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Cleveland Cavaliers, uno sguardo al passato sognando l’anello

di Antonio Cannizzaro

La storia della franchigia dell’Ohio

La franchigia nasce nel 1970 quando il basket in città era considerato quasi un’utopia ed in città esistevano soltanto una squadra di MLB, gli Indians, e i Barons che invece si cimentavano nell’hockey. Uno dei nomi più importanti dell’epoca era quello di Nick James Mileti. Ad egli si associava quasi la totalità della rappresentazione in ambito sportivo ed è proprio grazie a lui se oggi esistono i Cavaliers.

Mileti con un esborso di circa 4 milioni di dollari, ottiene il permesso dalla lega per iscrivere una nuova squadra al massimo campionato professionistico di basket americano e da quel momento venne indetto, come per quasi tutte le altre franchigie, il contest per decretare il nome da associare alla neonata squadra.

Tra le innumerevoli risposte che giunsero alla proprietà sono degne di nota i Towers, dedicato al grattacielo che presiede la città, Presidents, in memoria ai numerosi presidenti americani nativi proprio dell’Ohio, Forester, uno dei soprannomi della città e Cavaliers. Proprio quest’ultimo risultò essere il vincitore dopo un secondo sondaggio finale e questa nomenclatura fu pensata da Jerry Tomko, nativo anch’egli di Cleveland, il quale dichiarava che  “I Cavalieri sono un gruppo di uomini impavidi e coraggiosi che non si arrendono mai”.

Nonostante queste premesse e la voglia di iniziare a creare una nuova cultura cestistica in città, l’anno di debutto dei Cavs è stato più in ombre che in luci e la franchigia chiuse la Regular Season 1970-71 con un record di 15 vittorie e 67 sconfitte, record si molto negativo ma che in termini di Draft si tramutò nella prima chiamata assoluta.

Austin Carr in maglia Cavs.

Austin Carr in maglia Cavs.

Il team ha sperato di costruire la propria storia attorno ad Austin Carr ma diversi infortuni precoci ne compromisero la totale esplosione. Dopo un primo, fisiologico, periodo di assestamento in lega, la squadra sempre capitanata da Coach Bill Fitch con un record di 49-33 nel 1975-76 vinse il suo primo titolo di Division con il conseguente approdo ai PlayOffs dove però vennero sconfitti in Finale di Conference dai Boston Celtics. Nei due anni successivi la squadra ottenne sempre un record positivo centrando la post-season ma venne eliminata sempre al primo turno.

Dal ’78 in poi la squadra subì un nuovo brusco tracollo sportivo in termini prestazionali e la franchigia cambiò anche proprietà dopo esser stata venduta al magnate Ted Stepien che è ricordato maggiormente per le sue scellerate scelte. Stepien infatti ha venduto consecutivamente sempre le sue prime scelte a discapito della franchigia tant’è che la Commissione fu costretta ad attuare una legge ad hoc, ossia la famigerata “Stepien Rule” secondo la quale  non si possono cedere prime scelte di due anni consecutivi.

I loghi dei Cavaliers dal 1970 ad oggi

I loghi dei Cavaliers dal 1970 ad oggi

Nei primi anni ’80 avvenne un’ulteriore svolta dopo che la proprietà passò in mano ai fratelli George e Gordon Gund. Nel 1986 Clevaland aveva a roster un nucleo di giocatori composto da Brad Daugherty, Mark Price, Larry Nance e Ron Harper che ha reso la franchigia nuovamente competitiva andando anche oltre le 50 vittorie stagionali per ben tre volte. In post-season però il copione sembrava sempre ripetersi perchè, a parte la stagione ’91-’92 (Finali di Conference) e ’92-’93 (Semifinali di Conference), i Cavs vennero puntualmente eliminati a primo turno.

A cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 i Cavalies sprofondarono nuovamente nel dimenticatoio guidati prima da Mike Fratello e poi da Randy Wittman e John Lucas. Nella stagione 2002-2003 la franchigia, per la terza volta nella sua storia, scende sotto le 20 vittorie stagionali. Quella stagione tanto deludente è stata abbondantemente riscattata con la prima scelta assoluta del Draft del 2003, LeBron James. 

La franchigia cambia nuovamente proprietario nel 2005 essendo stata acquistata da Dan Gilbert e torna fra le migliori della lega sotto la guida di Coach Mike Brown ben coadiuvato da un LeBron James in formato stellare. Nel 2005-2006 ritornarono nuovamente ai PlayOffs ma furono sconfitti in Semifinale di Conference per mano dei Detroit Pistons. Smaltita la nuova delusione i Cavs si rifecero immediatamente l’anno successivo. I Pistons questa volta furono i loro avversari in Finale di Conference e i Cavs riuscirono a batterli per 4-2 centrando la loro prima storica Finals NBA. Neanche fu smaltita del tutto l’euforia per la vittoria della Eastern Conference che i San Antonio Spurs gli servirono un perentorio sweep in Finale distruggendone, di fatto, le ambizioni. Negli anni successivi nonostante delle trionfali cavalcate in Regular Season culminate con l’aver superato per ben due volte consecutive le 60 vittorie stagionali (66 nel 2008-2009 e 61 nel 2009-2010) i Cavs si dovettero arrendere in post-season venendo sconfitti dai Boston Celtics e dagli Orlando Magic.

La fine della prima decade degli anni 2000 ha scavato un solco non indifferente nell’Ohio cestistica. In una sola estate hanno salutato sia Mike Brown che LeBron James accasatosi in modo non di certo silenzioso in Florida sponda Heat. Venuti a mancare due pezzi da 90 i Cavs scivolano nuovamente nell’oblio portando avanti delle stagioni anonime fino al 2014 anche se, con un pizzico di fortuna, riuscirono ad accumulare altre tre prime chiamate assolute (2011 – Kyrie Irving, 2013 – Anthony Bennett, 2014 – Andrew Wiggins).

Nel 2014-15 LeBron James decide di far ritorno nella sua terra natia. Scaduto il contratto con Miami il figlio di Akron ritorna nella “sua” Cleveland per cercare di vincere anche in maglia Cavs. Ciò ancora non avvenne perchè lo scorso anno i Cavs hanno dovuto fare i conti con una giovane franchigia, i Golden State Warriors, dal grandissimo potenziale e capitanata dal duo Curry-Thompson.

Se lo scorso anno l’epilogo per i Cavs è stato nuovamente amaro, per quest’anno la speranza è che la squadra riesca a scrivere un finale diverso, un lieto fine che dal 1970 viene auspicato a Claveland, un lieto fine che renderebbe finalmente giustizia ai sogni di Tomko… “I Cavalieri sono un gruppo di uomini impavidi e coraggiosi che non si arrendono mai”.

Mancano solo poche ore e Cavaliers e Warriors saranno nuovamente faccia a faccia pronti a battagliarsi per la vittoria dell’Anello.

Numeri Ritirati

  • 7 –> Bobby “Bingo” Smith, G/F (1970-79);
  • 11 –> Žydrūnas Ilgauskas, C (1996-2010);
  • 22 –> Larry Nance, G/F (1988-94);
  • 25 –> Mark Price, G (1986-95);
  • 34 –> Austin Carr, G (1971-80);
  • 42 –> Nate Thurmond, C (1975-77);
  • 43 –> Brad Daugherty, C (1986-94).

 

CLEVELAND CAVALIERS HALL OF FAMERS

Giocatori

  • Nate Thurmond, F/C (1976-77) introdotto nel 1985
  • Walt Frazier, G (1977-80) introdotto nel 1987
  • Lenny Wilkens, G (1972-74) introdotto nel 1989

 

Allenatori

  • Chuck Daly, (1981-82) introdotto nel 1994
  • Lenny Wilkens, (1986-93) introdotto nel 1998

 

General Manager

  • Wayne Embry, (1986-99) introdotto nel 1999

 

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