
Marco Belinelli , welcome dagli Charlotte Hornets
Ormai giunto alla 10° stagione NBA, Marco Belinelli si considera (giustamente) un veterano della lega più famosa del mondo. Dopo aver girato ben 6 squadre in 9 anni – Golden State, Toronto, New Orleans, Chicago, San Antonio, Sacramento – ha deciso di mettersi ancora una volta in gioco approdando agli Charlotte Hornets, la squadra che ha per proprietario un certo Michael AIR Jordan.
Ogni volta che entri in palestra sai che lui [MJ, ndr] comunque ti sta guardando, che saprà come ti stai allenando

Michael Jordan e Adam Silver presentano il “nuovo” nome di Charlotte
Ma in che contesto arriva il nostro azzurro? Jordan, spesso accusato di non essere all’altezza nel ruolo di proprietario di una franchigia, l’anno scorso è riuscito a costruire una squadra in grado di raggiungere i PO e di avere una propria identità. E anche se è arrivata una sconfitta in gara 7 al primo turno contro gli Heat di D-Wade (lacrime…) l’entusiasmo che si registrava intorno alla squadra durante l’off season era davvero tanto, nonostante l’addio di Al Jefferson.
E il Marco Belinelli come si è comportato lo scorso anno?
L’ultima stagione ai Kings
Non c’era un bel gruppo, non c’era fiducia nell’allenatore e negli assistenti, non ci siamo allenati bene
Questa dichiarazione di Marco Belinelli (rilasciata dopo la fine della regular season) riassume perfettamente l’ultima, disastrosa, stagione dei Kings, naufragata ben presto soprattutto a causa della polveriera che si è rivelato essere lo spogliatoio dei Kings (DeMarcus Cousins vi dice niente?).
L’azzurro ha tenuto le medie di 10.2 pts – 1.7 reb – 1.9 ast. Se è vero che questi numeri sono in linea con le sue medie in carriera (9.5 – 2.0 – 1.6), è altrettanto vero che a livello di percentuali è stato l’anno peggiore di tutta la sua carriera oltreoceano. Addirittura da 3 ha tirato con il 30.6 %, lui che ha vinto la gara dei cecchini appena 2 anni fa e che in carriera non era mai sceso sotto al 35.7 % dalla linea dei 7e25.
Questo perché nel “casino” in cui Sacramento si trovava l’anno scorso, Marco Belinelli si è ritrovato a prendere più tiri in generale (non tirava così tanto dall’anno a New Orleans) probabilmente con coefficienti di difficoltà più alta.
L’arrivo agli Hornets
Insomma, l’arrivo in una piazza ben strutturata (“San Antonio era incredibile, ma qui a Charlotte ho trovato una società seria pronta per essere al top”) e così carica di entusiasmo sembra aver dato nuova energia a Belinelli che si è detto consapevole del ruolo e dei compiti che lo attendono:
Il coach ha molta fiducia in me. Partirò dalla panchina, spero come sesto uomo con minuti importanti: se dovesse davvero essere questo il mio ruolo, vista l’importanza della squadra mi andrebbe benissimo
So che dovrò essere aggressivo in termini di punti. Ma dovrò anche essere me stesso, sfruttando il pick&roll e creando i miei tiri. E devo migliorare in difesa
L’inizio di stagione di Marco Belinelli
In effetti in questa prima parte di regular season è proprio così: Marco Belinelli esce dalla panchina ma è comunque il 5° giocatore più utilizzato (25.0 minuti a serata). Alcune statistiche difensive sono buone con 1.1 palle rubate e o.7 perse a serata (entrambi record in carriera, anno da rookie escluso). Sono leggermente calate invece le statistiche “base” (8.9 – 2.2 – 1.5) e anche la percentuale dal campo (40.3 %) non è al momento in linea con quello che sarebbe lecito aspettarsi da lui . Infine, contraddicendo in parte quanto appena detto, sta tirando discretamente bene dalla distanza, con il 42.4 %. La spiegazione potrebbe essere la diminuita efficacia nei pressi dal ferro, come si evince dalla sua shotchart:

Belinelli realizza sotto la media nel pitturato, ma discretamente bene oltre l’arco dei 3 punti
La squadra comunque si fida di lui, vedi le dichiarazioni di Batum e del coach Clifford: inoltre la buona partenza della squadra (al momento il record dice 7-3, dietro solamente a Cavs e Hawks) toglie ulteriormente pressione ai giocatori. E’ sicuramente presto per dare giudizi definitivi, ma Belinelli sembra già essersi integrato nel sistema della squadra. Per il titolo potrebbe essere presto (Kemba Walker permettendo), ma gli Hornets sono pronti a stupire. Con un Belinelli in più nel motore.

