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Cleveland Cavaliers: le due facce della stessa difesa

di Andrea Ranieri
Cleveland Cavaliers

Nel primo scampolo di stagione i Cleveland Cavaliers hanno vinto 10 partite sulle 12 disputate. Sicuramente merito di un attacco che gira alla grande, ma non solo. Rispetto alle scorse stagione, i Cavs hanno alzato il livello della loro fase difensiva. Non è un caso, infatti, che nelle vittorie Cleveland conceda agli avversari 100.6 punti di media, contro i 106 concessi nelle due sconfitte. Quello che più si nota, però, è una diversa attitudine difensiva fra partite in casa ed in trasferta.

I Cleveland Cavaliers difendono bene in trasferta…

I Cavs, nelle quattro partite giocate fuori casa (record 3-1), hanno concesso appena 97 punti a partita. Buona parte del merito è da attribuirsi a Thompson, che in trasferta garantisce due stoppate di media e tanta protezione del ferro. E se l’area dei Cleveland Cavaliers è ben protetta, ancor meglio funziona la difesa sugli esterni…sorprendentemente. Lontani dalla Q arena, i Cavs sono bravi a mettere pressione sugli esterni avversari, strozzando quindi il gioco della squadra che affrontano. Emblematico è il fatto che gli avversari siano costretti a perdere 15 palloni a partita e distribuiscano appena 17.8 assist. La buona difesa perimetrale aiuta inevitabilmente a proteggere il pitturato. Quando gli avversari cercano di aprire il campo col tiro da tre, i Cavs sono molto bravi ad impedirlo. Non è un caso che, contro Cleveland, le squadre che giocano in casa tirino al 32% da tre punti.

…non altrettanto in casa

La musica cambia però tra le mura amiche. Nelle partite casalinghe, i Cleveland Cavaliers concedono quasi 104 punti per partita. Se l’apporto di Thompson nella protezione del ferro non cambia di molto, si trasforma invece l’approccio alla difesa perimetrale. Gli avversari perdono meno palloni (11.6), possono far girare meglio il pallone (23.1 assist di media) e hanno più tiri aperti dall’arco (36.3%). Certamente Irving non è un buon difensore e Jr è molto alterno nella propria metà campo, ma il problema pare più psicologico. Prima di tutto, LeBron, leader della squadra, tende a “riposarsi” spesso in difesa e questo pesa anche sui compagni. Ma soprattutto, i Cavs sanno di poter contare su un attacco spaziale, che segna in casa quasi 114 punti a partita. La consapevolezza di poter fare affidamento su un attacco molto efficace sicuramente porta a un po’ di rilassamento in difesa. At the Q l’attacco fa vincere le partite; almeno in regular season ci può stare, per ora.

Infine, se volessimo trovare due Mvp difensivi, fin qui, per i Cleveland Cavaliers, si potrebbero fare i nomi di Thompson e Shumpert. Il primo, come detto, garantisce quasi 2 stoppate a partita ed è ancora migliorato nella protezione del ferro. Il secondo fa un lavoro molto sottovalutato sugli esterni. Shumpert, infatti, oltre a recuperare 1.3 palloni a partita, marca spesso il piccolo avversario più pericoloso. Questo magari non si vede dalle statistiche, ma è importantissimo per la squadra del Re. Permette di risparmiare fatiche difensive ad Irving o a James, che possono dare il massimo in fase offensiva. Nelle partite più difficili sapremo se davvero i Cleveland Cavaliers hanno imparato come si difende nei momenti importanti. Finora, i presupposti ci sono, l’importante è rispettarli.

 

Kyle Korver e Iman Shumpert in azione

Iman Shumpert è uno degli uomini più importanti in difesa per i Cleveland Cavaliers

 

 

 

 

 

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