Dopo la partenza di Paul Pierce, dopo le perplessità sulla leadership di Deron Williams e dopo il cambio in panchina con l’arrivo di Lionel Hollins, in quel di Brooklyn si cerca di rimettere in sesto una squadra con tanti interrogativi e con il pesante fardello legato al salary cap.
Nella confusione generale spicca la quasi critica situazione del reparto lunghi, che vede in Brook Lopez l’unica certezza dopo la partenza di Blatche e la situazione che vede coinvolto Kevin Garnett. Lopez, dopo aver saltato gran parte della scorsa stagione a causa di una frattura ad un piede, è tornato ad allenarsi e a giocare 5 vs 5 con i compagni. Lo stesso Lopez ha dichiarato a Mike Mazzeo di ESPN che sta bene, anche se non è contento quando viene sostituito ma sa che non può forzare i tempi di recupero per non ricadere in ulteriori guai fisici.
Diverso è il discorso legato a Garnett. Ormai non più nel fiore degli anni, “The Revolution”, dopo un iniziale colloquio con il nuovo allenatore in cui dava l’assenso a giocare un’altra stagione, sembra essere tornato indietro sui suoi passi lasciando Hollins e i Nets con un dubbio che li accompagnerà fino all’inizio del training camp.
Chi resterà è invece sicuramente Mason Plumlee, appena rientrato dalla spedizione vincente con la Nazionale statunitense nel Mondiale Fiba: selezionato con la 22esima chiamata al draft dello scorso anno, nella sua prima stagione da professionista ha trovato molto spazio per via degli infortuni di Brook Lopez e le condizioni precarie di Kevin Garnett. Ha giocato 70 gare, con una media di minuti in campo di 22.2. Le sue statistiche parlando di 4.4 rimbalzi e 7.4 punti per gara, non male per un rookie chiamato a sostituire due colossi come Brook Lopez e KG: nei playoffs però ha visto ridursi il suo minutaggio, e con esso le statistiche sono peggiorate parecchio, con una media punti di 2.2 e 2.3 di rimbalzi per gara.
Farà con ogni probabilità il secondo centro pronto a dare fiato a Brook Lopez.
Quella che si prospetta, dunque, sarà una stagione difficile per i Nets, i quali hanno bisogno di ritrovare certezze e di fare gruppo attorno ai giocatori più rappresentativi per superare le difficoltà a cui andranno in contro.
Per NBA Passion,
Alessandro Maritato


