Mike Conley

Quando si suol dire ‘a tutti i costi‘. Già, cosa non sì fa per mantenersi competitivi in vista della stagione che verrà? La risposta è semplice: mettere le mani al portafoglio ed estrarre un bel gruzzoletto. Anche più del dovuto. Lo sanno bene i Memphis Grizzlies, che in questa offseason hanno apportato qualche innesto al roster, a peso d’oro. Complice l’aumento del salary cap, la franchigia del Tennessee ha messo i paletti per l’annata prossima.

Free Agency 2016

Chandler Parsons con la casacca dei Dallas Mavericks.

Alla voce nuovi arrivati spicca il nome di Chandler Parsons, ala ex Dallas Mavericks scippata alla concorrenza dei Portland Trail Blazers. Il nativo di Casselberry è il giocatore che tanto serviva per completare il quintetto base. Parsons infatti è un abile attaccante dotato di un discreto repertorio offensivo: con la sua pericolosità dal perimetro è in grado di allargare il campo per permettere a Marc Gasol e a Zach Randolph di spadroneggiare in area. Inoltre, può essere utilizzato da ala grande in un ipotetico small ball e, con le sue doti di playmaking e la sua visione di gioco, può offrire altrettante opzioni alla costruzione della manovra.

L’accordo, nello specifico, è un quadriennale da 94 milioni di dollari. Un contratto abbastanza esoso, che desta perplessità solo per la propensione agli infortuni dello stesso Parsons. Per questo la mossa potrebbe rivelarsi un azzardo se i guai fisici dovessero tornare a farsi avanti.

L’altra mossa importante, anzi di più, è stata quella attinente alla conferma di Mike Conley. Il classe 1987 è uno di quei classici individui di cui si parla poco ma che in realtà sa fare praticamente tuttogestisce la palla come pochi, ha una buona dose di punti nelle mani, difende duramente. I Grizzlies, per trattenerlo, sono stati costretti ad offrirgli un contratto di 5 anni da 153 milioni di dollari complessivi, il più sostanzioso di sempre. Ok, Conley magari non varrà tutti quei soldi, ma i Grizzlies non potevano fare altrimenti per poter trattenere un pezzo cardine della squadra. Altre franchigie erano infatti alla finestra e il rischio di vederlo partire c’era.

Da registrare l’arrivo via sign-and-trade di Troy Daniels (triennale da 10 milioni complessivi) e quello di Andrew Harrison. Al draft invece Memphis ha pescato la point guard Wade Baldwin e acquisito dai Boston Celtics Deyonta Davis, quest’ultimo firmatario dell’accordo più ricco per un rookie statunitense scelto al secondo giro ( percepirà 4 milioni di dollari in 3 anni).

Insomma, gli ingenti investimenti, alla fine, pagheranno? La solita ossatura di base è stata mantenuta, qualche volto nuovo congeniale al progetto è giunto apposta. David Fizdale, il nuovo head coach, dovrà orchestrare il lavoro alla perfezione, magari continuando sulla falsariga dell’operato di Dave Joerger. L’ex assistente di Erik Spoelstra ai Miami Heat, è stato scelto per il suo acume tattico e per la sua capacità di mantenere l’armonia nello spogliatoio, di creare gruppo, di far filare tutti sullo stesso binario. Sicuramente si partirà dai punti forti (la difesa) per poi aggiungendo magari qualche altra piccola variante. Il tutto per fare una buona regular season, agguantare i playoff e poi giocarsela con spensieratezza, cercando di arrivare quanto più lontano possibile . In fondo, la competitività, è rimasta. Seppur a caro prezzo.

 

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