Kobe 1 Protro, di cosa stiamo parlando? Un binomio vincente Nike-Kobe Bryant ovviamente. Riportare allo splendore un oggetto del passato è possibile? Probabilmente si ed è quello che sta facendo la Nike con la linea di scarpe firmata Kobe Bryant sfruttando un testimonial d’eccezione come DeMar DeRozan.
La guardia americana ha parlato di questo progetto nei giorni scorsi ricordando in primis la sua ammirazione per il Mamba raccontando le sue impressioni sul famoso match tra Raptors e Lakers (22 gennaio 2006) dove il tabellino di Bryant, a fine gare, recitava 81 punti: “Mi chiedevo se stavo giocando ad un videogioco o qualcosa del genere”. Dodici anni dopo DeMar è uno dei migliori scorer dell’intera NBA ma l’estasi nel vedere quei movimenti perfetti del suo idolo rimangono ben impressi nella sua mente.

fonte: Nick De Paula. Kobe 1 Protro
La guardia di Toronto, che già ad inizio anno aveva firmato un’estensione contrattuale con la Nike, è stato scelto per il rilancio delle prime scarpe firmate Bryant. Il nome di questo progetto è “Protro” ed ha lo scopo di fondere le nuove tecnologie, che garantiscono eccellenti prestazioni, al retrò aggiornando i modelli classici della linea di scarpe dell’ex stella dei Los Angeles Lakers.
Di questo ha parlato anche il diretto interessato Bryant che ha dichiarato che “Protro riguarda l’evoluzione e la miglioria dei prodotti già usciti. Volevo costruire un’attività che non fosse basata solo su cose che ho fatto in passato, è importante che il marchio sia sinonimo di prestazioni e che tutto ciò che facciamo sia innovativo, anche se stiamo rilasciando scarpe del passato”. Il marchio darà il via alla serie rinnovata questa settimana a Los Angeles, con la riedizione dell’originale coppia nera e gialla, insieme a due lanci di collaborazione con la boutique di lunga data di Undefeated. DeRozan farà da headliner alle Nike Protro Kobe 1 durante l’All-Star Game di domenica prossima.
Kobe 1 Protro le parole di Tony Grosso
Tony Grosso, direttore del settore calzature della Nike Basketball ha parlato di questo modello: “Volevamo davvero assicurarci che la scarpa fosse esattamente come la [Zoom Kobe] 1, ma è stata costruita attraverso le lenti degli atleti professionisti dell’NBA”. Tre anni di duro lavoro per Bryant ed il suo team di designer e dei dirigenti di questo prodotto Nike che sono riusciti a ridurre notevolmente il peso della scarpa aumentando ulteriormente l’ammortizzazione ma disattivando l’unità Zoom Air nel tallone e nell’avampiede.
Dopo l’All-Star Game DeRozan tornerà ad indossare il suo repertorio infinito di sneaker tra cui alcune edizioni esclusive tra cui proprio le Nike Protro Kobe 1 e le Kobe AD, ed a tal proposito ha svelato un curioso aneddoto: “Ho ottenuto un piccolo posto all’interno dell’Arena per depositarle che ho soprannominato il mio caveau”.
Il giocatore dei Raptors ha poi raccontato di come aver vissuto da vicino la “Mamba Mentality”: “Sono cresciuto guardando Kobe e idolatrando il suo gioco fino ad arrivare a giocarci contro e giocando nel suo All-Star Game d’addio. Ricordo ogni singolo suo scatto (parlando di una gara allo Staples Center nella primavera 2013, ndr), si sentiva la folla ansimare quando rilasciava la palla e l’eccitazione quando toccava la retina. E’ stata una delle atmosfere più incredibili della mia vita”. Infine ha parlato del loro rapporto oggi: “Kobe è un pò ‘come il Bat Seganel se ho bisogno di lui, lo accendo e lui ci sarà sicuramente. E’ sempre disponibile con me e c’è del rispetto reciproco”.










La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.




















