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Chicago Bulls, D-Rose: c’è qualcosa che non va!

di Francesco Papillo

I Chicago Bulls, sono una delle squadre più in forma della lega, con 8 vittorie in 9 partite, possono vantare un roster molto migliorato rispetto alla scorsa stagione, con gli innesti di Mirotic e Brooks, fondamentali dalla panchina, Pau Gasol che è tutt’altro che finito e che si sta rivelando ancora dominante ( ieri 9 stoppate, suo massimo in carriera), l’esplosione definitiva di Jimmy Butler e il ritorno dell’MVP della stagione 2010-11, l’uomo da Chicago Derrick Rose.

New York Knicks v Chicago Bulls

Il definitivo salto di qualità da semplice squadra tutto cuore e grinta, a squadra da battere ,si aspettava nel ritorno di Rose che prima dell’infortunio trascinò la squadra, da solo, alle finali di Conference , perse poi con gli Heat di James 4 -2. L’impatto del play di Chicago è molto positivo, ma c’è qualcosa che non va nel modo di giocare che è completamente diverso ( come da previsione,  visti i duri infortuni alle ginocchia patite da Rose) e molto meno efficace. Rose si sta letteralmente accontentando. Rose sta tirando tanto e male come dimostrano i dati : si prende 5.4 ( massimo in carriera)tiri da fuori l’arco mandandoli a segno con uno scarso 26.3% ( minimo in carriera). E’ riuscito a far peggio solo nella sconfitta contro i Brooklyn Nets, tirando ben 15 volte e centrando il bersaglio solo 2. Dopo questa prestazione, lo stesso Rose e coach Thibodeau si sono interrogati sui motivi delle basse percentuali al tiro del playmaker. Rose non è mai stato un grande tiratore, come dimostra il 33,2% nella stagione dell’MVP, fuori dall’arco, ma un giocatore che con le sue accelerazioni spaccava le difese avversarie.

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Il cambiamento è nella testa del giocatore che ha più volte dichiarato : ” Sto prendendo i tiri che la difesa mi lascia, loro si aprono io tiro, mi lasciano un varco, io attacco”. Rose sta sbagliando anche i tiri in catch and shoot, tiri in ritmo insomma. Thibodeau non gliene fa una colpa difendendo i tiri che prende il suo playmaker, ma ribadendo il concetto che forzare è inutile.

Forse questo è l’anno buono per i Chicago Bulls di vincere l’anello, che manca dallo United Center dal 1998, l’ultimo ballo dei Bulls di Jordan, ma si dimostreranno maturi per arrivare fino in fondo, o faranno la fine di Cenerentola che perderanno la scarpetta di cristallo proprio sul più bello? La risposta l’avremo solo ai Playoffs e buona parte del destino dei tori passa proprio dalle mani di D-Rose

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