Draft 2011, al secondo giro, scelta numero 8, gli Houston Rockets, draftano Chandler Parsons dalla Florida. Potrebbe rivelarsi una scelta qualunque, da inserire in rosa per la summer league e tagliare o inviarlo in D-League. Il ragazzo però, dimostra un talento, forse inespresso, forse mai notato dagli scout Nba. I numeri della prima stagione sono da rookie da prime scelte: 63 partite di cui 57 da titolare, 28 minuti giocati e quasi 10 punti di media a gara. Si conquista la convocazione nella gara dei Rookie vs Sophomore e con Dragic e Lee rischia la qualificazione alla post-season inaspettata in casa Rockets.
Il secondo anno i numeri aumentano in maniera vertiginosa: 76 gare di cui tutte nello starting five, 36 minuti a partita e 15 punti realizzati di media, arrivano i play-off ma nonostante degli ottimi Rockets, Oklahoma vince 4-2 la serie.
![]()
Il terzo anno, quello attuale, può essere quello della consacrazione. Accanto ad Harden e Howard, i numeri di un ragazzo nato gregario aumentano ancora: 38 minuti a partita e 18 di media a partita. Gl infortuni, piccoli fastidi a dire la verità, lo penalizzano nella continuità, ma ogni volta che scende in campo, i Rockets cambiano immagine. Tira con il 517% dal campo, il 375% da 3, buon tiratore dai liberi, recupera 5 rimbalzi di media a partita con 3 assist. Dopo Harden, sta diventando ancora più fondamentale di Howard. Il sostituto in queste gare, Ronnie Brewer non è nemmeno l’ombra e Kevin Mc Hale deve trovare un’idea al più presto, in attesa della completa forma di Parsons. Il tempo è dalla sua e siamo convinti che i Rockets, nel corso della stagione continueranno a crescere insieme a lui.

