Iman Shumpert, più di un personaggio
Iman Shumpert, facciamo questo nome e ci viene in mente un giocatore NBA che sembra passare troppo tempo dal parrucchiere. Pensiamo all’uomo con le pettinature più strane della lega. Ci figuriamo il suo discutibile gusto dell’abbigliamento. Insomma, Shumpert pare quasi un personaggio comico più che un giocatore professionista di pallacanestro. Ma, come spesso accade, le apparenze ingannano e a Cleveland lo sanno bene. Dopo la scorsa stagione, in cui era stato estremamente deludente, soprattutto in attacco, Iman Shumpert sembrava destinato a diventare una pedina di scambio per arrivare ad un buon backup di Kyrie Irving. Voci su voci si sono susseguite sul suo futuro. Ma, nonostante tutto, Shumpert è ancora lì, con la sua numero quattro wine&gold indosso. Forse perché a Cleveland si sono accorti della sua importanza. Forse perché lui sta dimostrando di essere una pedina fondamentale nello scacchiere di coach Lue.
In difesa: Iman Shumpert è un uomo in missione
Gennaio 2015: in una trade a tre, i Cavs ottengono dai Knicks JR Smith e Iman Shumpert. Due acquisizioni fatte con lo scopo di rinforzare il reparto guardie. Il secondo, in particolare, con l’idea di dare una maggiore qualità alla difesa sugli esterni. E va detto che in fase difensiva il numero quattro non ha mai fatto mancare il proprio apporto. Nelle ultime due Finals è stato anche compito suo prendersi cura di Curry e Thompson, in determinati frangenti. Shumpert lo ha sempre fatto in maniera discreta. I Cavaliers hanno capito di non poter fare a meno della sua difesa sulla palla e del suo agonismo. Ma la dirigenza e lo staff si aspettano qualcosa in più rispetto all’ultima stagione. In difesa lontano dal pallone, situazione in cui ogni tanto Shumpert si prende delle pause e, soprattutto, in attacco. L’idea migliore è stata quello di fargli trarre energia dalla difesa, facendogli marcare l’esterno avversario più pericoloso. E Iman Shumpert, ultimamente, sentendosi responsabilizzato, sta trovando energia anche nella metà campo offensiva.

Iman Shumpert in difesa contro Steph Curry
Shumpert sta tornando ad essere un fattore anche in attacco
Nell’ultima stagione è stato discusso l’apporto offensivo di Shumpert, inesistente o quasi. In quanto primo cambio di Smith, i Cavs hanno bisogno che Iman sia pericoloso anche in attacco, soprattutto tirando sugli scarichi, ma anche prendendo iniziativa quando ci sia in campo la second unit. Anche se i punti segnati sono 7,2 a partita (non una grandissima cifra), la guardia dei Cavs sta facendo ciò che serve alla propria squadra. In particolare, Shumpert sta tirando col 47,5% da tre punti, segnando 1,3 triple a partita. L’anno scorso viaggiava col 29,5% e 0,8 triple a partita. Vero, tira leggermente meno della scorsa stagione (4,9 tiri tentati a partita contro 5,6), ma lo fa meglio e con più efficacia, esattamente quello che si chiede a un gregario dell’attacco dei Cavaliers. Ed è ancor più evidente la crescita nelle ultime tre partite, in cui Shumpert produce 13,3 punti, ergendosi a protagonista dell’attacco dei Cavs.
Forse, alla fine, la miglior trade per Shumpert è quella in cui i Cleveland Cavaliers hanno deciso di non coinvolgerlo, quella che mai ci sarà. I tifosi dei Cavs possono dare il bentornato al vero Iman Shumpert e godere della sua utilità per la squadra.

