Analisi SWOT: i Golden State Warriors 2019-2020 - NBA PASSION
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Analisi SWOT: i Golden State Warriors

Golden State Warriors 2019-2020

Analisi SWOT: i Golden State Warriors

Oggi torniamo con una nuova puntata di quella che sarà l’analisi, in evoluzione delle aspettative per le varie squadre NBA: via con l’analisi Swot dei Golden State Warriors 2019-2020, attraverso i loro punti di forza, quelli di debolezza, eventuali minacce e opportunità per la stagione NBA 2019-2020. Cosa li aspetta?

I campioni hanno alzato bandiera bianca lo scorso mese di giugno in finale contro i Raptors di Kawhi Leornard, hanno salutato pezzi importantissimi di quel mosaico capace di costruire una vera e propria macchina perfetta come Andre Igoudala e Kevin Durant, hanno firmato un talento cristallino come D’Angelo Russell e aspettano il pieno recupero di Klay Thompson: saranno sicuramente nuovi, ma ugualmente forti.

Il quintetto della truppa della Baia ad oggi si presenta così:

  • D’Angelo Russell
  • Steph Curry
  • Alec Burks/Alfonzo McKinnie
  • Draymond Green
  • Kevon Looney

Ora andiamo ad analizzare i punti di forza e quelli di debolezza, con la nostra analisi SWOT dei nuovi Warriors.

I Golden State Warriors 2019-2020

  • Strengths (forza)

L’aspetto che più di tutti  ha fatto la differenza in questi anni gloriosi targati Warriors è stato quello legato all’organizzazione: in tutti questi anni chiunque scendesse in campo ha sempre saputo perfettamente cosa fare e come farlo. Dalla prima superstar fino all’ultimo dei gregari, tutti hanno avuto un ruolo ben definito che è sempre stato rispettato. L’organizzazione maniacale di quel genio che risponde al nome di Steve Kerr ha reso possibile tutto ciò.

Il gioco all’avanguardia simbolo di questi Warriors si basa sulla coralità di un gruppo straordinario, che può contare su giocatori che hanno rivoluzionato il basket come gli Splash Brothers Steph Curry e Klay Thompson, come Kevin Durant, e non dimenticandosi di Draymond Green, forse IL giocatore indispensabile per far girare la squadra, o ancora il “professor” Andre Igoudala.

Ma la grandezza di questa squadra sta nel fatto che oltre i campioni sopra citati anche giocatori come Kevon LooneyShaun Livingston abbiano aggiunto quel contributo indispensabile per la costruzione della dinastia Warriors.

  • Weaknesses (debolezze)

Come ogni nuovo inizio, anche in questo caso i problemi non sembrano mancare. Innanzitutto l’infortunio di Klay Thompson priverà coach Kerr probabilmente di uno dei più forti difensori sulla palla della lega ed una delle migliori shooting-guard contemporanee. Non proprio il profilo più facile da sostituire. Gli equilibri che il numero 11 assicurava dovranno essere raggiunti tramite altri sentieri tattici.

La firma al massimo salariale di D’Angelo Russell è stata una scelta coraggiosa ma allo stesso tempo ponderata da parte della dirigenza degli Warriors. Un giocatore come Russell potrà integrarsi bene con Steph Curry alternandosi oppure giocando insieme al due volte MVP. Forse non sarà il profilo ideale per sostituire Klay Thompson nel suo lungo periodo di degenza, i due hanno caratteristiche molto diverse, ma non stupirebbe neanche una interpretazione differente del ruolo.

Nel nuovo assetto dei Golden State Warriors c’è un’altro profilo che mancherà: Andre Igoudala. Il rammarico più grande, a detta proprio dello stesso coach Kerr. Iguodola l’allenatore in campo, colui che faceva le veci di Kerr nel rettangolo di gioco, colui che sapeva “sedare” Draymond Green nei suoi ordinari attimi di pazzia e che integrava i nuovi innesti facendo spogliatoio, quest’anno non ci sarà più.

  • Opportunities (opportunità)

Paradossalmente questa situazione, apparente, di contrappasso potrà essere il principale stimolo ad imporsi ancora una vola per gli Warriors. Di imporsi senza più essere quel super team che sembrava imbattibile l’anno scorso con gli “Hamptons Five”

Ad ovest moltissime squadre si sono rinforzate proprio nella speranza di scalzare Curry e soci dal trono della Western Conference, basti pensare a tutte quelle coppie di All-Star che si sono venute a creare in queste settimane. Tutte hanno un solo obiettivo, spegnere definitivamente la luce sulla Warriors’ Dinasty. Ma i ragazzi di coach Kerr saranno d’accordo?

Senza dimenticare che dalla prossima stagione i Golden State Warriors apriranno le porte del loro ultimo gioiello: il Chase Center.

  • Threats (minacce)

Si è sempre detto che doversi riconfermare è molto più difficile di vincere. Se consideriamo come siano passati ormai 5 anni dalla prima vittoria di questo gruppo, si capisce bene che gli anni in cima alla montagna iniziano ad essere tanti.

Proprio questo potrebbe giocare a svantaggio dei Golden State Warriors. Gli avversari hanno impostato la loro stagione sul come scalzare Steph e soci dalla vetta. E mai come quest’anno possono riuscirci per davvero.

Per il “colpo di stato” nel selvaggio West sembra essere questione di tempo, la pensano cosi anche nella Baia di San Francisco?

Andrea Esposito
andrea.es25@libero.it

Nato a Napoli, classe 1996.Giocatore di basket a tempo perso, più bravo a raccontare che a far canestro. Da 15 anni seguo la NBA e tengo particolarmente per i Boston Celtics.Seguo molto il basket italiano con la speranza che Napoli torni in massima serie.

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