Manuale Phoenix Suns 2018/2019: aspettando il sole | Nba Passion
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Manuale Phoenix Suns 2018/2019: aspettando il sole

Phoenix Suns 2018/2019

Manuale Phoenix Suns 2018/2019: aspettando il sole

I Phoenix Suns sono una delle squadre per cui vale la pena impegnare lo slot del league pass! Una franchigia che ha cambiato tantissimo in estate e che è pronta a tornare quantomeno a un livello decente, con 3-4 elementi da seguire con estrema attenzione. La curiosità di vedere l’impatto con la lega della prima scelta assoluta del draft 2018, il primo allenatore NBA nativo europeo, Igor Kokoskov, questo e molto altro all’interno di una squadra in divenire e in grado di mostrare contemporaneamente entrambe le facce della medaglia. Ecco a voi il manuale Phoenix Suns 2018/2019.

MANUALE PHOENIX SUNS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 21-61
  • Piazzamento: seed #15 Western Conference
  • Punti segnati di media a partita: 103.9
  • Punti subiti di media a partita: 113.3
  • Offensive rating: 103.5
  • Defensive rating: 112.8
  • Team leaders: Devin Booker (24.9 PTS), Tyson Chandler (9.1 REB), Elfrid Payton (6.2 AST)

L’anno scorso a Phoenix c’è stato uno scossone dopo le prime tre partite, tutte e tre perse, e coach Earl Watson è stato sollevato dall’incarico per far spazio a Jay Triano. Triano ha vestito i panni del più classico dei “traghettatori” in un altro anno in cui il risultato sportivo interessava il giusto, i Suns sono stati la peggior squadra della NBA e hanno avuto davvero poche note lievi. I motivi per cui sorridere l’anno scorso sono stati sostanzialmente tre: 1) la vittoria della lottery; 2) la continua crescita di Devin Booker; 3) la piacevole scoperta di T.J. Warren. La quarta scelta assoluta del 2017 di Phoenix, Josh Jackson, ha vissuto una stagione altalenante con un crescendo nel finale. L’ex Jayhawks ha impattato duramente il cosiddetto ‘rookie wall’, il suo impatto offensivo è stato limitato più di quel che si pensava e i meccanismi della lega li ha iniziati a masticare soltanto sul finire della stagione; la stagione 2018/2019 può/deve essere un’altra cosa per lui.

Nel roster dei “Soli” solamente 8 giocatori hanno giocato più di 50 partite e 5 più di 70, questo sta ad indicare il ricambio enorme che c’è stato nel corso dell’anno, in tanti hanno avuto le loro occasioni per guadagnarsi un postoin the league. Un’annata votata al tanking consapevoli di dover ripartire quasi da zero l’anno successivo, con in panchina un allenatore messo lì tanto perché uno va messo per forza e l’obiettivo è stato paradossalmente raggiunto: ne è la prova Ayton. Il 2017/2018 dei Suns è da considerare come uno step per la ricostruzione e negli anni prossimi andrà analizzato di pari passo a ciò che è successo prima e dopo.

 

MANUALE PHOENIX SUNS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

Arrivi: Trevor Ariza (HOU), Deandre Ayton (R), Mikal Bridges (R, tramite trade-draft), Ryan Anderson (HOU) De’Anthony Melton (R), Darrell Arthur (DEN), Isaiah Canaan, Richaun Holmes (PHI), George King (R), Élie Okobo (R).

Partenze:  Marquese Chriss (HOU), Jared Dudley (BKN), Danuel House (GSW), Brandon Knight (HOU), Alex Len (ATL), Elfrid Payton (NOP), Alec Peters, Tyler Ulis (GSW), Alan Williams (BKN).

L’arrivo più importante, secondo forse solo a quello di Ayton, è quello del nuovo head Coach Kokoskov già ribattezzato “Koko”; l’allenatore campione agli europei di basket con la Slovenia ha un compito arduo, portare mentalità vincente alla squadra più perdente dell’intera lega. Luka Doncic sembrava destinato ad accasarsi in Arizona con l’allenatore col quale ha vinto in nazionale e invece la scelta è stata quella di riempire lo slot di Big Man che tanto serviva. Il nuovo lungo dei Suns con Booker formerà un asse dal potenziale enorme, i suoi limiti difensivi non saranno facili da coprire per i compagni e lui dovrà dimostrarsi pronto da subito specialmente nella produzione offensiva. Ariza e Anderson sono arrivati per aprire il campo con le loro doti da tiratori, le difese avversarie non possono lasciarli liberi sul perimetro e quindi si aprirà spazio per gli isolamenti o i P&R Booker-Ayton. Un altro innesto prezioso è quello di Mikal Bridges, preso con una trade con i 76ers cedendo Zhaire Smith e l’ambita prima scelta 2021 dei Miami Heat. Mikal è un 3&D NBA Ready di 201 cm e wingspan di 215 cm la sua acquisizione è da vedere nell’ottica del non voler rischiare con entrambi i rookies, infatti Bridges teoricamente potrebbe anche fare una stagione migliore di Ayton nonostante un potenziale notevolmente diverso. Canaan e Okobo si aggiungono alla coda per diventare il playmaker titolare, ma non c’è nel roster un giocatore in grado di occupare quella posizione con sostanza e tanti sono i playmaker in roster che andrebbero bene come terza o al massimo seconda scelta.

Nessuna partenza illustre da segnalare sono partiti giocatori di passaggio o utili per trade (come Chriss e Knight), l’unica nota è amara è per Alex Len. Quinta scelta assoluta del 2013, non più in alto ancora solo a causa di un infortunio grave alla caviglia sinistra, i Suns decisero di scommettere sulle sue condizioni abbaglianti da ciò che aveva fatto in Maryland, ma lui un po’ per i problemi fisici (anche se 335 presenza in 5 stagioni non è male affatto), un po’ per altri motivi, non è mai riuscito a rispettare le aspettative. Non firmare e veder partire un ragazzo scelto e cresciuto per 5 anni non deve esser facile.

MANUALE PHOENIX SUNS 2018/2019: L’ANALISI

Il trio della speranza per Phoenix.

Phoenix ha finalmente terminato l’epoca del tanking e può aprire un ciclo nuovo, dinamico e intrigante. Avere 4 giovani come Booker, Ayton, Jackson e Bridges è sulla carta un quartetto che in pochi possono vantare, in più c’è un coach capace di far giocare bene le proprie squadre e di far rendere al meglio le sue stelle. La posizione di playmaker è scoperta e una trade è probabile perché giocatori del calibro di: Dragic, Teague, Teodosic e Beverley sono opzioni tangibili e allettanti. Ariza, Warren e Jackson possono formare un bel trio roccioso in difesa per nascondere le lacune di Booker e Ayton, DeAndre che però in quanto a protezione del ferro può davvero diventare un bel giocatore, i problemi veri arrivano quando deve leggere situazioni di gioco tipo cambi e tagli e il suo atletismo non basterà per resistere se isolato, deve imparare a muovere meglio i piedi. Devin è il fulcro della squadra, però verosimilmente sarà ancor più decisivo quando giocherà con un altro ball handler accanto in grado di sgravarne i compiti di playmaking e amplificare la sua pericolosità off the ball, cosa che Kokoskov ha fatto molto bene con Dragic-Doncic. Il quintetto titolare per Koko, al momento, dovrebbe essere: Okobo-Booker- Ariza-TJ Warren- Ayton, ma non sono da escludere cambiamenti tipo la presenza di Canaan al posto di Okobo e altre che potrebbero decidersi in corso d’opera.

La panchina non è più un tallone d’Achille così marchiato, le aggiunte estive hanno dato più profondità al roster specialmente in fase offensiva. Difensivamente i Suns sono tutti da vedere e da registrare, non sarà facile vincere molte partite sui 120 punti per intenderci, se vorranno crescere mentalmente c’è bisogno di un cambiamento radicale in fase di non possesso.

CONCLUSIONE

Phoenix è sicuramente una squadra molto intrigante con giocatori da seguire e tanto talento a disposizione, sulla carta però non sembrano pronti per raggiungere i playoff e un anno di limbo tra le prime otto e le franchigie in tanking mode è la cosa più prevedibile, una stagione intorno alle 32 vittorie per proseguire in un percorso di crescita. Devin Booker ha dichiarato di essersi stufato di non giocare i playoff, ma la sensazione è che almeno per un altro anno dovrà mandar giù il boccone amaro.

 

Giacomo Manini
giacomomanini96@gmail.com

Nato a Roma nel 1996. Alunno di "Letteratura, musica e spettacolo" alla Sapienza, appassionato di sport.

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