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La legge del contrappasso: Jazz-Thunder, in & out

di Enrico Paterniti
Jazz-Thunder

“Soffrire il contrario” è la traduzione letterale dal latino contra patior (contrappasso). Lo utilizza Seneca nell’Apokolokyntosisne parla Dante nella Divina Commedia. Secondo tale legge, chi ha commesso un particolare reato dovrà scontare una pena analoga o contraria ad essa. E’ la legge che ha contraddistinto la sfida Jazz-Thunder in questi quarti di finale dei playoffs della Western Conference. Una OKC priva di identità e piena di dubbi è stata stesa dalla tenacia e dall’uniformità di gruppo degli Utah Jazz. Squadra batte singoli, difesa sbaraglia attacco, testa e cuore polverizzano rabbia e paura, i Jazz bastonano i Thunder 4-2.

Come da attese la serie è stata estremamente coinvolgente, il quantitativo di giocatori stellari presenti sul parquet ha rappresentato il motivo principale del divertimento. Le giocate decisive che hanno permesso alla squadra del Gran Lago Salato di trionfare, sono state realizzate dal rookie di cui ormai rimane ben poco da raccontare, Donovan Mitchell.

Risultati immagini per donovan mitchell vs okc

Il giovane Mitchell discute con le 3 stelle di OKC.

Ogni partita è stata fortemente equilibrata. Gli uomini di Quin Snyder hanno utilizzato il giro palla come loro arma principale per scardinare il gioco povero di idee di OKC. La seconda miglior difesa della lega ha tenuto a bada i campioni in maglia blu, forzando la maggior parte delle loro conclusioni. In tal senso, solo Paul George (24.7 punti nella serie) e Russel Westbrook (29.3 punti, 12 rimbalzi e 7.5 ast) sono riusciti a tenere a galla la barca dei Thunder. Tramite prestazioni da leader nei momenti difficili, i due hanno colmato le lacune della squadra di coach Billy Donovan che, scarna di giochi d’attacco realmente funzionali, era nell’immaginario di molti destinata a soccombere bruscamente.

Utah ha imposto il proprio ritmo grazie a degli interpreti da sogno in un contesto strategicamente perfetto. Ogni giocatore è stato fondamentale nei due lati del campo nell’arco della serie. Ricky Rubio sta percorrendo il periodo di forma migliore della sua carriera, numeri e giocate dello spagnolo lo confermano. Derrick Favors e Rudy Gobert si sono palesati il problema numero uno per Melo, Westbrook e Adams. I due, assieme, hanno raccolto 19 rimbalzi a partita in media, hanno ostacolato molte delle conclusioni dei 3 giocatori di OKC sopracitati e, con il loro movimento continuo nella metà campo offensiva, sono risultati fondamentali per gli extra pass delle guardie penetratrici. Crowder ha difeso egregiamente su Paul George, facendo il possibile per contenerlo; Ingles ha realizzato tiri fuori dall’arco dei 3 punti in momenti focali dei match: anche lui si è messo in luce come uno dei leader di Utah.

 

Due erano le possibili sorprese. Esse avrebbero dovuto indirizzare la serie da una parte o dall’altra. Carmelo Anthony da una parte, Donovan Mitchell dall’altra. Il risveglio del primo avrebbe consentito agli OKC di percorrere la scia dell’entusiasmo per il trionfo; la sagacia e la maturità del secondo avrebbero permesso a Utah di scoprire un vero e proprio leader a cui affidare il pallone nei momenti cruciali dei match. E’ stato il rookie ad averla vinta che con 28.5 punti di media ha messo a segno canestri da all star, regalato prestazioni atletiche sovrumane, portato i mormoni di Salt Lake City in semifinale di Conference, in Texas, a Houston, dove incontreranno la prima della classe.

Quin Snyder interrompe l’intervista di Donovan Mitchell nel post partita di gara 6 di Jazz-Thunder (38 pts) con un abbraccio speciale

I Thunder hanno messo fine ad una stagione deludente con prestazioni da dimenticare. Per gli amanti della pallacanestro è stata una terribile eliminazione quella di OKC: vedere dei campioni giocare da solisti, svogliati e senza reciproco coinvolgimento è sinonimo di spreco di talento. Dall’altra parte, l’head coach dei Jazz ha deliziato gli spettatori accorsi al Vivint Smart Arena con lo sfoggio di schemi da manuale di pallacanestro. Sarà un piacere continuare a vedere questi Utah Jazz, per il bel basket, per i dogmi della pallacanestro, per uno sport che legifera con dei principi di giustizia esemplari, quali spirito di gruppo, crescita di giovani e perché no, anche con la legge del contrappasso.

 

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