbe senza guadagnarci niente. Per questo intavolare una trattativa, magari con Danny Ainge, non sarebbe una cattiva idea: i Celtics sono una di quelle squadre che possono offrire pedine allettnati per il futuro, tra scelte del draft e qualche giocatore. Ad OKC si ripartirebbe dunque da capo, guardando decisamente al domani. Salutare anche il nativo di Long Beach sarebbe dura, ma in questo modo il front office metterebbe i paletti per un progetto tecnico nuovo. Senza osare di rimanere con un pugno di mosche.

D’altro canto perchè non lasciare tutto invariato e giocarsela così, con spensieratezza, senza porsi un obiettivo vero e proprio? Sarà vero che ora il roster si è indebolito, tuttavia il gruppo resta valido ed interessante. Dalla trade che ha portato Serge Ibaka agli Orlando Magic sono arrivati Victor Oladipo (la guardia cercata da tempo), Ersan Ilyasova (un valido mestierante), e Domantas Sabonis, giovane e promettente lungo proveniente dall’ultimo draft. Senza dimenticare che in panchina c’è Billy Donovan, un allenatore che ho mostrato di sapersi adattare in varie circostanze. Apportare novità tattiche e consegnare le chiavi delle operazioni a Westbrook, che potrebbe raggiungere la completa maturazione: con questi presupposti si potrebbe disputare un’ottima annata, convincendo così il classe 1988 a mettere la firma sul rinnovo. Per poi aggiungere pezzi pregiati nella prossima free agency.

Insomma, lecito rimuginare e rimuginare su quale sia la strada giusta da intraprendere: in quel di Oklahoma City lo sanno bene perchè in entrambi i casi bisognerà fare i conti con le sempre presenti conseguenze, positive o negative.

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