“He’s a hell of a player. He’s one of the best players in the league. It doesn’t surprise me that he has the night like he had. It’s not like this is the first time he’s ever done it.”

Alvin Gentry, coach dei New Orleans Pelicans, celebra così la notte magica di Anthony Davis. La magia eseguita dal prodotto di Kentucky è di quelle da togliere il fiato: 50 punti, 16 rimbalzi, 5 assist, 7 rubate e 4 stoppate. Da far impallidire David Copperfield.

UN ESTETA IN SENSO CESTISTICO

Sì, l’eyebrow, per quanto i Pelicans possano apprezzarne lo spirito aziendalista, non si può proprio vedere. In campo però questo signore si lascia guardare eccome. I modi in cui può far male agli avversari sono pressochè infiniti, citofonate a casa Faried se non ci credete (e siate gentili, portategli un’aspirina). Schiacciate, media distanza, jumper, linea di fondo, penetrazioni: prende tutto quello che gli si lascia senza batter monociglio e ti fa pentire di averglielo lasciato. Un ala grande in un fisico da centro con mani di burro: se sapete come fermarlo fate valere il vostro spirito imprenditoriale e vendete l’informazione a caro prezzo, 29 franchigie stanno aspettando proprio voi.

L’unica pecca della nottata, a livello personale, è stato il tiro da 3. 0-2 non è un granchè per uno con questo potenziale ma è facile pensare che si tratti di un incidente. L’obiettivo deve assolutamente essere il superamento del 32.4% dello scorso anno.

 

I PELICANS VOLANO UN PO’ PIÚ IN BASSO

C’è un però, c’è quasi sempre del resto. I Pelicans hanno perso la partita di questa notte 107-102 contro i Nuggets, una diretta concorrente per i playoff. Ad aggravare ulteriormente il tutto, il match si è giocato in Louisiana. Insomma, a parte Davis c’è ben poco da salvare. Gli infortuni hanno sicuramente rallentato la crescita di questa squadra, che nell’ultimo mercato ha deciso di cambiare rotta. Coach Gentry dovrà sicuramente cambiare qualcosa in vista della partita con i temibili Golden State Warriors, in programma dopodomani. Questa squadra, per raggiungere i suoi obiettivi, dovrà fare qualcosa di più che affidarsi al MVP futuro se ce n’è uno. Noi, intanto, ci godiamo lo spettacolo.

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