Uno degli argomenti in voga nella pallacanestro oltreoceano è la durata della Regular Season NBA, e Kobe Bryant, uno dei giocatori più forti e mediatici della storia della National Basketball Association, è del parere che la stagione regolare sia troppo lunga, e che a causa di ciò e dell’intensità delle partite NBA, aumenti il numero di infortuni nella lega. Come riportano gli insiders di ESPN.com Baxter Holmes e Tom Haberstroh, Bryant avrebbe detto:
Non si può andare avanti così in stagione, ci sono troppi infortuni: si sta privilegiando la quantità sulla qualità delle partite. Se c’è la reale volontà di ridurre il programma delle gare, lo si riduce e si cerca un modo per aumentare gli ascolti televisivi, perché ora ogni partita di regular season è una m***a.
La leggenda dei Los Angeles Lakers, fresco del ritiro, ha poi aggiunto che non ha mai creduto ad una riduzione del numero di partite in Regular Season sino ad oggi. La ragione principale per cui Kobe crede che il numero di infortuni è in progressivo aumento, è che molti professionisti della NBA vengono impegnati anche in eventi amatoriali che li consumano mentalmente e fisicamente:
Kobe Bryant
Guardando il mio passato, ho giocato a calcio fino a quando avevo circa 14 e così quando sono tornato negli Stati Uniti dall’Italia, appunto a 14 anni, in quel momento gli eventi amatoriali organizzati negli USA erano moltissimi, e ho0 letteralmente giocato a basket tutto giorno, ogni giorno, ogni torneo, in tutto il mondo, il che non ha fatto altro che consumare la cartilagine del mio ginocchio, il che spiega il motivo per cui avevo poca cartilagine al ginocchio nel 203.
Gli insiders Holmes e Haberstroh, hanno fatto notare un particolare: i giocatori di rotazione hanno perso 61 gare dei Playoff nel 2016, dato più alto registrato negli ultimi vent’anni e tre volte tanto il numero di partite perse dai giocatori di rotazione tra il 1996 ed il 1999. La soluzione che Bryant propone a questo aumento vertiginoso del numero di infortuni durante la stagione regolare, è quello di ridurre il numero di gare. L’ormai ex guardia dei Lakers ha poi fatto notare come dovrebbero essere raccolte più informazioni sulla dieta e sull’allenamento di ogni singolo atleta.
Accorciando la stagione NBA, però, la lega avrebbe un grosso problema: il denaro. Nel 2014, la lega americana ha firmato contratti televisivi per un totale di 24 miliardi di dollari in nove anni con ESPN e TNT. Questi accordi, ovviamente, garantiscono la trasmissione di un numero minimo di partite ogni anno. Altra questione che andrebbe ad intaccare le entrate della NBA è la vendita dei biglietti per le partite, soprattutto per le singole franchigie. Giocare meno partite significa ottenere meno introiti dai biglietti venduti, rendendo ogni eventuale cambio di calendario un grosso problema per i proprietari delle franchigie di tutta la lega.
Per NBAPassion.com,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)


