I Washington Wizards sono alla disperata ricerca di una identità, una squadra chiamata al riscatto, alla svolta. Una squadra che fatica, anno dopo anno, a fare quel passo in avanti decisivo per entrare nell’elite dei top team ad Est e competere per il titolo di conference.
I Washington Wizards in questa stagione si stanno affermando come una delle migliori squadre della Eastern Conference, essendo attualmente dietro solamente ai Boston Celtics, Toronto Raptors e Cleveland Cavaliers. Nei prossimi playoff dunque, l’obbiettivo sarà quello di trovare un posto nelle semifinali, cercando magari anche un posto nell’ultimo atto ad Est, per poi giocarsela a viso aperto e senza pressione sulle spalle. Ovviamente non sarà facile centrare l’obbiettivo, vista anche la presenza dei Philadelphia 76ers che rappresentano un po’ la mina vagante, in quanto sono una squadra piena di talento ma con poca esperienza sulle spalle, togliendo JJ Redick e Marco Belinelli. La squadra di coach Scott Brooks ha un record in linea con la passata stagione (49-33), ma dovrà fare a meno di John Wall per circa un mese ancora, visto l’intervento effettuato al ginocchio sinistro; nelle ultime 10 partite i Washington Wizards hanno un record di 6-4, ovviamente record influenzato dall’assenza del proprio leader.
Ecco l’assenza proprio di John Wall è così determinante? Si sono tirati fuori miliardi di commenti tecnici sulla squadra, che giocherebbe meglio senza Flash, ma John Wall è un giocatore unico, il leader di questi Washington Wizards. Il motivo? Semplice: sa sempre caricarsi sulle spalle la squadra nel momento del bisogno.
Gara 6 contro i Celtics: John Wall si carica i compagni sulle spalle
Sono tre i giocatori chiave dei Washington Wizards:
- John Wall: Wall è senza dubbio il giocatore più importante della sua squadra,sicuramente uno dei migliori playmaker della lega. Wall viaggia con il 19.4 punti e 9.3 assist di media a partita, tirando con oltre il 40% dal campo e con il 35% dalla lunga distanza. Le sue pecche sono soprattutto la percentuale ai tiri liberi (in questa stagione addirittura soltanto il 71% dalla lunetta per lui) e il fatto di tendere ad accentrare troppo il gioco della squadra in lui, spesso tiene troppo la palla in mano e tende a far diventare prevedibile l’attacco della sua squadra. Nella fase difensiva lui ruba 1.3 palle a partita ed effettua 1.1 stoppate di media e la sua super velocità permette alla squadra di correre spesso in contropiede. Il suo offensive rating (punti effettuati su 100 possessi) in questa stagione è peggiore rispetto alla passata stagione, in quanto è passato da 111 a 105, mentre il suo defensive rating è rimasto a 108 punti concessi su 100 possessi al suo diretto avversario.
- Bradley Beal: in assenza di Wall, Beal è il leader indiscusso dei Washington Wizards. Il suo talento offensivo è enorme e lo dimostrano i 23.4 punti segnati di media a partita conditi da 4.5 assist e 4.5 rimbalzi di media; la guardia dei Wizards è in grado di segnare tantissimi punti in pochi minuti e tira con il 46% dal campo e il 37% da 3 punti. Non è però un gran difensore, visto che su 100 possessi concede 110 punti (anche il suo offensive rating è di 110), ma riesce comunque a rubare quasi due palle di media a partita. Sicuramente potrà ancora migliorare molto visto che è un classe 1993 e potrà quindi diventare ancora di più un killer offensivo ed affermarsi come uno dei migliori giocatori della lega
- Otto Porter: l’ala dei Washington Wizards non ha ancora fatto vedere tutto il talento che ha a disposizione, visto che non ha mai effettuato una stagione altisonante; in questa stagione però si stanno cominciando a vedere le sue abilità soprattutto nella metà campo offensiva, visto che viaggia con il proprio career high in punti, rimbalzi, assist e palle rubate, ovvero con 15 punti, 6.5 rimbalzi, 2.1 assist e 1.6 palle rubate a partita, tirando con quasi il 50% dal campo e con il 41% da dietro la linea dei 3 punti. Il suo offensive rating è di 120 punti prodotti su 100 possessi (lo scorso anno addirittura 129) e il suo defensive rating è di 106 punti concessi a partita; ovviamente può e deve ancora migliorare molto, ma se continua così può sicuramente far comodo ai suoi Wizards.
La squadra di coach Scott Brooks è una squadra che tende a giocare molto in velocità, in quanto segna quasi 11 punti di media a partita in contropiede e che spesso va in lunetta (quasi 16 punti di media dai tiri liberi). I Washington Wizards sono al terzo posto nella classifica di assist distribuiti a partita, con 24.7 dietro soltanto ai Golden State Warriors e ai New Orleans Pelicans, ciò significa quindi avere un gioco corale molto buono e che i tiri presi sono spesso ben costruiti. Inoltre i Washignton Wizards sono anche al quinto posto nella percentuale di realizzazione dei tiri da 3 punti, su 26.6 tiri ne segna il 37% di media a partita (quasi 10 realizzate e 27.8 punti arrivati in media dalla lunga distanza). La squadra della capitale americana ha un offensive rating di 110, che è maggiore di 1.4 rispetto alla media del resto della lega, mentre il loro defensive rating è di 108.1 di poco inferiore rispetto alla media del resto della lega.
A chi dare maggiore spazio dopo il ritorno di John Wall dall’infortunio per migliorare sotto l’aspetto anche difensivo? Eccolo qui il nome giusto.
Our February Defensive Play of the Month pres. by @LawOfcMPalmeiro…Sato seals the deal at Madison Square Garden! pic.twitter.com/z9uuKxeecG
— Washington Wizards (@WashWizards) 1 marzo 2018

