Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersD’Angelo Russell: “Ham si fidava più di Schroder. E ora io sono qui e lui no”

D’Angelo Russell: “Ham si fidava più di Schroder. E ora io sono qui e lui no”

di Michele Gibin
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Il fatto di “sopravvivere” alla trade deadline ha ufficialmente reso D’Angelo Russell uno degli intoccabili in casa Lakers, uno di quei superstiti che ha saputo resistere alla fregola di LeBron James di mischiare le carte praticamene ogni semestre per le sue squadre.

Dallo scorso 8 febbraio, la data dello scampato pericolo, Russell viaggia a oltre 19 punti di media e con percentuali più che buone, da 44% al tiro da tre punti in più di 35 minuti a partita, terzo dietro a LeBron e Anthony Davis. In una parola, promosso, e a suon di tiri pesanti e fiducia in sé stesso.

D’Angelo Russell è tornato ai Lakers da appena un anno, 13 mesi oggi a essere precisi, 8 anni dopo essere stato la scelta assoluta numero 2 al draft NBA 2015 e aver girato un bel po’. Brooklyn Nets, Golden State Warriors e Minnesota Timberwolves. E ha raccontato di come solo adesso abbia iniziato a percepire davvero la fiducia dell’ambiente e di coach Darvin Ham. Dopo essere stato in ballotaggio, come avrebbe detto Giacomino Poretti, con Dennis Schroder.

Schroder che prima di diventare MVP dei Mondiali FIBA a settembre aveva terminato la stagione 2022-23 in quintetto base per i Lakers, accanto a Austin Reaves e al posto proprio di D-Lo. Russell ha spiegato che il rapporto di fiducia con coach Ham non sia potuto nascere subito, perché coach Ham si fidava soprattutto di Schroder nel ruolo di point guard anche per via della conoscenza di lunga data tra i due, dai tempi di Atlanta quasi 10 anni fa.

Il suo rapporto con Ham (di Schroder, ndr) è la causa per cui io non ho potuto instaurare un rapporto con Darvin Ham” ha detto D’Angelo Russell “Quando la squadra faceva fatica io non potevo andare dal coach e dire, potremmo fare questa cosa, io posso dare una mano. Ma non c’era dialogo e io l’ho accettato. E abbiamo perso per 4-0 (contro Denver, ndr) e io sono ancora qui e lui no“. Russell ha poi raccontato che dopo la fine della stagione i Lakers, per voce di Ham e di Rob Pelinka, gli hanno chiesto di restare e che “avrebbero fatto di tutto” per tenerlo a LA. “Io allora gli ho chiesto, mi lascerete essere me stesso?“.

Il risultato? Due anni di contratto a 37 milioni di dollari complessivi e i galloni da titolare, e una stagione a oggi tra le migliori in carriera.

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