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I Philadelphia 76ers, una delle squadre rivelazioni del 2018

di Kevin Martorano

I Philadelphia 76ers sono senza dubbio una delle squadre più interessanti della lega. Il team è passato dall’essere uno dei peggiori dell’intera NBA con record sempre negativi per ottenere le scelte alte al draft, ad essere attualmente una delle migliori squadre della Eastern Conference, imprevedibile e soprattutto futuribile. La panchina non è affatto male: sono stati aggiunti veterani come Amir Johnson, Marco Belinelli, ed altri in quintetto come JJ Redick stanno portando la squadra ad elevare il proprio livello e considerando che anche Markelle Fultz è ancora da vedere in NBA, i limiti di questa squadra sembrano essere infiniti.

Brett Brown-coach-Marco Belinelli-philadelphia 76ers

Brett Brown.

La squadra di Coach Brett Brown si trova ad occupare la sesta posizione nella rispettiva conference, con un record di 36 partite vinte e 30 partite perse ed un distacco di 6.5 partite dai Detroit Pistons, ovvero la nona squadra ad est e quindi prima tra le escluse dai playoff. A questo record dobbiamo aggiungere anche l’assenza per gran parte della stagione di Markelle Fultz (prima scelta assoluta nel draft 2017, quindi uno dei più ricchi di talento da anni a questa parte) e i continui problemi fisici che fino a pochi mesi fa hanno perseguitato la stella Joel Embiid. I 76ers, a meno di clamorosi colpi di scena da qui a fine regular season, parteciperanno dunque ai playoff NBA; traguardo questo che in pochi si sarebbero aspettati ad inizio anno, vista la scarsa attitudine della franchigia della Pennsylvania ed anche per via dell’età media molto bassa del roster dei 76ers (25 anni contando anche Marco Belinelli ed Ersan Ilyasova che sono arrivati da poche partite a Philadelphia). Proprio gli ultimi arrivati in casa 76ers si stanno rivelando degli elementi veramente importanti nel sistema di coach Brett Brown, visto che uscendo dalla panchina possono portare sicuramente esperienza e capacità di leggere ed interpretare nel modo giusto una partita, oltre ad avere entrambi tanti punti nelle mani; inoltre Brown non ha mai nascosto la stima che nutre nei confronti dell’italiano, ed ha inoltre giocato un ruolo chiave nella trattativa che ha portato la guardia bolognese a Philadelphia.

I 76ers sono una squadra piena di entusiasmo, cosa che portano senz’altro all’interno del parquet e nel loro modo di giocare, facendo muovere tanto il pallone e questo aspetto lo si può riscontrare guardando la classifica di assist distribuiti a partita. I 76ers sono in terza posizione con 25.9 assist di media a partita, dietro solamente ai Golden State Warriors (30.1) e ai New Orleans Pelicans (26.7). D’altro canto però sono anche la squadra che perde più palloni a partita, con 17.1 di media, ed anche una delle peggiori squadre per punti segnati in contropiede (diciannovesimi con 10.3 punti di media). Questo ultimo dato, unito a quello riguardante le palle perse, testimonia il dover maturare ancora molto mentalmente e il dover diventare più concreti, visto che i Philadelphia 76ers hanno un’efficienza offensiva in contropiede pari a 1.2 punti (ciò è anche comprensibile visto che le due stelle di questa squadra sono Embiid e Simmons, ovvero giocatori aventi rispettivamente 23 e 21 anni). Inoltre i 76ers sono una delle squadre che segnano di più nella NBA, con 107.8 di media e quindi alla decima posizione in questa classifica, mentre sono la quattordicesima miglior difesa della lega con 105.6 punti di media concessi a partita. La loro distribuzione di tiri è di 29 triple prese di media a partita (segnate con il 36.5%) e di 56 tiri da due punti di media (segnati con il 52%). Un dato importante per i 76ers sono senza dubbio i rimbalzi, visto che ne prendono 54.7 di media a partita (seconda squadra della lega in questa classifica, dietro solamente ai Los Angeles Lakers con 55), di cui 10.8 sono rimbalzi offensivi (quarti nella lega); questo permette alla squadra di coach Brett Brown di avere molti secondi possessi a disposizione, un fattore molto importante all’interno di una partita, anche se ne concedono altrettanti agli avversari.

 

I 76ers fanno girare la palla in modo da trovare la soluzione giusta per andare a canestro.

 

Ora andiamo ad analizzare i due giocatori più importanti dei Philadelphia Philadelphia 76ers:

  • Joel Embiid: il centro dei Philadelphia 76ers è sicuramente il giocatore di maggior talento della squadra, visto che è il miglior realizzatore e il miglior rimbalzista della squadra di Brown. Embiid viaggia infatti a 23.5 punti e 11 rimbalzi di media a partita, conditi anche da 3.2 assist, 1.8 stoppate e 0.7 palle rubate di media; inoltre è un giocatore in grado di segnare in tantissimi modi diversi, a partire dal post basso fino ad arrivare al tiro da tre punti (30.3%), ma è anche un giocatore in grado di battere dal palleggio i propri avversari e chiudere al ferro grazie ad un atletismo ed una potenza fisica fuori dalla norma. Ad appena 23 anni è già uno dei migliori giocatori della lega ed ha ancora ampi margini di miglioramento, le prospettive future per i 76ers sono veramente rosee fino a quando The Process sarà con loro.

 

  • Ben Simmons: Il numero 25 dei Philadelphia 76ers è un giocatore veramente atipico, visto che ha un fisico da ala grande (2.08 metri per 104 chilogrammi) ma gioca di fatto come il costruttore di gioco della squadra vista la sua grande abilità di passare la palla ed il suo ball handling da vero playmaker. Ben Simmons è il candidato principale al premio di rookie of the year, visto che viaggia con 16.2 punti, 7.7 rimbalzi e 7.6 assist di media a partita (sarebbe il primo rookie a chiudere la stagione con almeno 15 punti, 7 rimbalzi e 7 assist dai tempi di Magic Johnson), uniti anche a 1.7 palle rubate di media e 0.9 stoppate a partita. Tira da due punti con il 53.6% e la sua unica pecca è quella di non avere un range di tiro ampio, fondamentale che dovrà sicuramente costruire nel corso delle prossime stagioni. Ha un offensive rating di 108 punti su 100 possessi e ne concede solamente 103 su 100 possessi; LeBron James lo ha pubblicamente elogiato e designato come suo erede, mentre alcune voci di mercato parlano riguardante la prossima free agency dicono di un serio interessamento dei 76ers nell’ingaggiare King James e lui ha già mandato i primi segnali

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