La prima azione di Enes Kanter ad inizio free agency? Prendere il telefono e chiamare Danny Ainge.
Il giocatore turco, che dalla prossima stagione sostituirà a centro area Al Horford, svela di aver pensato esclusivamente ai Boston Celtics come prossima tappa della sua carriera NBA. Dopo la fine poco gloriosa dell’avventura nella sua amata New York ed una seconda parte di stagione di rilancio ai Portland Trail Blazers, è la voglia di vincere a guidare le scelte di Kanter.
“Il titolo NBA, è questa la mia motivazione” Così il lungo a Alex Kennedy di HoopsHype “La squadra è giovane ma il gruppo è speciale, so che possiamo battere chiunque. Dovremo costruirci un’identità e saper essere felici di giocare assieme, ci aspetta una stagione lunga ed entusiasmante“.
Enes Kanter ha firmato con i Boston Celtics un contratto biennale da circa 10 milioni di dollari complessivi. Giunto alla sua nona stagione NBA, il turco confessa di non pensare più prevalentemente ai soldi: “Per me conta trovarmi in un buon gruppo ed avere la possibilità di giocare per il titolo. Il denaro è importante naturalmente, ma giocare per vincere lo è ancora di più. Già dopo la risoluzione contrattuale con i Knicks avevo pensato a Boston, ma non ci fu la possibilità. Quest’estate, a free agency iniziata ho chiamato Danny Ainge, e lui mi ha spiegato i suoi piani per la squadra“.
Quando Ainge mi richiamò, al telefono c’era però Kemba Walker, che mi disse: ‘Allora, chiudiamo l’affare?’ Abbiamo parlato, ho capito che tipo di leader (Walker, ndr) potrà essere per la nostra squadra. Le parole di Ainge e Walker sono state gran parte della ragioni per cui oggi sono qui
Kanter e Walker furono scelti nello stesso draft, nel 2011 ed a poche chiamate di distanza, e saranno compagni per la prima volta: “Kemba è quel tipo di giocatore che rende migliori i suoi compagni, è questo a renderlo speciale. In campo è fantastico, ma fuori da parquet la sua leadership sarà fondamentale, giocare con lui sarà una grande opportunità, non vedo l’ora“.
— Enes Kanter (@EnesKanter) July 29, 2019
In una NBA sempre meno per uomini d’area, Kanter ha dedicato buona parte del lavoro estivo ad estendere il suo raggio di tiro. Coach Brad Stevens ha negli anni scorsi incoraggiato giocatori come Aron Baynes e Al Horford a prendersi la propria “razione” di tiri dall’arco, ed il turco avrà lo stesso tipo di libertà di manovra: “Mi sto allenando, coach Stevens mi ha già detto che pretenderà da me che possa allargare il campo” Sui futuri compagni Jaylen Brown e Jayson Tatum: “Hanno il potenziale per diventare due All-Star, hanno passione e talento, e voglia di lavorare duro“.
“Can’t play Kanter”, il labiale rubato durante i playoffs 2017 a Billy Donovan, head coach degli Oklahoma City Thunder, si è ritorto contro OKC al primo turno di playoffs della passata stagione. Il buzzer beater di Damian Lillard ed una serie granitica di Enes Kanter hanno accelerato il disfacimento dei Thunder, che durante la off-season hanno salutato Paul George e soprattutto il simbolo della squadra Russell Westbrook.
“Ho solo voluto dimostrare che le cose non stavano così” Enes Kanter torna a quella serie “Ho dimostrato al mondo che si, posso giocare (…) grazie alla leadership di Lillard e McCollum quella serie si è rivelata più facile per noi, ed è stato un momento importante per me. Avevo lasciato i Knicks e Portland si è rivelata la miglior scelta che potessi fare, sono diventato un giocatore ed una persona migliore grazie a persone come Dame (Lillard, ndr) e coach Terry Stotts“.
Enes Kanter with a heartfelt message to his #Blazers family ?#RipCity pic.twitter.com/FnvkJO9J4y
— Blazers Nation (@BlazersNationCP) July 28, 2019
Enes Kanter ha dedicato parte della sua notorietà da giocatore NBA per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione politica in Turchia. L’ex giocatore dei New York Knicks è da anni un oppositore del presidente Recep Tayyp Erdogan, ed il suo nome è finito due anni fa nella lista nera dei personaggi non graditi in patria dopo il repulisti del governo turco a seguito del fallito coup militare del luglio 2016.
Nei mesi scorsi Kanter ha denunciato le numerose interferenze e limitazioni cui il governo turco lo avrebbe sottoposto. Nel dicembre scorso il giocatore non poté viaggiare con i suoi Knicks a Londra per l’annuale NBA London Game contro gli Washington Wizards, a causa di problemi di visto internazionale (la Turchia ha revocato il passaporto di Kanter) e per timore di rappresaglie, e durante i playoffs 2019 Kanter aveva accusato i canali ufficiali NBA turchi di oscurare volontariamente le sue prestazioni e le partite dei suoi Trail Blazers.
“Io non sono un politico e non sono un giornalista, ho la mia popolarità da sportivo e uso i canali a disposizione” Enes Kanter parla del suo rapporto con la Turchia e con le autorità turche “Cerco di dare voce a chi non l’ha: io non contesto il mio paese, contesto il suo governo ed il regime vigente. La Turchia potrebbe essere il ponte tra l’occidente ed il medio oriente e l’Islam moderno, e invece è oggi un paese in cui non ci sono libertà di espressione e culto. Erdogan usa il suo potere per violare sistematicamente i diritti umani, ed io ho il dovere di parlare, la sento come una cosa molto importante per me“.
Hundreds of kids and parents came out today for @EnesKanter's free basketball clinic in #NY04!
Such an incredible experience.
I could not be more grateful to Island Garden for hosting us and to Enes for everything he does for kids across the country! Keep up the great work! pic.twitter.com/HmNB3c6om7
— Kathleen Rice (@RepKathleenRice) July 28, 2019
“Potrei infischiarmene” Prosegue Kanter “Giocare e contare i milioni che ho guadagnato giocando. Ma quello che faccio è più grande della pallacanestro e più grande di me, Quando io parlo, le mie parole hanno risonanza, diventano virali e tante persone possono venire a conoscenza di quello che accade (in Turchia, ndr). La mia famiglia vive ancora la, dove la gente finisce in carcere ogni giorno e ci sono 17mila persone, donne e persino bambini innocenti in galera (…) devo parlare di tutto ciò“.
In un’intervista concessa lo scorso giugno a ESPN, Kanter confessò che le autorità americane lo avevano inserito in un programma di protezione quale “obiettivo sensibile” di atti ostili. Il giocatore turco aveva inoltre denunciato nei giorni scorsi le pressioni dell’ambasciata turca per far cancellare un camp organizzato da Kanter al Centro Islamico di Long Island, New York. Le autorità turche hanno smentito qualsiasi interferenza, e l’ex Blazers ha finalmente potuto tenere come da programma il suo clinic.

“Dal consolato turco” Questa la versione di Kanter “Hanno chiamato il Centro e detto: ‘chiunque parteciperà al camp non potrà più fare ritorno in Turchia’, io mi trovavo a Washington per parlare con i senatori quando ricevetti la notizia della cancellazione. La seconda volta che una cosa del genere mi sia successa, la prima fu a Dallas (…) la deputata Kathleen Rice ha voluto ascoltare la mia storia e si è offerta di aiutarmi: abbiamo trovato una nuova sistemazione ed abbiamo fatto il nostro camp (domenica 28 luglio, ndr), a cui ha partecipato anche la Rice“.
Gli Stati Uniti mi hanno dato la possibilità di fare tutto questo, io sono a casa qui (Kanter potrà ottenere la cittadinanza USA dal 2021, ndr), ed io voglio sdebitarmi, con i servizi alla comunità e con iniziative come i camp, rivolte ai ragazzi di tutto il paese. I camp sono organizzati di tasca mia, offro magliette e pizza gratis a tutti e voglio solo vedere le persone e i ragazzi felici, sorridere (…) Avevo in programma almeno 40 camp diversi quest’estate, il clinic di New York è stato il 33esimo

