Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiQuando le statistiche non sono tutto
Draymond Green, un vero e proprio maestro della difesa

Al giorno d’oggi l’attenzione della maggior parte delle persone appassionate di basket tende ad andare molto spesso sulle statistiche, sulle quali si basa gran parte del giudizio di un giocatore. Questi vengono appunto valutati (sbagliando) sulle statistiche che mettono in piedi ogni notte; per cui secondo molte persone se un giocatore fa 20 punti è un all star e se invece ne fa 8 di media è ritenuto molto spesso un giocatore ininfluente nell’economia di una squadra.  Non c’è niente di più sbagliato in realtà, visto che ci sono giocatori che tendono a non mettere in piedi statistiche esaltanti, specialmente quelle principali (punti, rimbalzi e assist) ma che all’interno della squadra ricoprono un ruolo fondamentale, andando a svolgere tutte quelle piccole cose che non finiscono nel tabellino ma senza le quali la squadra avrebbe molte più difficoltà (aiuti difensivi, blocchi portati bene, giuste spaziature, tagli a canestro, difesa asfissiante).

Ovviamente chi porta tanti punti alla propria squadra ricopre un ruolo importante, visto che alla fine di tutto per vincere bisogna segnare canestri e prenderne pochi; ma i giocatori che fanno il cosiddetto lavoro sporco o che comunque eccellono in tutte quelle piccole cose elencate in precedenza ricoprono un ruolo di almeno pari importanza rispetto agli scorer. Di conseguenza nella valutazione di un giocatore vanno viste anche le piccole cose oltre alle statistiche che sono in grado di far segnare, visto che per alcuni giocatori le statistiche contano solamente in parte e non dicono tutto.  All’interno di ogni squadra infatti possiamo trovare giocatori di quantità piuttosto che di qualità, giocatori che si sacrificano per i compagni e che mettono prima il bene della squadra rispetto al bene proprio. Ora andiamo ad analizzare alcuni dei giocatori che non hanno bisogno di montare statistiche esaltanti per risultare importanti per le proprie squadre.

JIMMY BUTLER

Jimmy Butler è sicuramente un giocatore eccezionale e una delle migliori guardie della lega ed è anche in grado di mettere in piedi delle statistiche personali esaltanti, come ha dimostrato a Chicago lo scorso anno. La guardia dei Minnesota Timberwolves in questa stagione non sta avendo numeri altissimi, ma nonostante ciò possiamo comunque considerarlo un elemento chiave del roster di coach Tom Thibodeau, visto che Butler è in campo per ben 36 minuti in media, in cui mette comunque 16 punti per partita e che oltre a questo offre un contributo notevole nella metà campo difensiva.  
Si mette a disposizione della squadra accettando di avere un ruolo secondario in attacco, lasciando il ruolo di primi violini offensivi a Karl-Anthony Towns ed Andrew Wiggins. In difesa riesce anche a recuperare 2 palle di media a partita: senza dubbio una pedina fondamentale per i suoi TWolves

STEVEN ADAMS

Il centro degli Oklahoma City Thunder è uno dei migliori difensivamente nel suo ruolo e quindi non mette in piedi statistiche esorbitanti. Nonostante ciò possiamo definirlo come elemento di vitale importanza per i Thunder. In attacco i Thunder si basano soprattutto su Russell Westbrook, Paul George e Carmelo Anthony, ma nella metà campo difensiva Adams insieme a Andre Roberson è sicuramente l’uomo più importante. A conferma di ciò basta andare a vedere che i Thunder sono la terza miglior difesa della lega, con 97 punti concessi di media e questo è dovuto in gran parte grazie all’apporto dato da Steven Adams nella metà campo difensiva, con 1.4 palle rubate e 1.3 stoppate di media a partita. É un’ottimo protettore del ferro e un ottimo rimbalzista.

TRISTAN THOMPSON

Per Tristan Thompson vale lo stesso discorso di Steven Adams, ovvero è un eccellente difensore e rimbalzista. Con le sue capacità atletiche è in grado di stoppare gli avversari e permette alla squadra di eseguire cambi difensivi e di non andare troppo in difficoltà, grazie soprattutto ai piedi veloci del lungo dei Cavs. Oltre a poter contenere i piccoli avversari, è anche un buon difensore nel pitturato e non sempre è un giocatore che viene esaltato dalle statistiche. Infatti il canadese ha solamente 4.4 punti e 6.5 rimbalzi di media a partita, ma la sua importanza nell’economia della squadra di Tyronn Lue è infinita: tant’è vero che quest’anno con Thompson fuori dal quintetto (ed anche fuori dal campo per infortunio da qualche partita) i Cavs sono diventati la ventinovesima peggior difesa della lega.

DRAYMOND GREEN

Per Draymond Green è un discorso un po’ diverso, visto che comunque anche a livello di statistiche è sicuramente un buon giocatore; infatti l’ala dei Golden State Warriors viaggia a 10.4 punti, 7.6 rimbalzi e 6.6 assist di media, confermandosi un ottimo all around player. Ma l’importanza di questo giocatore va ben oltre queste statistiche: Green è sicuramente il miglior difensore della sua squadra, visto anche il calo dovuto all’età di Iguodala, ed è anche il leader emotivo. Con le sue giocate è in grado di cambiare una partita e di far infuocare la Oracle Arena e grazie alle sue grandi doti come passatore è anche il playmaker aggiunto della squadra di Steve Kerr. Sicuramente l’ago della bilancia dei Warriors.

AVERY BRADLEY

Avery Bradley è noto come un eccellente difensore e un buon tiratore da 3 punti, ma spesso viene sottovalutata la sua importanza nella propria squadra: è un giocatore in grado di dare un ottimo contributo sia in attacco e sia in difesa, si sacrifica per la squadra ed è sicuramente il miglior difensore dei Detroit PistonsInoltre quest’anno Bradley sta avendo anche ottime medie: infatti viaggia a ben 17.3 punti a gara.

 

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