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NBA, 10 giocatori che potrebbero battere il record di 100 punti di Wilt Chamberlain

di Michele Gibin
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Joel Embiid

Joel avrebbe tutto per riuscirci: la precisione ai liberi che manca a Zion, quella al tiro da tre punti che manca a Giannis, seppur con volumi ridotti rispetto ad altri nomi e la capacità di dominare in area, di fisico e di tocco.

Embiid ha segnato 59 punti lo scorso 13 novembre contro gli Utah Jazz, con 19 su 28 al tiro e una sola tripla a bersaglio, e con 20 su 24 ai liberi in 36 minuti, e in una partita senza James Harden e con un Tyrese Maxey da 24 tiri. La star dei Sixers non si è mai presa più di 32 tiri in una partita singola in carriera né più di 7 tiri da tre, e ha un massimo in carriera di 27 viaggi in lunetta.

Un eventuale ostacolo per lui potrebbero essere i minuti, Embiid raramente resta in campo in regular season più di 33-35 minuti a partita, e i 76ers hanno per loro sfortuna poca storia come squadra in grado di punire con continuità i raddoppi su di lui, rendendoli inefficaci. Persino James Harden non è il giocatore più adatto per questa specialità.

Joel ha però diversi modi per fare tanti canestri e realizzare tanti punti, una parte importante di questi dovrebbero arrivare dalla lunetta. L’ideale sarebbe un’avversaria leggera sotto canestro, magari rimaneggiata?

Luka Doncic

Come non menzionare il capocannoniere della stagione NBA in corso?

Luka ha segnato quest’anno con 60 punti il suo career high in una partita contro i New York Knicks, finita ai supplementari e in cui lo sloveno si è preso 31 tiri (neppure tanti) e ha sbagliato ben 6 tiri liberi (16 su 22), chiudendo inoltre con appena 2 su 6 da tre.

Doncic è capace di molto di più per volume di tiri, soprattutto da tre punti. Luka è forse il miglior giocatore in attività per guadagnarsi giochi da tre punti dopo il contatto e per segnare in situazioni di isolamento (1.13 punti per possesso in questa stagione). Kyrie Irving o non Kyrie Irving, il suo usage resta talmente alto che immaginare una partita al doppio overtime e da 50-55 tentativi dal campo non è impossibile, tutt’altro.

Doncic è un tiratore da 33.9% in carriera da tre, 35% nel 2022-23 che è vicino al massimo in carriera. La situazione che potrebbe creare le precondizioni per un tentativo al record è cosa ne sarà dei Dallas Mavericks?

Rimettere sotto contratto a lungo Kyrie Irving è da amanti del rischio, e dall’altra parte se Kyrie dovesse lasciare a fine stagione, Luka si troverebbe col deserto dei Tartari attorno in Texas, o se vogliamo fare paragoni, una desolazione da ricostruzione simile a quella che aveva Kobe Bryant attorno a sé nel 2006.

I 100 punti di Wilt Chamberlain, al solo nominarli ci si rende conto di che montagna da scalare siano. Nel 1962 la NBA somigliava a quella del 2023 solo per lo scopo del gioco, ovvero lanciare un pallone in un canestro.

La NBA del 2023 sarà però anche ricordata per un altro grande record che durava da decenni, e che si riteneva imbattibile fino a quando, qualche anno fa, non si era capito che LeBron James – salvo imprevisti – lo avrebbe fatto. Record così non spuntano dalla sera alla mattina, vanno coltivati e si devono creare le precondizioni. E l’attualità ci dice che non si è mai segnato così tanto, e che soprattutto mai ci sono stati così tanti grandi scorer a motivarsi e darsi battaglia a vicenda, creando quella competizione che serve per andare un po’ più in là del tuo avversario.

L’alpinista britannico George Mallory (1886-1924) non riuscì mai a scalare il Monte Everest, e anzi ci lasciò purtroppo anche la pelle. Ma a chi gli chiedeva perché si fosse imposto di voler scalare l’Everest, rispondeva nella maniera più genuina possibile:

Perché è lì“.

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