Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiSpider mentality: l’ascesa di Donovan Mitchell

Spider mentality: l’ascesa di Donovan Mitchell

di Enrico Paterniti

Il premio di Rookie of the year sarà assegnato, con una buona probabilità, al talento dei 76ers, Ben Simmons. Ma Donovan Mitchell, matricola degli Utah Jazz, sta catturando buone impressioni da molteplici addetti ai lavori. Chi è costui? Cosa ha fatto fino ad adesso? A cosa è dovuta la sua improvvisa esplosione? Continuerà a stupire la lega?

Nato ad Elmsford, un piccolo villaggio nella città di Greenburgh nello stato di New York, il giovane classe 1996 sembra, sin dalla sua infanzia, essere un prototipo sportivo. Per frequentare l’High School si sposterà, infatti, in Connecticut dove crescerà praticando il baseball, sport nel quale il padre aveva fatto carriera nelle Minors. Dopo un brutto infortunio che gli impedirà di giocare per un’estate intera, decide di trascorrere gli ultimi due anni alla Brewster Academy a Wolfeboro (New Hampshire), scuola riconosciuta nella East Cost per la densità di programmi sportivi offerti. L’allora quindicenne, non poteva scegliere posto migliore per far notare le sue capacità atletiche, in particolare nel basket. Grazie agli insegnamenti di coach Jason Smith, Mitchell entrerà nella Top 100 dei più interessanti prospetti liceali americani.

Tra le università che si sono proposte per accogliere lo scorer newyorkese, Louisville è quella preferita per Donovan. Poteva scegliere North Carolina, quella del suo idolo Michael Jordan, ma non è stato così. La sua decisione è stata stimolata, infatti, dal padre (direttore del settore di reclutamento proprio a UNLV). Con la maglia numero 45 (il numero che vestiva MJ nel periodo in cui ha giocato nel campionato delle Minors di baseball), nella stagione da freshman, collezionerà 7.4 punti, 1.7 assist e 3.4 rimbalzi: numeri discreti che non permettono, tuttavia, attualmente, una buona chiamata al draft.

Sotto i consigli e le cure nei particolari che gli dedica l’head coach dei Cardinals, Rick Pitino, le prestazioni offensive e difensive del nativo di Elmsford si incrementano esponenzialmente. L’ex coach di Lousiville rivelerà, più avanti, ciò che ha detto a Mitchell prima della sua stagione da sophomore: “Guarda Donovan, tu sei un atleta mostruoso. Ma se prendi veramente sul serio questo gioco, devi cominciare a prenderti tiri con più parabola e lavorarci molto, solo così potrai entrare nella lega.” Proprio nella stagione 2016/2017 aggiusta la mira nei tiri da 3 punti ( dal 25% al 36%) e migliora in concretezza e affidabilità: 15.6 punti, 5 rimbalzi e 2.7 assist sono le sue percentuali nella stagione della consacrazione. Le giocate spettacolari verranno coniugate ad un’intelligenza cestistica che lo rende simile, per alcune caratteristiche, a Dwayne Wade.

 

Grazie al gioco sempre più aggressivo e alla difesa sempre più intensa (2.1 recuperi a partita e 0.5 stoppate a partita), Spider (soprannome affibbiatogli per la sua apertura alare oltre alla sua capacità di essere devastante nella metà campo difensiva) viene inserito nel miglior team della Atlantic Coast Conference. E’ Chris Paul a spingere la shooting guard di Louisville a rendersi eleggibile alla selezione di talenti nel mondo del basket professionistico. E’ Rick Pitino, invece, a sponsorizzarlo ai team NBA, affermando: “Nei miei 40 anni di carriera da allenatore, non ho mai visto un ragazzo migliorare così tanto nel tiro. Adesso ha una parabola perfetta. L’ha migliorata più di qualsiasi altro giocatore da me allenato, eccetto Billy Donovan (l’attuale coach degli OKC)”.

Così Spider viene draftato dai Denver Nuggets alla tredicesima chiamata, per poi essere scambiato, successivamente, con la ventiquattresima (Tyler Lydon) e Trey Lyles, approdando a Salt Lake CityGli Utah Jazz avevano estremamente bisogno, all’inizio della stagione, di uno scorer che potesse alleviare la mancanza di Gordon Hayward. La scommessa Donovan Mitchell non sembrava discostarsi troppo dalle esigenze dell’head coach dei Jazz, Quin Snyder. Infatti, nelle prime apparizioni nella lega estiva dell’NBA in cui le matricole devono mettersi in mostra, l’ex Louisville totalizza 15 punti, 2.3 rimbalzi e 4 assist a partita. Atletismo, esplosività e canestri nel traffico sono il marchio di fabbrica del talento ventunenne.

Donovan Mitchell ha una grande fluidità nel penetrare in area e attaccare il ferro.

Donovan Mitchell ha una grande fluidità nel penetrare in area e attaccare il ferro.

Ma ciò che impressiona vari osservatori è il mantenimento della freddezza offensiva senza mai tralasciare il suo punto forte: la difesa. L’uomo ragno colleziona, difatti, nella preseason 1.9 recuperi e 0.9 stoppate di media per ogni match affrontato. La sua completezza in entrambi i lati del campo è dovuta dalla mentalità con cui scende in campo. “Penso solamente a contribuire difensivamente. Voglio cominciare dalla difesa. E’ da quella che viene costruito tutto il resto”- sono le parole di Donovan Mitchell, rilasciate al Media Rookie Day, che poi ha puntualizzato: “Se recupero un pallone, penso a stabilizzarmi, sistemarmi e farne uscire qualcosa di buono”.

Recupero, penetrazione, scarico.

Se ci fermassimo alle sole medie di punti, assist, rimbalzi e percentuali dal campo di Donovan Mitchell, in queste prime quattro settimane, otterremo un discreto inizio per una tredicesima scelta (14.9 punti, 2.4 assist e 2.6 rimbalzi con il 38.8% dal campo). Ma analizzando le ultime uscite dell’ex guardia di Louisville ci troveremo di fronte ad un possibile outsider. Spider ha messo a segno 17.8 punti con il 40,4% dal campo negli ultimi 5 match, soddisfacendo appieno le pretese dell’ex viceallenatore degli Atlanta Hawks, a seguito dell’assenza per infortunio della point guard titolare Dante Exum.

Ha asfaltato i Lakers di Lonzo (22 punti conditi da 3 recuperi) e annichilito i Nets di Russel (26 punti con il 56% di precisione). Ha dimostrato di avere carattere contro avversari ostici come i Timberwolves (24 punti, 4 assist e 4 recuperi), nonostante l’asfissiante difesa di Jimmy Butler. Proprio quest’ultimo ha speso parole di apprezzamento verso la matricola del Gran Lago Salato. “Il ragazzo sa giocare” – ha detto Butler ai microfoni di 1280 radio sport – “Sa tirare, è atletico, difende. Gioca con un senso di superiorità, sono veramente un suo fan”. Ha avuto la meglio, persino, nella sfida vs Damian Lillard, in cui ha fatto notare le sue doti atletiche e la freddezza nei momenti cruciali del match:

 

Ciò che sorprende ancor più in quel di Utah è la responsabilità che questo ragazzo si assume ogni partita. Cresce e migliora match dopo match, non ha paura di prendersi grosse responsabilità offensive e difensive nonostante la presenza in campo di certezze quali Hood, Gobert, Favors e Rubio. Questo suo eccezionale pregio è, facilmente, riscontrabile nella percentuale di possessi giocati quando il talento newyorkese si trova in campo (USG%): 29.3%, la più alta di ogni altro rookie (Fox 25.3 e Simmons 25.2). E’ riuscito ad apportare le sue peculiarità difensive a servizio del team. Ha contribuito a far diventare Utah la sesta miglior difesa della lega grazie al suo defensive rating attestato attorno a 101 punti a partita. Gli sforzi offensivi non hanno per niente pesato nel suo stile di gioco. Grazie a Sefolosha continuerà a migliorare nella marcatura sull’1 vs 1 e, con la sua forza esplosiva, trasforma gli 1.4 recuperi a partita in transizioni offensive letali.

Cosa manca a Donovan Mitchell per lasciare il segno? Può essere molto più completo. Il suo atletismo dovrebbe essere sfruttato per catturare più rimbalzi (2.6 a partita sono pochini); la visione di gioco è ancora molto ridotta (2.4 assist a partita), anche se in alcuni sprazzi di partita dimostra che questa caratteristica può facilmente rientrare nel suo background cestistico. E’ ancora giovane e avrà tempo per migliorare in questi aspetti, con l’ausilio di Gobert e Favors nel primo punto e  tramite Ricky Rubio nella visione e nei passaggi. “Doctrina est ingenii naturale quoddam pabulum” (“imparare è un tipo di cibo naturale per la mente“)  – diceva Cicerone. E se Rick Pitino non ha mai visto alcun giocatore migliorare così tanto nel giro di una sola annata, per il ragazzo con un’apertura alare da 2 metri e 8 centimetri prendere alla lettera la frase dell’oratore romano non sarà molto difficile.

 

 

 

 

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