Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiNé leggende né gregari: cinque campioni non inseriti nella Hall of Fame

Né leggende né gregari: cinque campioni non inseriti nella Hall of Fame

di Michele Fratto

In carriera hanno vinto tanto e non per caso. Adesso sono in attesa della chiamata. Ecco cinque campioni non inseriti nella Hall of Fame.

Né immortali né gregari, né panchinari né superstar. Questi giocatori hanno chiuso la carriera in una sorta di limbo sportivo, autentiche incarnazioni romantiche di quell’heart of a champion reso celebre da Rudolf Tomjanovich.

Russell, Jordan, Bryant: sono questi i nomi conosciuti dai più. Eppure anche loro, nella loro infinita grandezza, sono sempre stati aiutati da scudieri pronti a tutto pur di alzare l’ambito e sudato Larry O’Brien Trophy, in una lega dove già conquistarne uno è impresa più che ardua (chiedere a Stockton, Malone, Nash o Barkley).

 

 1) ROBERT HORRY (16 stagioni, 7 titoli)

Big Shot Rob, Mr. Clutch se ce n’è uno. Horry viene scelto con l’undicesima chiamata assoluta nel draft 1992 dagli Houston Rockets. In Texas, insieme a The Dream Hakeem Holajuwon, porta in trionfo la franchigia in un back to back title storico (1994-1995). Nel 1996 viene scambiato ai Suns per Charles Barkley ma in Arizona gioca pochissimo. A metà stagione Horry cambia di nuovo squadra e si accasa ai Lakers. Con Kobe e Shaq fa ancora meglio, conquistando un three-peat (2000-2001-2002) nella nuova veste di sesto uomo, 3&D perfetto per Phil Jackson. Non appagato dalle vittorie, Big Shot entra far parte degli Spurs nel 2003. La saga continua. Arrivano altri due titoli, nel 2005 e nel 2007. E’ l’unico, insieme a Jonh Salley, ad aver vinto il titolo con tre franchigie differenti. Polemiche a parte (“Holajuwon era 20 volte più forte di Duncan” ha suscitato un bel po’ di clamore), Horry rappresenta il capostipite dei campioni non inseriti nella Hall of Fame.

 

2) JIM LOSCUTOFF (9 stagioni, 7 titoli)

campioni non inseriti nella Hall of Fame

Jim Loscutoff

Tra Russell, Havliceck e K.C. Jones c’era anche lui. James Loscutoff Jr., per tutti Jim, ala terza scelta assoluta dei Celtics nel draft 1955. Per nove anni il ragazzo, in uscita dall’Università di Oregon, è stato una pedina fondamentale nella costruzione di una squadra divenuta leggenda, conquistando ben sette titoli NBA ( contando dal 1957 al 1964). Coach Ron Auerbach lo scelse per aumentare fisico e difesa in una squadra ancora troppo sbilanciata nella propria metà campo. I risultati non tardarono ad arrivare. A fine carriera, i Celtics chiesero a Jungle Jim di ritirare la suo numero 18. Loscy, altro soprannome di Loscutoff, rifiutò, per permettere ad altri di indossarla. L’arcigno difensore, però, ha un banner con scritto Loscy sul soffitto del TD Garden, accanto alle altre leggende biancoverdi. Si è spento a Napoli nel 2015.


3) MICHAEL COOPER (12 stagioni, 5 titoli)

“Cooper? Il miglior difensore che abbia mai incontrato in carriera”. Parole di Larry Bird, The Legend. Michael Jerome Cooper viene scelto dai Lakers con la numero sessanta (all’epoca terzo giro) nel draft 1978. Grazie alle sue eccellenti doti da difensore, Cooper diviene parte integrante dello showtime, infilandosi cinque anelli in dodici anni (1980, 1982, 1985, 1987, 1988). Difensore dell’anno nel 1987, dopo una breve parentesi nella Virtus Roma intraprende la carriera da allenatore, vincendo il titolo femminile Wnba nel 2001 e 2002 e il premio di coach dell’anno nel 2000. Fenomeno dentro e fuori dal campo, ancora tra i campioni non inseriti nella Hall of Fame 

 

4) DEREK FISHER (18 stagioni, 5 titoli)

Derek Fisher

Uno dei leader silenti più influenti di sempre. Questo è stato Derek Fisher. L’inizio della ricostruzione Lakers dopo lo showtime inizia nel draft 1996: con la numero tredici gli allora Charlotte Hornets scelgono Kobe Bryant, girato subito ai Lakers in cambio di Vlade Divac. Alla ventiquattro i gialloviola pescano Derek Fisher, point guard in uscita da Arkansas. Il backcourt è pronto. Fisher sarà presente sia nel three peat di inizio millennio che nel back to back post Shaq (2009-2010)

 

5) RON HARPER(15 stagioni, 5 titoli)

“Non nascerà mai più uno come Michael Jordan, meglio di LeBron e di Kobe. I miei Bulls avrebbero battuto gli Warriors 4-0”. Questa dichiarazione, ornata dal bagno di folla riservatogli nella fan zone Nba di Milano a settembre, basta per descrivere la caratura del campione. Ronald Ron’ Harper in quindici anni di professionismo (1986-2001) ha messo le mani su cinque titoli: tre con i Bulls del secondo Jordan, due con i Lakers di Kobe-Shaq. Non un cattivo bottino per una point guard, scelta numero otto dei Cavaliers, che negli anni per esigenze di squadra è passato da primo violino a specialista difensivo. Un cambiamento che altri pari livello non sono mai riusciti a compiere e che lo relega di diritto tra i campioni non inseriti nella Hall of Fame.

 

 

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