Gli 86 punti della coppia formata da Joel Embiid e Tyrese Maxey sono stati troppi anche per la miglior difesa della NBA, quella appartenente ai Minnesota Timberwolves. Il risultato finale dice 127-113, arrivato dopo un testa a testa di almeno 3 quarti, con fuga finale dei padroni di casa.
Minnesota si è stabilita sulla vetta dell’Ovest già da qualche settimana, ed erano reduci da 10 vittorie nelle ultime 11 partite. Anthony Edwards sta giocando al livello di un All-Star e anche Karl-Anthony Towns sta mantenendo cifre considerevoli (22 punti e quasi 10 rimbalzi di media). La difesa è veramente solida: Ant Man, Alexander–Walker e McDaniels sono difensori molto forti e duttili, Mike Conley ha dalla sua l’esperienza, KAT se si applica non è semplice da superare, Reid può difendere benissimo su ali grandi e centri, e Gobert quest’anno è in versione DPOY. Sembrerebbe una difesa impenetrabile ma, paradossalmente, il difetto più grande di questa difesa potrebbe essere il suo difensore migliore.
Gobert infatti, pur essendo uno dei miglior rim protector della lega, rimane un giocatore con pochissima mobilità. Il 3 volte DPOY soffre tanto sul perimetro e questo suo punto debole viene puntualmente esposto dalle point-guard avversarie, che lo portano nei pick-and-roll. Questo è proprio ciò che è successo stanotte: in particolare nel secondo quarto, Maxey ha giocato a ripetizione pick-and-roll per avere il francese a marcarlo, per poi bruciarlo in velocità. Poi, giocando sempre col doppio lungo, Towns potrebbe trovarsi a marcare giocatori più piccoli e veloci. Ma stanotte non è stato un problema.
La questione del mismatch di KAT viene sfruttata sistematicamente in attacco dagli Wolves: questa notte il numero 32 ha segnato 23 punti, di cui gran parte arrivati con isolamenti, spalle a canestro contro Tobias Harris.
Per quanto riguarda i Philadelphia 76ers di questa notte c’è davvero poco da dire. Joel Embiid ha semplicemente dominato in lungo e in largo: 51 punti in 36 minuti, 17/25 FG, 17/18 FT e 12 rimbalzi. Ormai dalla media distanza, dal palleggio o da fermo, è infallibile. E, se prova ad attaccare il pitturato, alla peggio guadagna due liberi. In questo momento è indiscutibilmente l’MVP di questa stagione, con 35.1 punti e 11.8 rimbalzi di media.
In più forma una coppia davvero fantastica con Maxey, che per ora è stato all’altezza del ruolo di secondo violino. Stanotte il numero 0 ha fatto 35 punti con 12/24 FG e 5/12 3PT e 5 assist, e continua ogni notte a sfornare prestazioni da All-Star. Grazie a lui, Philadelphia diventa una squadra molto più dinamica, con più ball movement rispetto a quando in regia c’era Harden. Coach Nick Nurse è un sostenitore del playmaking diffuso, e Tyrese è il giocatore giusto per applicare il suo credo da allenatore. Insieme all’altro Tyrese (Haliburton) e Scottie Barnes, Maxey è il più papabile candidato al premio di MIP.
Questa partita ci conferma che Philadelphia è una squadra che può fare una grandissima regular season. Avendo un gioco così veloce e un giocatore così dominante, è difficile pensare ai 76ers sotto alla terza posizione nella Eastern Conference. Ai playoffs la storia è diversa, perché conosciamo i limiti di Joel. Ma non abbiamo ancora visto Maxey su un palcoscenico così importante, nel ruolo di secondo violino.

