Si continua a discutere a riguardo del fallo internazionale, il cosiddetto “Hack-a-Shaq”. Adam Silver, all’alba di Gara-1 delle NBA Finals, è stato intercettato per alcune domande; ovviamente, non è mancata la solita domanda riguardante la possibilità di limitare l’azione di tale fallo.
L’NBA Commissioner, da sempre a favore della promulgazione di una regola che vieti tale azione, dopo nuovi studi sul fenomeno, sembra aver leggermente cambiato la sua opinione: “I dati dimostrano come il fallo internazionale abbia coinvolto prettamente due team in questi ultimi Playoffs: nel 90% dei casi ha riguardato i Los Angeles Clippers e gli Houston Rockets. Nel 75% dei casi, è stato rivolto verso due giocatori, ossia Dwight Howard e DeAndre Jordan. Per cui la domanda da porsi è: bisogna cambiare il regolamento per soli due team e due giocatori?”
Un discorso logico, che fila in tutto il suo ragionamento: è mai possibile dover cambiare il regolamento per dei casi così isolati? Nonostante questo, però, dovendo rispondere alla carica di “protettore del gioco”, il compito è anche quello di tutelare lo spettacolo NBA, cosa che l’Hack-a-Shaq danneggia clamorosamente. Una questione sulla quale la lega non può rimanere indifferente, tanto che Adam Silver ha comunque lasciato intendere che qualche modifica nel regolamento verrà effettuata, nel tentativo di disincentivare la pratica del fallo specie nei giovani talenti.
Altra questione molto delicata riguarda gli accoppiamenti nei Playoffs. Il sistema odierno, che prevede che i migliori 8 team dell’Est e dell’Ovest giochino la Post-Season, sembra aver sollevato un bel fardello: con una Eastern Conference poco competitiva e una Western Conference che d’altro canto deve lasciare a casa team con record tutto sommato importanti, il cambiamento più logico è da sempre sembrato quello di portare ai Playoffs i migliori 16 team, indifferentemente dalla provenienza geografica.
C’è un problema però: come fare con i possibili accoppiamenti?
“Penso che la soluzione di portare le prime 16 franchigie ai Playoffs possa essere molto intrigante, ma c’è da considerare i lunghi viaggi che non la rendono una buona idea al momento.” ha chiarato Silver.
Portiamo alla luce un esempio: se i Washington Wizards venissero accoppiati con i Golden State Warriors, dover sopportare lunghi viaggi già a partire dal Primo Turno potrebbe risultare molto stancante per i team chiamati in causa ed è proprio questo il motivo che frena la lega nell’intraprendere tale strada.
Nonostante tutto, ai piani alti della lega i lavori continuano incessanti, nell’intento di migliorare il regolamento e trovare soluzioni che possano portare solo ed esclusivamente i migliori team ai Playoffs, in modo tale che il pubblico NBA goda di uno spettacolo mai visto prima d’ora.
Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)


