Vincent Lamar Carter, uno dei giocatori più spettacolari che la storia del basket ricordi, uno che ha rivoluzionato il mondo delle schiacciate “in game” e che è sempre stato ad ottimi livelli sia al college che da professionista, rivediamo un pò la carriera di questo grande giocatore ha lasciato il segno sicuramente nonostante non abbia mai vinto un titolo
NBA.
Arrivato all’Università della North Carolina nel 1995, Vince Carter entusiasma immediatamente il pubblico NCAA grazie al suo immenso atletismo, una guardia che può giocare anche come ala piccola, alto meno di 2 metri, Carter mette subito in chiaro di cosa è capace.
Il ragazzo porta nuova luce fra le file dei Tar Heels, trascinando la squadra ad arrivare alle Final Four sia nella sua seconda stagione che nella terza.
L’ultimo anno di college, il suo tabellino recita 15.6 punti di media, ma se i punti possono sembrare pochi, le sue giocate valgono molto di più, incanta i tifosi di tutto il paese e anche oltre-oceano con le sue meravigliose schiacciate acrobatiche.
Nel 1998 partecipa al Draft NBA e viene scelto alla 5^ chiamata dai Golden State Warriors ma viene subito ceduto ai Toronto Raptors, ricevendo in cambio la 4^ scelta Antawn Jamison, suo ex compagno a North Carolina e grandissimo amico, la stagione da rookie rispecchia le aspettative e Vince viaggia a 18.3 punti con 5.7 rimbalzi e 3 assist tirando col 45% dal
campo, vince meritatamente il premio di Rookie Of the Year 1999.
La stagione da sophomore è incredibile, gioca tutte e 82 le partite di regular season partendo sempre in quintetto e porta la sua media realizzativa da 18.3 a 25.7 punti (46.5% dal campo) e smistando quasi 1 assist in più a partita.
Molti vedono in lui la nuova immagine della franchigia, assieme al cugino Tracy McGrady, formano una stupenda coppia di atleti e donano dinamismo all’attacco dei Raptors.
Nel corso della stagione 2000-01 Carter arriva a toccare la sua massima media realizzativa in carriera con 27.6 punti, nello stesso anno i Raptors si affacciano ai Playoffs ma vengono immediatamente sconfitti durante il primo turno e dopo appena 3 partite, i sogni di Vince Carter e della squadra si infrangono.
Da segnalare sicuramente uno degli episodi più spettacolari di sempre, avvenuto durante le Olimpiadi di Sydney del 2000, durante il match contro la Francia, Vince Carter (Team USA) mette a segno una schiacciata formidabile scavalcando letteralmente il centro francese Weis (2.13m), episodio unico per quanto riguarda una gara ufficiale!
In questo video alcune delle più belle azioni di Vinsanity:
Dopo alcuni anni passati a Toronto senza però alcuna vittoria di livello, a metà della stagione
2004-05, Carter dice addio alla franchigia canadese per approdare ai New Jersey Nets di Jason Kidd e Richard Jefferson.
Ai Nets Carter sembra aver ritrovato lo spirito combattivo e la grinta, chiudendo la prima stagione nel New Jersey con 27.5 punti (prima della trade era a 15.9) tirando col 42% da oltre l’arco dei 3 punti (massimo in carriera).
I tifosi dei Nets non possono che esserne contenti e sperano che insieme a Kidd e Jefferson la squadra possa ritrovare la giusta strada.
Purtroppo però per ben 3 anni di seguito (2005-06-07) i Nets non riescono ad arrivare nemmeno alle Finals NBA, nonostante le ottime prove corali dei 3 leader, la squadra pecca sotto canestro di un centro valido e finisce spesso per subire vicino canestro.

Dal 2009 ad oggi, il nostro uomo cambia spesso casacca, prima vola agli Orlando Magic a fare coppia con Dwight Howard, poi firma con i Phoenix Suns e successivamente con i Dallas Mavericks di Nowitzki in cerca della riconferma come Campioni NBA nella stagione 2011-12 che però non avverrà.
Infine dopo 3 stagioni ai Mavs, l’ormai veterano Vince Carter arriva ai Memphis Grizzlies, squadra solida che ha bisogno di un giocatore esperto come lui dalla panchina.
Purtroppo però anche in questo caso la squadra nonostante le buone possibilità, non riesce a sfruttare al meglio i propri talenti e Carter vede sfumare per l’ennesima volta le sue speranze di diventare Campione NBA.
Arrivato ormai a fine carriera, tutti i suoi fan lo ricorderanno sempre per le sensazionali azioni sopra il ferro che ci ha regalato in tutti questi anni, continuando a posterizzare giocatori più giovani e molto più alti di lui anche avendo superato abbondantemente i 35 anni.
Premi Individuali: 8x All Star, NBA ROY 1999, NBA Slam Dunk Contest Champion 2000, All NBA 2nd Team 2001, Medaglia d’oro olimpica a Sydney 2000

