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Blazers, Carmelo Anthony sigilla l’incontro nel finale, elogio da parte di Lillard e Westbrook: “E’ un hall of famer”

di Gabriele Melina

In questa ripresa NBA, l’ala dei Portland Trail Blazers Carmelo Anthony sembrerebbe aver ritrovato quella confidenza con il gioco che ha caratterizzato i suoi primi anni d’esordio nella lega. Dopo aver passato due stagioni non così positive, la prima in maglia Oklahoma City Thunder e la seconda in maglia Houston Rockets, il trentaseienne era rimasto un anno intero ai box, preparandosi giorno dopo giorno in attesa di una chiamata ufficiale.

Tale chiamata è arrivata il novembre scorso, giunta per mano dei Blazers, i quali avevano dato il via alla stagione 2019\20 con delle prestazioni alquanto altalenanti. Subentrato principalmente per semplificare la fase offensiva, Anthony ha poi ampliato il suo gioco partecipando attivamente in difesa, ed i risultati di tale impegno si sono visti in queste prime gare di stagione regolare.

L’ex all-star dei New York Knicks ha fatto buon uso della lunga pausa causata dal Sars-CoV-2, rimanendo in buona forma fisica in vista della ripresa. Una volta giunto nella bolla poi, il prodotto di Syracuse ha leggermente adattato il suo fisico per giocare da numero tre, consentendo così a coach Terry Stotts di ampliare maggiormente il campo schierando contemporaneamente i due lunghi Zach Collins e Jusuf Nurkic.

Portland sembrerebbe aver dato il via a questa seconda fase nel modo corretto, avendo vinto due incontri su tre disputati. Per una squadra che nel corso della stagione ha faticato molto in quanto continuità, questo risultato fa’ aspirare ad un qualcosa di positivo, che per la franchigia dell’Oregon significa solo una cosa: l’ottavo posto ai playoffs.

Carmelo Anthony sigilla il match contro i Rockets, Lillard e Westbrook: “E’ un hall of famer”

Sono stati molti i riconoscimenti ed i complimenti inoltrati a Carmelo Anthony, artefice del canestro che ha sigillato il match contro gli Houston Rockets. L’ex Denver Nuggets, essendo stato tagliato la scorsa stagione dagli stessi Rockets dopo solo dieci partite, l’ha presa sul personale? Sicuramente, qualche sentimento di redenzione sarà passato per la mente del trentaseienne, tuttavia, egli ha accompagnato il suo canestro con questa dichiarazione:”L’unico fattore che mi ha spinto a fare del mio meglio è stato il fatto che avevamo assolutamente bisogno di vincere questa gara“.

Per Anthony il tabellino recita 15 punti e 11 rimbalzi, mentre per Damian Lillard sono 21 con 9 rimbalzi ed 8 assist, da aggiungere ai 20 punti di C.J. McCollum, ai 16 di Gary Trent Jr. ed ai 18 del centro bosniaco. Nonostante l’incontro, conclusosi sul 110-102, abbia visto l’intera squadra combattere fino al quarantottesimo minuto, gran parte del merito è stato affidato alla prestazione del dieci volte all-star.

“Ha segnato senza dubbio un gran canestro nel finale, ma è stata la sua presenza su entrambe le metà campo a fare la differenza. Difensivamente, è stato artefice di una serie di rimbalzi ed uscite sugli attaccanti, mentre offensivamente è stato un leader vocale come pochi. E’ un giocatore capace di fare tutto su un campo da basket, con ancora tanto da dimostrare“, ha riportato McCollum.

Per Lillard, invece, è stato importante sottolineare quanto egli aiuti la squadra in qualsiasi occasione:”Quando ha firmato con noi, molti hanno iniziato a domandarsi quanto potesse essere utile, quanto potesse ancora durare il suo fisico. Carmelo non ha ascoltato alcuna voce, è semplicemente subentrato in rotazione pronto a dimostrare ciò che sa fare. Vittoria o sconfitta, per lui il morale di squadra rimane la cosa più importante. E’ in grado di comprendere il modo in cui può essere utile alla squadra, situazione per situazione. E’ incredibile come la gente non lo consideri un giocatore di alto livello. E’ un hall of famer“.

Anche Russell Westbrook, compagno di Anthony ai tempi di Oklahoma City, ha definito l’ala dei Blazers un hall of famer:”E’ un compagno di squadra notevole, appartiene a questa lega senza dubbio. Melo è un hall of famer“.

Per coach Stotts ed i suoi ragazzi nascono quindi nuove speranze di accedere ai playoffs. Attenzione però a non lasciarsi andare, perché per Portland le avversarie di maggior livello devono ancora arrivare: Denver Nuggets, Los Angeles Clippers, Philadelphia 76ers, Dallas Mavericks, e Brooklyn Nets sono i prossimi sfidanti.

Ciò nonostante, I Blazers attraverso un record di 31 successi a fronte di 38 sconfitte, occupano il nono posto nella Western Conference; inoltre, con il recente infortunio che ha coinvolto i Memphis Grizzlies, l’ottavo posto ad una vittoria di distanza sembra sempre di più un traguardo raggiungibile.

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