Nel Media Day della pallacanestro oltreoceano ecco che i riflettori puntano inevitabilmente su Cleveland, in Ohio, dove LeBron James è riuscito a trascinare i suoi sino alle NBA Finals durante la stagione passata. Riflettori puntati su Cleveland, ma stavolta non sul figliol prodigo: stavolta a parlare è Kyrie Irving, point guard dei vice campioni NBA, soggetta a infortuni piuttosto gravi e frequenti che sinora hanno condizionato la carriera della prima scelta del Draft 2011.
Irving, ai microfoni di ESPN.com, riguardo alla sua situazione fisica, ha detto: “Devo solo imparare a stare a terra un po’ di più, è l’unico modo per evitare lesioni andando a canestro con il rischio di cadere male a terra. Mi piace attaccare il ferro contro i lunghi avversari, ma devo stare attento, devo migliorare sotto questo aspetto”.
La PG dei Cavs ha perso una media di 14 gare a stagione nella sua giovane carriera, a causa di diversi gravi infortuni (lesioni ad entrambe le spalle, le ginocchia, al piede destro, frattura della mano destra, frattura del dito indice sinistro, fratture facciali multiple). Durante la scorsa stagione, inoltre, ha perso per la prima volta nella sua carriera sette gare dei playoff e non è riuscito a finirne altre due a causa di problemi al piede ed al ginocchio.
Gran parte della sua lunga lista di infortuni viene giustificata dalla volontà del giocatore di voler sistematicamente attaccare il ferro nel traffico: durante la scorsa ragione il playmaker nativo di Melbourne ha segnato il 53% dei tiri tentati all’interno dei 10 piedi di distanza da canestro ed il 50% dei tiri tentati con il proprio diretto marcatore a meno di 2 piedi di distanza.
A riguardo, la point guard dei Cavs ha chiarito la sua posizione: “Io non sono nè il più veloce nè il migliore ad attaccare il ferro, non voglio smettere di cercare di andare a canestro ma devo ridurre il numero di volte che attacco il ferro”.
Irving, nel mese di Giugno, si è sottoposto ad un intervento chirurgico al ginocchio in seguito ad uno scontro rimediato nella gara inaugurale della serie finale dei playoff con la guardia dei Golden State Warriors, Klay Thompson. I tempi di recupero, secondo le indiscrezioni, si aggirano attorno ai 3-4 mesi.
Non si disperino tuttavia i tifosi di Cleveland, il playmaker ha già ricominciato a correre da tre settimane, come comunicato lunedì scorso dal giocatore stesso. Lo staff medico non ha ancora dato il via libera al ragazzo, ma a Cleveland il clima è ottimistico e si pensa che Irving possa prendere parte ad alcuni appuntamenti del training camp.
La squadra si è ripromessa di non mettere alcun tipo di pressione sul ragazzo, e il GM David Griffin ha comunicato recentemente che Irving potrebbe avere pochissimo spazio (in via precauzionale) durante la preseason. Quando Irving tornerà, però, il suo gioco potrebbe essere diverso sotto alcuni aspetti, come dichiarato dal giocatore stesso: “Durante l’offseason ho cercato di migliorare il mio gioco perimetrale, ho cercato di acquisire più tecnica nel mio gioco di gambe e ho cercato di limitare la quantità di dribbling”.
Un Irving fiducioso, dunque. potrebbe essere l’anno della sua definitiva consacrazione al piano superiore? Potrebbe essere questo l’anno del boom per Cleveland? Le domande sono tante, le risposte sono poco al di là della preseason NBA.
Per NbaPassion.com,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)


