Zion Williamson
Ora, considerato che il povero Zion non è ancora riuscito a giocare una stagione NBA intera senza infortunarsi, inserirlo in un tale contesto può sembrare quasi beffardo.
Zion Williamson avrebbe però qualche carta da giocarsi, in una serata speciale. Quali?
Per prima cosa, è semplicemente il giocatore NBA più efficace nell’area dei 3 secondi dai tempi di Shaquille O’Neal. In sole 29 partite prima di farsi male, Zion è stato il giocatore più efficace, considerato il volume di tiri, nella “restricted area” con più tentativi a partita di tutti, Giannis Antetokounmpo compreso.
In appena (purtroppo) 114 partite NBA giocate a oggi, Williamson sta viaggiando a 25.8 punti di media con il 60.5% dal campo, e 8.4 tiri liberi tentati a partita (69%). Zion Williamson tira spesso e volentieri da un metro, quando riceve e può mettere il pallone per terra il suo primo passo non è contenibile, col suo fisico assorbire i contatti e tirare comunque in equilibrio è più facile. La star dei Pelicans non è un grandissimo rimbalzista nonostante i mezzi, ma è un buon rimbalzista offensivo, che può ribadire in “goal” tanti errori dei suo compagni.
Zion non tira sostanzialmente da tre punti ma è un fondamentale su cui può e deve lavorare (36.8% in stagione su 19 tentativi), per l’ex Duke una serata da 20-25 canestri dal campo e una ventina di tiri liberi a bersaglio non è impossibile. Da lì in poi, occorre che i pianeti si allineino.
Jayson Tatum
Tatum sembra quasi un giocatore troppo raffinato per una cosa bieca come correre dietro a un record vecchio di 50 e passa anni, tanto per provarci.
E’ anche vero che la star dei Celtics, nella partita meno competitiva del mondo come l’All-Star Game NBA, di punti ne ha messi 55.
Jayson Tatum è uno dei 6 giocatori NBA che sta segnando più di 30 punti a partita in stagione, il numero 0 è al suo career high per punti, minuti, tiri da tre punti tentati e segnati, tiri liberi e percentuale da 2 punti. I Boston Celtics sono il terzo miglior attacco NBA per punti per 100 possessi e per offensive rating, e nella prima parte di stagione hanno flirtato con un clamoroso “50-40-90” di squadra al tiro, prima di calare (ma neppure di tanto).
Per JT tirare tanto non è mai stato un problema, l’attacco dei Celtics genera una qualità media di tiri talmente alta che una prestazione da record al tiro da tre punti potrebbe essere dietro l’angolo ogni sera. Anche la supposta poca propensione di Tatum a guadagnarsi tanti tiri liberi sembra un retaggio del passato.
Donovan Mitchell
Ne ha messi 71 a gennaio in una partita terminata ai tempi supplementari, e soprattutto in una partita in cui sono serviti tutti, quei 71 punti, per vincere 145-134 contro i Chicago Bulls.
Mitchell li ha segnati in 50 minuti, sbagliando anche 5 tiri liberi su 25 totali e con 7 triple, come Kobe nel 2006 e tirando con 22 su 34 dal campo, quindi meno tentativi rispetto a Booker nel 2017, a Bryant e a Thompson che nel 1973 chiuse con 28 su 38 dal campo. L’ex Jazz ha tentato in quell’occasione 15 tiri da tre, che potremmo considerare il “minimo sindacale” per un esterno un ottimo\grande tiratore che voglia attentare al record di Chamberlain.
Facendo una proiezione spannometrica, con un volume appena maggiore di tiri da tre punti rispetto ai tentativi totali, e segnando i tiri liberi mancati, Donovan Mitchell avrebbe potuto superare Kobe Bryant. Da lì ad arrivare a 100 però, come detto in precedenza, ce n’è ancora un pezzo…

