Playoffs senza passare dal via, ai tempi del Covid

Scenario bomba a dir poco ai tempi del Covid, ma sostanzialmente difficile da realizzare. Contratti in scadenza, arene già occupate da eventi, impegni vari, vacanze prenotate. Sbattiamocene per un secondo le palle e ipotizziamo che questo scenario sia praticabile.
Già che ci siamo, facciamo anche la sboronata di ipotizzare che tanti infortunati riescano a rientrare per l’avvio delle danze. KD (risultato positivo al coronavirus), Kyrie, Simmons, PG, Kawai, Lillard (ah no non fa i playoffs).

Tutti sani e al 100%, freschi, riposati. Tutti pronti a dare un senso a questa stagione dopo due mesi di astinenza potente dal campo. In poche parole benvenuti nei migliori playoffs della storia NBA. Scenario che sicuramente stuzzica e non poco Silver e la schiera di contratti televisivi che ha in mano. Soprattutto pensando ad una Brooklyn ai tempi del Covid improvvisamente da titolo in un Est senza padroni dopo l’abbandono del suo legittimo Re. Tutto bello, bellissimo ma troppo bello e troppo bellissimo per essere vero. Scenario difficile da realizzare soprattutto perché bisognerebbe approcciare i playoffs con l’ordine di arrivo attuale, facendo quindi un torto a squadre che come New Orleans e Lazio (si scherza ahah) sono piena fase di avvicinamento al piazzamento che conta.

Onestamente a noi tifosi cambia poco. Con il lock out abbiamo fatto a meno dell’NBA per ben più tempo e nessuno se ne ricorda più. Cambia invece a LeBron che, ai tempi del Covid, alla soglia dei 36 anni, con una stagione da MVP si vede smaterializzare la concreta possibilità di arricchire la propria legacy con l’anello in giallo-viola in onore di Kobe. Cambia per i Clippers che, no qui non cambia nulla. Ogni volta che si sono ritrovati competitivi qualcosa è successo.

